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La falesia Malga Spora - Croz del Giovan, Dolomiti di Brenta
Fotografia di archivio Alessio Tait
Lavori di chiodatura alla falesia Malga Spora - Croz del Giovan, Dolomiti di Brenta
Fotografia di archivio Alessio Tait
Ugo camminando direzione della Malga Spora, Dolomiti di Brenta (2013)
Fotografia di archivio Alessio Tait
La mappa d'accesso a Malga Spora, Croz del Giovan, Dolomiti di Brenta
Fotografia di archivio Alessio Tait

Malga Spora: un’altra piccola perla d'arrampicata nelle Dolomiti di Brenta

di

Alessio Tait presenta la splendida falesia Malga Spora al Croz del Giovan, un'altra piccola perla per l'arrampicata nelle Dolomiti di Brenta.

Tutti quanti bene o male lo sappiamo, il futuro può riservare bellissime sorprese ma i conti si fanno solo a cose fatte. E così che mi ritrovo qui a ripensare a quando la fortuna mi dato la possibilità di cominciare a conoscere un luogo del Brenta che fino a poco tempo fa, vuoi per l’abbondanza di itinerari in luoghi limitrofi, vuoi per altre ragioni, era ancora abbastanza selvaggio e incontaminato.

Tutto è cominciato tre anni fa, nel 2013 quando l’amico Ugo appena terminato di chiodare Il tesoro degli Elfi mi ha chiesto di iniziare con lui un altro progetto sulla stessa parete. Il Sasso San Giovanni, situato alle pendici del Piz Galin e Cima Dagnola, a soli 10 minuti di cammino da Malga Spora si affaccia verso Est con una parete di calcare grigio che alterna fessure a lavorate placche che lo rendono bello e attraente all’occhio di qualsiasi arrampicatore.

Non me lo son fatto ripetere due volte e ho accettato subito la proposta di Ugo; tanto era l’entusiasmo e la motivazione che in poche giornate abbiamo portato a termine il nostro piccolo progetto: Rigole Bucoliche è una bella via sportiva che segue in maniera elegante quella che a noi sembrava la linea più logica ed evidente della parete.

Durante le lunghe giornate di chiodatura mi sono sempre soffermato ad osservare una porzione di parete particolarmente compatta posta un centinaio di metri a destra dell’attacco della Via; 40 metri di roccia verticale talmente bella da non credere non fosse ancora stata toccata, talmente bella che sapevo che prima o poi ci sarei tornato.

Negli anni a seguire durante gite di scialpinismo ed escursioni, ho cominciato seriamente a fantasticare sul mio progetto; in me si alternavano forte entusiasmo a grandi dubbi rispetto alla fruibilità di una falesia lontana da casa in un posto che necessita tempi di avvicinamento non propriamente da falesia. La passione per la ricerca di una scalata di qualità associata alla mia determinazione e testardaggine mi avevano finalmente convinto; all’inizio dell’estate scorsa ho deciso di iniziare con il lavoro di chiodatura.

Da fine giugno in poi sono cominciati i numerosi viaggi su e giù dalla Spora con zaini carichi di materiale e tanta voglia di chiodare. Con Andrea Zanetti, Zio Claudio e Rossana abbiamo dato la prima vera botta ai lavori; in un bel weekend di luglio abbiamo attrezzato numerose vie e predisposto il lavoro per molte altre. Da quel momento in poi in più riprese con l’aiuto di Cristian e Davide, alcune volte da solo e poi con Max, Manuel e immancabilmente ancora la Ross e lo Zio Claudio abbiamo continuato una ad una ad aggiungere linee alla falesia che stava prendendo proprio una bella forma.

Più ci andavo più chiodavo e vedevo linee nuove; più ci scalavo e più mi veniva voglia di tornare a metter mano su quel muro che aspettava solo di essere chiodato; un muro perfetto, tecnico ma non troppo, verticale ma mai in maniera ossessiva; una scalata delicata, di movimento di quelle che se metti i piedi bene arrivi in sosta e nelle braccia ne hai ancora ma se li metti male in sosta non ci arrivi proprio, neanche sui tiri più facili. Proprio quel che piace a me!

Nel frattempo il movimento scalatorio si stava ampliando li intorno, vuoi per il passaparola, vuoi per la pubblicazione del terzo volume delle guide di arrampicata del Brenta che proprio nelle prime pagine dedica spazio a questo stupendo angolino di parco. Del resto le cose belle giustamente piacciono a tanti e a 26 anni non potevo di certo pretendere di aver scoperto l’acqua calda; d’altro canto non posso negare di esser stato molto contento per aver partecipato attivamente nel rendere questo luogo un’altra piccola perla del Brenta.

Negli ultimi anni molti nomi noti all’arrampicata hanno arricchito la zona con interessanti itinerari; Roland Larcher, Luca Giupponi con Fisioterapia d’urto e di recente anche Luca Caldini e Compagni sulla bella parete nord della cima Dagnola, ancora Rolando, Giupponi e compagni con 50 anni son volati 25 regalati ad aggiungersi a Villa Eden (U.Helfer, W.Tonincelli, D.Lunel 1994) e Supercrack (D. Kerschbaumer D. Fiammozzi 1993) sulla parete est del Monte Fibbion. Proprio quest’anno Danilo Bonvecchio Gianguido Dalfovo, Alessio Miori e Lorenzo Gadda con The Shark e Bonobo che corrono parallele a Rigole bucoliche sulla est del San Giovanni.

Certamente come sarà capitato a molti altri prima di me anch’io mi son chiesto quanto valesse la pena pubblicizzare tutto ciò; le cose non restano segrete comunque e per fortuna oserei dire altrimenti anch’io conoscerei poco o niente di ciò che mi circonda. Essendo entusiasta di carattere ho deciso di fregarmene un po’ delle varie opinioni e di rendere un po’ più di gente informata di questo luogo che ho tanto a cuore. A pochi passi da Malga Spora, che ognuno di voi ricorderà per la cordialità dei gestori e la semplicità tipica degli alpeggi si può ora godere di una vasta scelta tra vie classiche, sportive e una falesia, il tutto a poco più di un’ora a piedi dal paese di Andalo.

Sono convinto che chiunque leggendo queste poche righe andrà a scalare da quelle parti potrà godere a pieno della tranquillità e della bellezza di questi luoghi, nel rispetto della natura e dell’etica che essi conservano.

Buone arrampicate

di Alessio Tait


SCHEDA: Malga Spora - Croz del Giovan, Dolomiti di Brenta

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