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Jacopo Larcher durante la prima salita trad di Lapoterapia, Osso (VB)
Fotografia di Riky Felderer
Jacopo Larcher durante la prima salita trad di Lapoterapia, Osso (VB)
Fotografia di Riky Felderer
Jacopo Larcher durante la prima salita trad di Lapoterapia, Osso (VB)
Fotografia di Riky Felderer
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Jacopo Larcher sale Lapoterapia in versione trad a Osso

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Il climber di Bolzano Jacopo Larcher ha ripetuto Lapoterapia, la via di 8c nella bella falesia di Osso (VB), liberata da Alessandro Manini nel 2012 e adesso salita senza gli spit in versione trad. Il report e le foto di Riky Felderer.

8c. Ma non 8c d’arrampicata sportiva. 8c trad. È questa l’ultima realizzazione di Jacopo Larcher che mercoledì scorso è tornato ad Osso per rimettere ancora una volta le mani su Lapoterapia, la via liberata da Alessandro Manini nel 2012, ripetuta da Gabriele Moroni e poi dallo stesso Jacopo Larcher a fine novembre. Come accennato nel primo report di Riky Felderer, in quei giorni di novembre Larcher aveva intuito che la sottile fessura strapiombante poteva essere salita in versione trad ossia senza usare gli spit. Quindi, sapendo che le condizioni erano ancora eccellenti, è ritornato in fretta e furia in Piemonte, questa volta armato di crash pads e friends. Talmente in fretta che già la prima sera, con il buio, si è calato con la frontale per controllare le protezioni. Il risultato: una prima sezione - ovvero fino all’altezza dei primi tre spit - non proteggibile e con movimenti "non proprio banali". Dopo di che, ci ha raccontato Larcher, "la fessura continua e le protezioni non sono male, ma quelle sul chiave sono difficili da posizionare, e ciò richiede molta più energia. Quelle sotto sono più buone, quindi non si rischia mai di arrivare a terra, ma solo di volare molto lungo." Dopo quella ispezione notturna, giovedì scorso sono arrivati i primi tentativi, con due cadute verso la fine della sezione chiave andando alla presa della "salvezza". Venerdì mattina invece, piazzando le protezioni durante la salita, con sua grande sorpresa è arrivata la libera in stile trad. Oppure greenpoint, per usare la terminologia giusta, che indica quando una via sportiva (a spit) vien salita con soli nuts e friends. Ancora una volta è Riky Felderer a condividere con le sue foto e parole il momento di questa salita di Lapoterapia che si propone ora come una delle vie trad più difficili al mondo.


LAPOTERAPIA VERSIONE TRAD
di Riky Felderer

Non sono passati che quattro giorni dalla ripetizione in stile 'convenzionale' che già Jacopo Larcher è di ritorno in Ossola, questa volta armato di friend, per vedere se il tiro è effettivamente scalable con protezioni veloci. E dopo un giorno di prove e test di caduta, al terzo giro il tiro ė stato domato anche con questo stile.

Larcher ha scalato il tiro non senza penare, anche perchė alcuni friend sono stati piazzati da posizioni scomode e uno dei più laboriosi da piazzare è proprio quello che andrà a proteggere tutta la sequenza chiave del tiro. In teoria non si corre il rischio di cadere a terra, ma di certo l'adrenalina corre piú abbondante nelle vene quando si parte, insieme all'acido lattico, visto che la presa da cui si mette il C3 rosso in questione è veramente scomoda, ed il friend è molto complicato da posizionare...

Jacopo si è poi fermato due giorni a filmare l'impresa, che è una di una serie di salite trad di grande impegno tra cui troviamo, ad esempio la placca estrema di Prinzip Hoffnung (celebre 8b/+ di Beat Kammerlander).

Come se nulla fosse, in tempi veramente stretti, abbiamo assistito alla ripetizione di quella che è destinata a diventare una delle vie di riferimento del trad di massimo livello, insieme a tiri come Greenspit in Valle dell'Orco o Rhapsody a Dumbarton Rock in Scozia.

Jacopo nel frattempo si è già mosso su altri muri, di cui non diciamo nulla per scaramanzia, ma le notizie potrebbero continuare ad arrivare su questo fronte.

Per completezza e per rispettare i valori in campo, è doveroso sottolineare che Lapoterapia è una via a spit, che è stata scalata prima passando le protezioni fisse, ed in seguito fatta anche "trad". Diverso sarebbe provarla direttamente trad, come ancora diverso sarebbe provarla se non ci fossero gli spit.

La via è spittata e rimarrà tale in quanto è inserita in una falesia classica, dove non era neanche pensabile ipotizzare una salita in questo stile al momento della chiodatura. Per quanto possa sembrare ovvio ai più, diciamo questo solo per evitare incomprensioni e altrimenti inevitabili battibecchi sulla polemica spit/non spit.

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