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Beat Kammerlander libera Kampfzone (8c, 5 tiri), una delle vie lunghe più difficili di tutto il massiccio del Rätikon
Fotografia di Hannes Mair
Beat Kammerlander libera Kampfzone (8c, 5 tiri), Rätikon, agosto 2017
Fotografia di Hannes Mair
Beat Kammerlander sul suo progetto Kampfzone in Rätikon nel 2015
Fotografia di archive Beat Kammerlander
Kampfzone: Beat Kammerlander sul suo progetto in Rätikon nel 2015
Fotografia di archive Beat Kammerlander

Beat Kammerlander libera Kampfzone una gemma d’arrampicata in Rätikon

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Intervista al climber austriaco Beat Kammerlander dopo la prima libera della difficile e bella via d’arrampicata Kampfzone (8c, 5 tiri) nel massiccio del Rätikon.

Nel 2015 abbiamo parlato per la prima volta della via Kampfzone la difficile via di cinque tiri aperta da dall'austriaco Beat Kammerlander nel 2013 sopra casa sua, nel massiccio del Rätikon. Con un grado complessivo di 8c ed un’arrampicata obbligatoria di 8a, il progetto era destinato prima o poi a diventare una delle vie lunghe più difficili di tutto il massiccio. All'epoca la leggenda dell’arrampicata austriaca - che ha al suo attivo vie di grandissimo spessore come New Age (1988), Unendliche Geschichte (1990) e Silbergeier (1993) per nominarne soltanto tre - è stato costretto ad abbandonare i suoi tentativi per il brusco arrivo dell’inverno ai 2800 metri di quota dove si trova la via. Due anni più tardi, approfittando dei suoi 58 anni di tecnica e tenacia, Beat Kammerlander, è finalmente riuscito nella prima libera di quella che lui definisce una "gemma molto rara."

Beat, andiamo subito al dunque. Cosa rende Kampfzone così difficile?
Direi le continue difficoltà accoppiate allo stile dell’arrampicata. I movimenti sul tiro chiave sono estremamente tecnici, ti trovi su piccolissimi appoggi, appeso su tacche minuscole. I movimenti sono molto complessi. Qui la forza pura non ti porta da nessuna parte.

C'è qualcosa di facile su questa via?
I primi 5 metri! Scherzo. C'è un tiro di 7a, il quarto, dove le cose diventino un po’ più facili. Tutto il resto però richiede concentrazione al 100%.

Hai avuto bisogno di concentrarti più del 100% quando l'hai aperta dal basso nel 2013. Adotti questo stile da decenni. Perché?
Non solo io! È lo stile di tutti gli alpinisti, si arrampica dal basso verso l'alto! Io non ho fatto altro che applicarlo alle mie vie di stampo sportivo in montagna. Credo che se avessi spittato una via dall’alto, mi sarei perso metà del gioco, metà del divertimento. Piantare degli spit dall’alto, poi provare i movimenti prima della libera sarebbe riduttivo, e mentalmente veramente noioso. Almeno per me. Salire dal basso invece è molto, molto divertente!

E complicato
Assolutamente! Dal basso significa anche dover imparare a rinunciare, dire di no magari a qualcosa che desideri veramente. Nella nostra società moderna di "fast food", di tutto subito, questo non è facile.

Quindi, nel caso di Kampfzone: dal basso e anche difficile
Sì. Penso che a questo punto valga la pena fare distinzioni. Trovare una via difficile, una che è al tuo limite che poi lavori dall’alto prima della libera, è presto fatto. Basta trovare qualche pezzo di roccia e aggiungere degli spit. Ma trovare una via che si colloca al tuo limite, proprio mentre stai arrampicando verso l’ignoto, con tutte le complessità e le incertezze che ci sono quando si apre una via dal basso, allora questo è qualcosa di completamente diverso. Questo non accade molto spesso. E se a questo aggiungi il fatto che Kampfzone sale roccia assolutamente perfetta, allora puoi facilmente capire perché questa via è una gemma molto rara.

Dalle foto sembra completamente liscia
Sì. Quando ho iniziato a salirla non sono nemmeno riuscito ad individuare le prese. Solo con il tempo e la pazienza ho cominciato a capire i movimenti.

Come riportato in precedenza, nell'estate del 2015 sei quasi riuscito a liberare la via, ma poi è arrivato l'inverno. L'estate scorsa non l'hai nemmeno provata. Cos’era successo?
Ho dovuto prendermi una pausa, mi ero infortunato il ginocchio. Poi c’è stato il periodo di riabilitazione. Ci è voluto un po‘ per tornare in forma.

Quest'estate le cose sono andate bene invece
Sì. Dopo lo stop ero estremamente motivato. Ma sapevo anche che l'obiettivo che mi ero prefissato era alto, forse troppo alto. Sapevo che forse non sarei mai riuscito a liberarla...

Anche perché, parlando di cose alte, la via si trova in montagna
Corretto. Si trova a circa 2800 metri, il che significa che le probabilità di trovare buone condizioni sono ridotte. Inoltre, quel particolare posto nel Rätikon funge da spartiacque anche per il tempo. Lassù il vento tira forte, le condizioni sono quasi sempre dure.

Alla fine ci se sei riuscito
Ero in forma fisicamente, ma credo di esserci riuscito soprattutto per la mia forza mentale. È proprio vero, alla fine dei conti il muscolo più importante del nostro corpo è il cervello.

Parlando di muscoli Beat, ora hai 58 anni, non sei più il più giovane. Ciò nonostante sembra che niente ti possa fermare. Ma tutti questi anni di arrampicata, non li senti fisicamente?
Sì, li sento, eccome! Ora per esempio ho alcuni problemi alla spalla dovuti a questa via, devo stare attento a non fare troppo. Ho capito che alla mia età non posso esagerare, ora trovare il giusto equilibrio tra l'arrampicata e non esagerare è fondamentale.

Ultima domanda Beat, come valuti questa via?
Tutti quelli che l’hanno vista e provata hanno parlato molto, molto bene della linea, e anche io sono molto entusiasta. È piuttosto unica e, a prescindere dal grado, mi sono divertito a salirla. Questo è quello che la rende speciale per me.

Kampfzone, Rätikon
Prima salita:
Beat Kammerlander, dal basso, 2013
Prima libera: 14/08/2017
L1: 8b+, L2: 8c-, L3: 8a+, L4: 7a, L5: 7c

Link: beatkammerlander.com, FB Beat Kammerlander

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