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Thomas Bubendorfer affronta il primo tiro di Das dritte Leben, la nuova via aperta sul Großglockner insieme a Max Sparber e Hans Zlöbl
Fotografia di archive Bubendorfer, Zlöbl, Sparber
Su L7 di Das dritte Leben, Großglockner (Thomas Bubendorfer, Max Sparber, Hans Zlöbl)
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Hans Zlöbl, Thomas Bubendorfer e Max Sparber in cima al Großglockner dopo la prima salita di Das dritte Leben il 14/04/2018
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Il Großglockner, con i suoi 3798 metri la montagna più alta dell'Austria
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Thomas Bubendorfer apre una nuova via sul Großglockner dopo l'incidente nelle Dolomiti

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13 mesi dopo il gravissimo incidente a Sottoguda nelle Dolomiti, l’alpinista austriaco Thomas Bubendorfer ha aperto una nuova via di misto sulla parete sud del Großglockner (3798 m) in Austria. La nuova via si chiama Das dritte Leben, la terza vita, e Bubendorfer l'ha salita insieme a Max Sparber e Hans Zlöbl.

E’ una storia particolare quella della guida alpina austriaca Thomas Bubendorfer, uno dei migliori e più famosi alpinisti degli anni '80 che a poco più di un anno dal terribile incidente occorsogli nelle Dolomiti ha ora festeggiato il suo ritorno alla sua "terza vita" aprendo una nuova via alpinistica sul Großglockner in Austria.

Negli anni ’80 Bubendorfer si era specializzato in audaci e spettacolari arrampicate in free solo. Iniziando la sua "carriera" a soli 18 anni, nell’estate del 1980, con la salita da slegato e in sole 4 ore della Philipp - Flamm sulla parete NO del Civetta nelle Dolomiti. A 20 anni sale in solitaria la parete nord di Les Droites per poi rincarare la dose salendo in solitaria lo Sperone Walker alle Grandes Jorasses. Il 27 luglio del 1983 arriva il colpo magistrale, la via Heckmair sulla parete nord dell’Eiger in sole 4 ore e 50'; un tempo strabiliante che deve aspettare ben 20 anni per essere migliorato da Christoph Hainz. Tre anni più tardi, nel 1986 quindi, la Patagonia gli regala soltanto quattro giorni di bel tempo ma gli bastano 23 ore di questa finestra di bel tempo per salire e scendere il Fitz Roy. Arrivano altre salite spettacolari, spesso davanti alle telecamere, come ad esempio nel 1988 il progetto di arrampicare e concatenare cinque pareti nelle Dolomiti: in giornata ed in free solo si susseguono la Via Cassin alla Cima Ovest di Lavaredo, la Via Comici - Dimai alla Cima Grande e la via Innerkofler alla Cima Piccola, la Schwalbenschwanz più la variate Don Quixote sulla parete sud della Marmolada e la Via Niagara al Sasso Pordoi. L’elicottero per gli spostamenti e le telecamere indubbiamente aiutano ad alimentare le critiche dei puristi, ma il suo valore come free climber, come arrampicatore ed alpinista, sono al di sopra di ogni dubbio.

Tutto sta andando a gonfie vele per Bubendorfer, ma pochi mesi più tardi si ferma all’improvviso quando, durante le riprese per uno spot TV, cade a terra da 20 metri nella falesia Liechtenstein Klamm. Bubendorfer però ha una fortuna indescrivibile, si rompe soltanto il polso, 9 dischi nella colonna vertebrale e la parte posteriore di una caviglia. I dottori lo dichiarano invalido al 35% e gli dicono che non potrà mai più salire una montagna. Ma lui dimostra l’esatto contrario nel 1991, effettuando la prima solitaria della parete sud dell’Aconcagua, la cima più alta del Sud America, superando la Messner Direttissima in sole 16 ore…

Arriva quindi la fase che Bubendorfer stesso definisce come la sua "seconda vita" che ruota ovviamente attorno all'arrampicata e centinaia di altre salite in montagna, ma sopratutto attorno ad una nuova consapevolezza del valore della vita in sè. Poi il 1 marzo del 2017 all’improvviso un altro tremendo stop: ai Serrai di Sottoguda in Dolomiti sale una cascata di ghiaccio, la Cattedrale, ma durate la calata qualcosa va storto e cade da 10 metri. Il compagno lo raggiunge, lo tira fuori dal fiume e quando arrivano i soccorsi è ancora cosciente, ma le sue condizioni appaiano da subito gravissime. Preoccupano i problemi polmonari dovuti all’acqua inalata, viene trasferito dall’ospedale di Belluno a quello di Padova e per 6 lunghi giorni viene tenuto in coma farmacologico. Si teme per la sua vita, i parenti chiedono persino il silenzio stampa. Poi invece il 54enne migliora, poco dopo viene trasferito all’ospedale di Salisburgo, poi in seguito viene dimesso.

Adesso, 13 mesi dopo quella tremenda giornata al cospetto della Marmolada, arriva questa notizia della nuova linea salita sulla parete sud della montagna più alta dell’Austria. Lo scorso 14 aprile ad aprire la via insieme a Bubendorfer sono stati Max Sparber e il compagno di cordata di sempre, Hans Zlöbl. La via affronta "un'arrampicata di misto molto bella e molto logica" e i tre hanno superato difficoltà fino all' M8, ma questo (forse) è un dettaglio di poco conto. La nuova via si chiama, per ovvi motivi, Das dritte Leben, la terza vita.

Link: www.mountainrevolution.at, www.bubendorfer.com, Grivel

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