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Misantrhopie I-conique alla parete nord di Tête de Biselx, massiccio del Monte Bianco, aperta in solitaria da Simon Chatelan il 08/04/2017
Fotografia di Simon Chatelan
Misantrhopie I-conique alla parete nord di Tête de Biselx, massiccio del Monte Bianco, aperta in solitaria da Simon Chatelan il 08/04/2017
Fotografia di Simon Chatelan
Misantrhopie I-conique alla parete nord di Tête de Biselx, massiccio del Monte Bianco, aperta in solitaria da Simon Chatelan il 08/04/2017
Fotografia di Simon Chatelan
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Tête de Biselx: nuova via di Simon Chatelan nel massiccio del Monte Bianco

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Il racconto dell’alpinista svizzero Simon Chatelan che all’inizio di aprile ha aperto in arrampicata solitaria Misantrhopie I-conique (300m, M7+, A2), una nuova via di misto alla Tête de Biselx, Trient, massiccio del Monte Bianco.

La Tête di Biselx è un bel monolito di granito alto 3509m, con una parete nord di 300 metri che sovrasta il ghiacciaio del Trient. Si trova sul versante svizzero del massiccio del Monte Bianco ed è relativamente sconosciuto, soprattutto perché nessuna funivia porta in questo deserto angolo di paradiso. Così le 4 ore di avvicinamento hanno preservato bene questo posto e per arrampicare qui è richiesto un bivacco oppure un pernottamento al rifugio Cabane du Trient (45 minuti dall’attacco), che consiglio vivamente. Olivier, il rifugista, sarà felice di parlarvi delle vicine vie, mentre bevete un po’ di genepì.

Nel mese di aprile 2016 avevo aperto una nuova linea di misto moderno e dry tooling insieme a David Pache sul lato sinistro della parete: "Full dry for Love" 260m e 9 tiri fino all' M7+. Ci sono voluti dodici ore e due giorni per aprire questo gioiello. Qui la roccia è piena di fessure, quindi ideale per il dry tooling e da proteggere con nuts e friends.

È naturale che un anno dopo l'apertura ho voluto ritornare e salire una nuova via nello stesso stile sulla stessa parete. Avevo già individuato un enorme diedro-camino sulla destra, costellato da una serie di fessure ed uno o due tetti in basso. I mesi di marzo ed aprile sono i periodi migliori per arrampicare qui, con un avvicinamento con gli sci piuttosto veloce ed una discesa ancora più veloce. Dopo diversi tentativi per trovare un compagno di cordata, una data che potesse andare bene ed una buona finestra di bel tempo, ho deciso di andare da solo.

Il 7 aprile 2016 affronto il dislivello di 1400 metri per raggiungere il rifugio con più di 25 kg di materiale. Sabato 8 aprile alle 5:45 del mattino ho superato la terminale e ho iniziato a salire il primo tiro, su roccia un po’ delicata. Allo spuntar del giorno ero sul pendio di neve ai piedi delle fessure che portano al diedro-camino. Ho superato due tiri di dry tooling, sostenuti e di trenta metri ciascuno. Alle 11 ero ai piedi di questo enorme diedro-camino. Stavo progredendo bene, anche se dopo ogni tiro dovevo scendere per rimuovere le protezioni e recuperare l’autoassicurazione in sosta. Il tiro del diedro-camino era tecnico, ma più facile del previsto.

Alle 12:00 ero sotto un tetto, il punto chiave della via, infatti non ero sicuro di poter salire quel tiro in libera. Dopo 30 minuti di pausa ho iniziato a salire in traverso, su delle lame insicure. Per via dell’attrito e della mancanza di appoggi ho deciso di concludere il tiro arrampicando in artificiale, penso che quella sezione in libera potesse essere attorno al M8+/M9. Una volta fuori dal tetto, l’ultimo tiro era una bella fessura che conduceva direttamente in cima. Ci sono arrivato alle 15:00. La discesa l’ho effettuata con due calate da 50 metri sul versante est, lungo il couloir Copt (45). Dopo un’ora ho raggiunto la base, un’ora più tardi ero già alla macchina.

Il nome della via Misanthropie i-conique deriva dal fatto che, dopo diversi falliti tentativi a trovare un compagno, sono stato spinto ad aprire questa via da solo.

di Simon Chatelan

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