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Shivling Shiva’s Ice: Simon Gietl in azione
Fotografia di Simon Gietl, Vittorio Messini
Shivling Shiva’s Ice: Simon Gietl affronta l'arrampicata di misto sulla rampa della headwall
Fotografia di Simon Gietl, Vittorio Messini
Shivling Shiva’s Ice: Simon Gietl e Vittorio Messini in cima il 11/10/2017
Fotografia di Simon Gietl, Vittorio Messini
Shivling 6543m. In rosso la linea di Shiva’s Ice (Simon Gietl, Vittorio Messini 10/2017). In verde la Via dei giapponesi (Fujita-Kubo-Yamamoto, 1980). In viola il Pilastro Nord (Christoph Hainz, Hans Kammerlander, 1993), in giallo Shiva’s Line (Thomas Huber, Iwan Wolf, 2000).
Fotografia di Simon Gietl, Vittorio Messini

Shivling: una nuova via nell'Himalaya indiano per Simon Gietl e Vittorio Messini

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Alpinismo nell'Himalaya Indiano: ad Ottobre Simon Gietl e Vittorio Messini hanno aperto Shiva’s Ice, una bellissima nuova via sullo Shivling (6543 m).

Lo Shivling è indubbiamente una delle montagne più belle del mondo. Salita per la prima volta nel 1974 lungo una via sulla cresta ovest da un team Hindu-Tibetano guidato da Hukam Singh e composto da Ang Tharhay, Pemba Tharkay, Laxman Singh e Pasang Sherpa. Nel corso degli anni sono state aperte diverse difficili vie su questa piramide di 6543m. Citiamo per esempio il Pilastro Nord, salito dai sudtirolesi Christoph Hainz e Hans Kammerlander nel 1993, e Shiva's Line aperta dal tedesco Thomas Huber e dallo svizzero Iwan Wolf nel 2000 e premiata l’anno successivo con il 10° Piolet d’or.

Le due guide alpine Simon Gietl e Vittorio Messini hanno ora aperto una interessante nuova via che si interseca tra queste due vie e che in alto si congiunge alla Via dei giapponesi (Fujita-Kubo-Yamamoto, 1980).

Gietl e Messini si sono recati nell’Himalaya a fine settembre. Le grandi nevicate, che hanno interessato la zona del Garwhal, hanno reso più difficile l’avvicinamento alla montagna, ma hanno anche favorito la formazione di una sottile lingua di neve e ghiaccio a sinistra di Shiva's Line. Dopo aver salito un canale di 50° e depositato del materiale a 5500m, i due sono tornati al campo base a 4300m per riposare, poi in due giorni sono riusciti a salire fino a 5900m, fissando corde sui tratti più ripidi per poi ritornare nuovamente al campo base e riprendere fiato.

Il 9 ottobre i due sono partiti dal campo base per il tentativo di vetta. Dopo una notta a 5500m sono risaliti lungo le corde fisse e a circa 6000m hanno raggiunto il pilastro nord di Hainz e Kammerlander, dove hanno bivaccato una seconda volta. L’idea originale era di salire la ripida headwall di Shiva’s Line ma a causa del grande freddo hanno deviato verso destra per poi congiungersi alla via degli giapponesi. Poco dopo mezzogiorno dell'11 ottobre hanno raggiunto la cima, poi sono scesi lungo la via di salita, trascorrendo una terza notte in parete (a 6000m) per poi scendere al campo base il giorno successivo. La nuova via si chiama Shiva’s Ice, è lunga 1500m e affronta difficoltà fino a WI5, M6, paragonate dai due alla Colton McIntyre sulle Grande Jorasses, ma a 6000 metri di quota.

Racconta Messini "L’idea nostra era di ripetere la Shiva’s Line, ma faceva troppo freddo e c’era troppa neve. Così abbiamo notato la linea a sinistra e abbiamo pensato che saremmo stati molto più veloci sul ghiaccio e sulla neve compatta che sulle placche innevate. Non ci speravamo nemmeno di aprire una nuova via."

Link: FB Simon Gietl, www.simongietl.it, FB Vittorio Messini, www.bergfuehrer-kals.at, www.grivel.com, www.salewa.com

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