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Piolets d'Or 2015: Chris Bonington, Aleš Česen, Doug Scott, Marko Prezelj, Luka Lindič , Alexei Lonchinskiy, Tommy Caldwell, Alexander Gukov
Fotografia di Lanzeni / Piolets d'Or
Doug Scott consegna a Bonington il Piolet d'Or Carriere
Fotografia di Lanzeni / Piolets d'Or
La sfilata
Fotografia di Giuseppe Di Mauro / Piolets d'Or
Piolets d'Or 2015: L'Orage e i Trouveur Valdotèn
Fotografia di Planetmountain
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Piolet d'Or 2015: la grande serata finale a Courmayeur

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Si é chiusa sabato 11 aprile, con la cerimonia di consegna dei premi al Palanoir di Courmayeur, la 23° edizione dei Piolets d’Or, gli Oscar dell’alpinismo. La coppia statunitense formata da Tommy Caldwell e Alex Honnold, i russi Aleksander Gukov e Aleksey Lonchinsky e gli sloveni Marko Prezelj, Ales Cesen e Luka Lindic si aggiudicano il Piolets d’Or 2015. Ad un emozionato Chris Bonington il Piolets d’Or Carrière.

Sabato sera a Courmayeur è andato in scena una grande serata dedicata al Piolets d’Or, una vera celebrazione d’alpinismo ma anche dell’arte che ha chiuso degnamente questa 23° edizione. Dopo una giornata "da cartolina" con la banda e le guide alpine di Courmayeur e del Cervino, è iniziata una di quelle serate che rimarranno impresse a lungo nella memoria. Quando le luci della gremita sala del Palanoir si sono spente l’attesa era altissima e l’inizio non ha deluso: un duetto tra due "pezzi da novanta" della musica della Valle d’Aosta (e non solo), il gruppo L'Orage e i Trouveur Valdotèn che per la prima volta si esibivano insieme. La loro performance ha subito fatto capire l’immensa ricchezza culturale di questa valle, ma anche il sogno delle cime più belle e alte del mondo.

Un sogno colto perfettamente nel segno dalle tre spedizioni alle quali quest’anno sono stati consegnati i prestigiosi Piolets. Chiamati sul palco dalla impeccabile conduttrice della serata Kay Rush, i russi Aleksander Gukov e Aleksey Lonchinskiy hanno spiegato come, quando hanno lasciato il sentiero principale nella Valle del Khumbu, alcuni trekkers volevano avvertirli che stavano sbagliando strada. "In realtà quando siamo arrivati a Kathmandu" ha raccontato Gukov "non sapevamo dove andare. La nostra meta era appena stata salita da un team giapponese, abbiamo scelto guardando Google earth…" Ed ecco quindi la scelta della sud-ovest del Thamserku, ancora inviolata e quindi da… Piolet d'or.

Una decisione che (infatti) è valsa l’ambito riconoscimento, insieme allo statunitense Tommy Caldwell che è salito sul palco da solo visto che Alex Honnold, suo compagno di cordata nella mitica traversata del Fitz Roy in Patagonia, purtroppo non è riuscito a partecipare ai festeggiamenti. Caldwell ha parlato delle difficoltà tecniche, ma anche della loro gratitudine verso Rolando Garibotti e Colin Haley che gli hanno prestato i ramponi giusti nonostante anche loro avessero lo stesso identico sogno. Un "nobile gesto" che si sposa perfettamente con la lunga tradizione dell’alpinismo che proprio quest’anno ha celebrato l'Age d'or, l'epoca d'oro dell'alpinismo in occasione dei 150 anni dalla prima salita di alcune montagne 'simbolo' dell'arco alpino.

A proposito di tradizione: sul palco sono saliti anche gli sloveni Aleš Česen, Luka Lindič e Marko Prezelj per la loro bella salita del Hagshu in India, ed è stato Prezelj - il più esperto dei tre - a spiegare quanto sia fondamentale tramandare di generazione in generazione la conoscenza di ciò che si è imparato in montagna. La tradizione che si evolve nel futuro come chiaro messaggio per un alpinismo sempre più all’avanguardia.

Dopo queste presentazioni, e dopo l’interpretazione della toccante "J'Inventerais" scritta dall’indimenticabile cantautrice valdostana Magui Bétemps per celebrare la sua terra, le sue montagne e la cultura della sua gente è arrivato il momento clou della serata: il Piolet d'Or alla carriera. Quest’anno il Premio Walter Bonatti è stato assegnato a Chris Bonington ed il film dedicato a lui, creato anche questo specificamente per l’evento dal team di Planetmountain.com con la regia di Vinicio Stefanello, ha evidentemente toccato le corde di tutti. L’emozione era palpabile e a lui infatti il pubblico ha riservato subito una standing ovation. Il Sir dell’alpinismo, quando ha ricevuto il premio dal suo storica compagno di cordata Doug Scott, ha ringraziato spiegando che il Piolet d’or per lui è un premio speciale "Ne ho ricevuti tanti nella mia carriera" ha dichiarato "ma questo mi viene assegnato dagli alpinisti ed è un onore". Bonington era visibilmente emozionato. E lo era anche tutto il pubblico accorso sabato sera a Courmayeur, per questo 23° Piolets d’O


I VIDEO DELLE SALITE

PIOLET D'OR 2015 - Traversata della catena del Fitz Roy - Argentina, Patagonia (3405m)


Dal 12 al 16 febbraio 2014 gli statunitensi Tommy Caldwell e Alex Honnold hanno realizzato la traversata completa, da nord a sud, raggiungendo sette cime per un totale di 4.000 metri di scalata, con un grado massimo di 7a e passaggi a 65 gradi su ghiaccio. Info


PIOLET D'OR 2015 - Thamserku, Nepal, Khumbu (6618m)



I russi Alexander Gukov e Alexei Lonchinskiy hanno aperto una via sulla parete sud-ovest, alta 1.620 metri, ribattezzata Shy Girl. Hanno effettuato sei bivacchi in quota. La via è stata stimata 6a/6b, presenta passaggi ripidi di ghiaccio con sezioni di misto M4/M5 e dei tratti da superare con arrampicata artificiale. La discesa è avvenuta dalla cresta sud e lungo il versante sud-ovest. Info


PIOLET D'OR 2015 - Hagshu, India, Kisthwar (6657m)



Gli sloveni Aleš Česen, Luka Lindič e Marko Prezelj hanno aperto una via sulla parete nord, alta 1.350 metri. La ripidità e la durezza del ghiaccio li ha obbligati a scalare il primo giorno fino alle 2 di notte. Il giorno dopo - 30 settembre - hanno raggiunto la vetta alle 17 per poi scendere lungo la via aperta dai polacchi nel 1989. Info

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