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Ales Cesen sulla parete nord del Hagshu.
Fotografia di Marko Prezelj
Ales Cesen e Luka Lindic sulla cresta sommitale, verso la cima principale di Hagshu.
Fotografia di Marko Prezelj
La linea di salita sulla parete nord di Hagshu salita da Ales Cesen, Luka Lindic e Marko Prezelj
Fotografia di Marko Prezelj
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Hagshu parete nord, la prima salita di Ales Cesen, Luka Lindic e Marko Prezelj

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Tra il 29 e il 30 settembre 2014 gli alpinisti sloveni Ales Cesen, Luka Lindic e Marko Prezelj hanno effettuato la prima salita della parete nord dell' Hagshu (ED, 70° - 90°) nell'Himalaya indiano.

L'avevamo accennato qualche giorno fa: quest'autunno l'imponente cima dell' Hagshu nell'Himalaya indiano è stata salita non soltanto una volta ma addirittura due volte, raddoppiando così in un colpo solo il numero di salite nei suoi 25 anni di storia alpinistica. Problemi burocratici da parte dell' Indian Mountaineering Foundation durante l'emissione dei permessi di salita hanno portato a questa insolita situazione e mentre la quarta salita è stata effettuata, come già riportato, dagli alpinisti britannici Mick Fowler e Paul Ramsden il 6 ottobre lungo una nuova via sull'inviolata parete NE, la terza salita è stata effettuata pochi giorni prima dagli sloveni Aleš Česen, Luka Lindič e Marko Prezelj che hanno affrontato con successo l'altrettanto inviolata parete nord.

A metà settembre gli sloveni hanno stabilito il loro campo base a 4400m sul lato ovest del ghiacciaio Hagshu e, senza perdere tempo, sono partiti il giorno successivo per iniziare la fase di acclimatamento sulla cima Lagan, alta 5750m e posta direttamente sopra il campo base. La prima salita della sua cresta est si è rivelata molto più difficile del previsto e due bivacchi sono stati necessari per affrontare difficoltà fino a TD-, max M5. Dopo due giorni di riposo Česen e Prezelj hanno stabilito il Campo Base Avanzato sotto la parete ovest dell' Hagshu mentre Lindič è rimasto al campo base a causa di problemi intestinali. I tre hanno si sono poi acclimatati ulteriormente effettuando un'altra prima salita sulla cima, accanto all' Hagshu, chiamata Hana's Men. Due giorni sono stati necessari per superare la parete ovest e raggiungere i 6300m della cima nord di questa montagna che ha permesso una buona vista sull' Hagshu da est e la possibilità di esaminare la discesa dalla vetta.

Con la fase di acclimatamento ormai terminata, era giunto il momento di tentare l'obiettivo principale, appunto la parete nord dell'Hagshu. Česen, Lindič e Prezelj sono partiti dal campo base avanzato alle 3:00 di mattina del 29 settembre con soltanto una piccola tenda, due sacchi a pelo e cibo per due bivacchi. L'accesso alla parete è stato ostacolato dalla neve fresca che il vento aveva portato dalla parete nord, ma dopo avere camminato per un'ora in neve profonda i tre hanno raggiunto la base della parete vera e propria e sono riusciti a salire velocemente. Arrampicando slegati, hanno salito un cono di neve nella parte centrale della parete nord e hanno velocemente raggiunto il tratto più verticale della parete che si è rivelato sorprendentemente difficile, con il ghiaccio che era "completamente lucidato dalle piccole valanghe e fragile come il vetro a causa del freddo".

A questo punto i tre hanno proceduto più lentamente e, incapaci di trovare un bivacco adatto su questo terreno, hanno continuato verso l'alto, raggiungendo uno stretto colle a 6320m alle 02:00 del mattino, 23 ore dopo essere partiti dal campo base avanzato. Lì hanno bivaccato e quindi sono ripartiti sul tardi del giorno successivo, dopo essersi riscaldati al sole. Ad aspettarli c'era un po' di "piacevole arrampicata su roccia" per raggiungere la cima nord e poi, dopo molti sali e scendi lungo la cresta, hanno raggiunto la cima principale dell' Hagshu verso le 17:00 del 30 settembre. Vista l'ora Česen, Lindič e Prezelj hanno bivaccato per una seconda volta, poco sotto la cima, e poi sono scesi il giorno successivo lungo la linea di salita originale scelta dagli alpinisti polacchi Pawel Jozefowicz e Dariusz Zaluski sulla parete sud. Notando "i polacchi avessero fatto un ottimo lavoro nel 1989", Česen, Lindič e Prezelj sono scesi in corda doppia e arrampicando in discesa, per poi continuare verso est fino al ghiacciaio tra Hagshu e Hana's Men. Illuminati dalla luna, sono rientrati al Campo Base a notte tarda.

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