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Angelika Rainer sale French Connection D15- nella falesia Tomorrow's World in Dolomiti
Fotografia di mmARts Michael Maili
Angelika Rainer diventa la prima donna al mondo a salire una via di D15 ed eguaglia la massima difficoltà raggiunta in questa difficoltà dai maschi con la sua ripetizione di A Line Above the Sky a Tomorrow's World in Dolomiti. In questa foto sta salendo French Connection D15-
Fotografia di mmARts Michael Maili
Angelika Rainer sale French Connection D15- nella falesia Tomorrow's World in Dolomiti
Fotografia di mmARts Michael Maili
Angelika Rainer sale French Connection D15- nella falesia Tomorrowis World in Dolomiti
Fotografia di mmARts Michael Maili

Angelika Rainer, primo D15 femminile con A Line Above the Sky

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Ieri nella falesia di drytooling di Tomorrows World in Dolomiti Angelika Rainer ha ripetuta A Line Above the Sky. Con questa salita la climber meranese diventa la prima donna al mondo a salire una via di D15 ed eguaglia la massima difficoltà raggiunta in questa difficoltà dai maschi.

Segnaliamo la salita di grande rilievo avvenuta ieri nell'enorme grotta di Tomorrow's World sopra Malga Ciapela (Marmolada, Dolomiti) dove la climber meranese Angelika Rainer è riuscita a ripetere A Line Above the Sky. Si tratta della mega via liberata dall’inglese Tom Ballard nel 2016 che con il suo grado di D15 è da considerare la via di total drytooling più difficile al mondo. Dopo la prima libera la via è stata ripetuta da alcuni specialisti dell'arrampicata con piccozze e ramponi come Gaetan Raymond, Dariusz Sokołowski e Jeff Mercier. Va sottolineato che la salita della Rainer è notevole non solo perché è da collocare come prima femminile, ma anche e sopratutto perché la 31enne campionessa delle gare di arrampicata su ghiaccio è riuscita ad eguagliare la massima difficoltà confermata raggiunta in questa specialità (anche dai colleghi maschi).

A Line Above the Sky in Dolomiti

Quando sono arrivata per la prima volta nella falesia di drytooling di Tomorrows World, situata a Malga Ciapela in Dolomiti, sono rimasta semplicemente impressionata. Una grotta imponente che si vede già dalla strada, ma che quando la raggiungi, e sei direttamente sotto, ti rendi conto di quanto veramente è grande, e di quanto il tetto strapiomba. Alzando gli occhi vedi una fila di rinvii che penzolano nel vuoto. Sulla via più dura, A Line Above The Sky sono ben 27 rinvii, tutti in strapiombo o completamente orizzontali.

Provando la via per la prima volta, devo dire che ho sofferto molto i passaggi lunghi; ce ne sono 5 in particolare, due di questi in laterale e tre da rovescio, che ero riuscita a malapena a risolvere come singoli. Ben distribuiti su un tetto di 40 metri, con poche possibilità di riposare, la prima impressione quindi era che la via fosse d’avvero estrema, ma non impossibile. Ho deciso quindi di avvicinarmi piano piano, cercando di fare le altre vie più facili, che sono tutte delle varianti, avendo o la partenza o l’uscita in comune e che poi si incrociano nel tetto. Il penultimo pezzo nel puzzle sono riuscita a metterlo 3 settimane fa con Je Ne Sais Quoi, D14+. Sapevo che ora mancava solo A Line Above the Sky.

Ho deciso di provare la via come chiodata in origine, senza una presa che si era creata solo dopo la prima salita di Tom Ballard e la prima ripetizione di Gaetan Raymond. Questa presa rendeva molto più facile uno dei movimenti chiave, ed avendo avuto l’onore di provare la via insieme a Tom e Gaetan ed assistere alla salita di Gaetan, ho voluto fare la via nel modo originale. Nel Drytooling purtroppo capita che o con i ramponi, o con le piccozze, si migliorano dei buchi e le vie diventino più facili rispetto alla prima salita, come capita anche che dei buchi si consumino o si rompano e le vie diventino più difficili. Questo, secondo me è da tenere presente quando si ripetono delle vie di Dry.

Questa settimana, guardando le previsioni meteo, mi sono resa conto che nel fine settimana sarebbe arrivata neve nuova e settimana prossima le temperature al passo Fedaia si sarebbero assestate sotto lo zero. La grotta è esposta a Nord, quindi non prende mai il sole, ed è anche molto esposta ai venti. Scalare una via di 40 metri al mio limite, con dita fredde, è praticamente impossibile e quindi ho deciso di fare un tentativo ieri, dove le temperature erano di circa 3°C; tentativo che è andato a buon fine, è concluso un grande obiettivo!

Ringrazio particolarmente Tom Ballard, per avermi regalato un bellissimo progetto così vicino a casa e il mio compagno Marco per la sicura, il tifo ed i consigli di come allenarmi per questa via.

di Angelika Rainer

Link: FB Angelika Rainerwww.angelika-rainer.comGrivelLa Sportiva

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