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Monte Edgar Nanmengou Valley:
Fotografia di Monte Edgar Expedition 2017
Monte Edgar Nanmengou Valley:
Fotografia di Monte Edgar Expedition 2017
Monte Edgar 6618m parete ovest - The Moon’s Power (Tomas Franchini, solitaria 07/10/2017)
Fotografia di Monte Edgar Expedition 2017
Monte Edgar Nanmengou Valley: François Cazzanelli, Francesco Ratti, Emrik Favre, Tomas Franchini, Matteo Faletti e Fabrizio Dellai
Fotografia di Monte Edgar Expedition 2017

Alpinismo italiano DOC in Cina: report della Monte Edgar Expedition

Dopo le prime notizie frammentarie, pubblichiamo le foto ed il report di François Cazzanelli sulla spedizione al Monte Edgar (6618 m) nella Nanmengou Valley nello Sichuan in Cina di cui facevano parte anche Francesco Ratti, Emrik Favre, Tomas Franchini, Matteo Faletti e Fabrizio Dellai. Gli alpinisti italiani sono riusciti ad salire numerose vie, tra cui spiccano la prima salita della parete ovest del Monte Edgar (apertura in solitaria da Franchini), la prima salita della parete nord ovest e la ripetizione della via originale aperta nel 2003 dai coreani.

Non siamo dei collezionisti ma nel luogo in cui siamo stati, tutto era inesplorato: le montagne attorno al nostro campo base risultavano senza nome e non erano mappate sulle poche carte approssimate della zona. Ogni salita fatta quindi non era solo una nuova scoperta, una nuova esplorazione, una nuova avventura ma anche una nuova apertura intrapresa dal nostro gruppo composto da Emrik Favre, François Cazzanelli e Francesco Ratti dalla Valle d’Aosta, Tomas Franchini, Matteo Faletti e Fabrizio Dellai dal Trentino Alto Adige.

Dopo le varie complicazioni logistiche per entrare per più di 30 giorni nel territorio cinese e le difficoltà dell’organizzazione con la nostra agenzia, siamo riusciti ad allestire il nostro campo base a quota 3850 m nella Nanmengou Valley. Nella nostra testa sognavamo il grande Monte Edgar, una montagna severa, difficile e insidiosa di 6618m e salita solamente 2 volte, nel 2003 e nel 2011. Il team Trentino aveva in progetto la salita della cresta est mentre il team valdostano voleva tentare la cresta ovest.

Nella fase di esplorazione / acclimatamento, già il primo giorno dopo il nostro arrivo abbiamo aperto 2 nuove vie su montagne mai scalate: Buon compleanno Toni da noi nominato Little Edgar a 5060m e Welcome to the Jungle sulla punta che abbiamo chiamato Joel Deanoz a quota 5030 m.

Dopo pochi giorni abbiamo deciso di verificare le condizioni della via d’accesso al versante Ovest del Monte Edgar, importante per la salita dei valdostani e per la discesa dei trentini. Accedere al ghiacciaio è alquanto complicato, abbiamo impiegato 12 ore dal nostro campo base per raggiungere la quota di 5200 m. Siamo stati costretti ad attrezzare il percorso tra seracchi, placche compatte e ripidi pendii ma alla fine della giornata abbiamo montato il nostro campo alto, il "Campo degli Italiani" in un posto fantastico.

Il giorno seguente abbiamo proseguito con l’acclimatamento, raggiungendo il colle tra il monte Edgar e una montagna inviolata che abbiamo salito e nominato Twenty Shan alla quota di 6174 m. Durante la notte Tomas ha deciso di avventurarsi da solo sull’inviolata parete ovest dell’Edgar illuminata dalla luce della luna piena. Ha salito un sistema di goulotte raggiungendo con difficoltà la cresta finale di neve inconsistente, ed è riuscito a raggiungere la vetta alle ore 06:15 del mattino firmando la terza salita assoluta dell’Edgar. La via viene chiamata The Moon’s Power.

In seguito abbiamo trascorso alcuni giorni a quote più basse esplorando alcune cime e pilastri rocciosi. I trentini hanno scalato: Il Tridente Trentino, Peter Shan, Leonhard Shan, Campanile dei Pensieri. I valdostani si dedicano al gruppo Melckrin Shan aprendo Il Pillier Gérard Ottavio e il Vallée Shan.

Approfittando di una piccola finestra Cazzanelli, Ratti e Favre aprono in due riprese la cresta Delle Tre Sorelle con ben tre vette inviolate : Punta Barbara 5700 m.,Punta Elisabetta 5800 m e Punta Patrizia 5900 m che François decide di dedicare a sua mamma e alle sue zie. Ormai eravamo pronti, carichi, allenati e il meteo sembrava aiutarci per tentare i nostri progetti.

Il 17 ottobre Tomas, Matteo e Bicio partono per tentare la cresta est ma il loro tentativo si interrompe a 5800 m. La linea di salita è veramente complicata e troppo pericolosa, decidono di ritirarsi lasciando il progetto aperto per il futuro. Intanto François, Emrik e Francesco tentano la cresta nord-ovest fermandosi a soli 150 m. dalla vetta, sulla cima del primo dei due pilastri rocciosi che caratterizzano questa cresta. Abbiamo deciso di chiamare questo pilastro che si trova a quota 6450 m Pillier de l’Espoir. Purtroppo a causa di alcune cornici di neve inconsistenti molto simili a quelle Patagoniche non abbiamo potuto continuare verso la vetta dell’Edgar, quindi dopo una giornata di 15 ore e una ritirata con più di 25 corde doppie rientriamo al campo degli Italiani ormai col buio.

Passiamo alcune giornate al campo base a chiarire le idee e riprendere le forze, nel frattempo l’inverno si avvicina; nevica e le temperature si abbassano. Tutti quanti insieme decidiamo di giocarci l’ultima carta sfruttando una piccola finestra di bel tempo. Ci dividiamo in due team: Faletti, Cazzanelli e Franchini che vogliono tentare di aprire una nuova via sulla parete nord-ovest dell’Edgar; mentre Favre, Dellai e Ratti scelgono di salire la cima dalla via dei Coreani aperta nel 2003.

Nonostante una dura notte al campo alto sotto forti raffiche di vento, partiamo nella notte fonda per il nostro tentativo. La fortuna ci assiste e alle 13 ci troviamo assieme in vetta! Un team la raggiunge dalla nuova linea che chiamano Colpo Finale e l’altro team dalla cresta sud. Tutto da programma! Incredibile. Stanchi ma veramente soddisfatti rientriamo al campo alto e brindiamo con dell’ottimo bombardino portato dall’Italia.

Abbiamo trascorso un’esperienza fantastica, in una valle "tutta per noi" una vera avventura tra montagne inesplorate… abbiamo scalato e scoperto un nuovo angolo di mondo, siamo riusciti a scalare il Monte Edgar, una montagna complicata, difficile e pericolosa da tutti i suoi versanti…siamo stati assieme per 40 giorni tra di noi e la natura, più di così non potevamo chiedere!

di François Cazzanelli

Il team trentino ringrazia: La Sportiva, Rock Empire, Millet, Blue Ice, Beal, Level, Bliz, Lizard, Leki, Treck’n eat.
Il team valdostano ringrazia: Salewa, SCARPA, GrivelCébé, Nuova Auto Alpina, Mello’s, Ice bag.

Riassunto
Little Edgar 5060 m, Buon compleanno Toni, Fabrizio Dellai, Matteo Faletti, Tomas Franchini 01/10/2017
Joel Deanoz a 5030 m - Welcome to the Jungle
Twenty Shan 6174 m - François Cazzanelli, Emrik Favre, Tomas Franchini 06/10/2017
Monte Edgar parete ovest - The Moon’s Power, Tomas Franchini, solitaria, 07/10/2017
Campanile dei Pensieri 4850 m, Animal, Tomas Franchini, 20/10/2017
Il Pillier Gérard Ottavio, Via Meteopatia, François Cazzanelli, Emrik Favre, Francesco Ratti 09/10/2017
Cresta Delle Tre Sorelle, Punta Barbara 5700 m, Punta Elisabetta 5800 m, Punta Patrizia 5900 m. François Cazzanelli, Emrik Favre, Francesco Ratti 12-14/10/2017
Vallée Shan 5645 m - Le Pieds Gelées, François Cazzanelli, Francesco Ratti 15/10/2017
Monte Edgar Cresta NO, Pillier de l’Espoir 6450 m François Cazzanelli, Emrik Favre, Francesco Ratti 19/10/2017
Edgar parete nord-ovest, Colpo Finale, François Cazzanelli, Matteo Faletti, Tomas Franchini, 25/10/2017

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