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Val di Livigno - 11 cascate nelle Alpi Centrali
testi e fotografie Mario Sertori

Adagiata sul versante settentrionale della catena alpina, la conca di Livigno è attraversata per intero dal torrente Spol che fa parte del bacino del fiume Inn, affluente del Danubio. Luogo dimenticato e sperduto fino agli anni’50, Livigno ha conosciuto una spettacolare trasformazione dopo la concessione del regime fiscale di zona franca.

La povera economia agricola che ha caratterizzato la storia di questo paese è stata ormai soppiantata dal turismo. Ora stazione sciistica di prim’ordine, è meta infatti dei pellegrinaggi del popolo dello shopping, ma la dolcezza del paesaggio, caratterizzato da linee arrotondate e da un abbondante innevamento e le vecchie baite di legno (per la verità poche quelle rimaste integre) con il tetto in scandole fanno tornare in mente il “grande nord” e ci riportano indietro nel tempo, quando Livigno era un paesello tra i più poveri e isolati delle Alpi.

ITINERARIO DIFF. BELLEZZA
Candela delle Meraviglie III/5
Ci Cozz III/5
Danza del Ventre II/4/4+
Dardaglin II/4
Fopel II/4
Illusione Ottica III/4
Luna Rossa IV/4/4+
Ombelico del Mondo III/4+
Red Bull III/4
Tropical III/5+
Village (Candela del Gipeto Alceste) II/4 /4+

Pensate che fino al 1952, per raggiungere il borgo in inverno si poteva ricorrere solo alla slitta dall’abitato di Semogo in Valdidentro. Quest’immagine, fortunatamente sbiadita, stride un poco con l’affollamento e l’opulenza dei nostri giorni.

Livigno si avvia però a diventare una tappa obbligata per il cascatista che qui troverà più di trentacinque cascate esplorate e magnifiche candele: la particolare geomorfologia del territorio, caratterizzata infatti da ripidi pendii e pareti calcaree, permette la formazione di colate che presentano quasi sempre dei tratti verticali, a volte anche molto staccati dalla roccia. La temperatura è un altro fattore importante: quassù si registrano le punte più basse dell’inverno nell’intera provincia di Sondrio e la stagione può prolungarsi fino a marzo inoltrato.

La storia dell’esplorazione delle cascate di ghiaccio è abbastanza recente e sembra risalga alla fine degli anni Ottanta con la salita dell’evidente Piscia da Salient nell’omonima valle. In seguito i ghiacciatori locali hanno portato avanti un’opera minuziosa di esplorazione, passando al setaccio le numerose valli della conca e scoprendo magnifici gioielli di cristallo

Note: Mario è anche autore di Cascate Alpi Centrali: Lombardia e Svizzera edito dalla Blu Edizioni di Torino. Quasi 500 cascate di ghiaccio, corredate di cartine, foto, accessi, descrizione e caratteristiche tecniche. Una guida completa e dettagliata delle cascate di ghiaccio delle Alpi Centrali, in Lombardia e in Svizzera, per un totale di 458 itinerari, corredati di cartine, foto, accessi, descrizione e caratteristiche tecniche, e di 210 altre possibilità di salita più sinteticamente relazionate. Molte cascate costituiscono una novità assoluta e aspettano ancora la prima ripetizione. Un'opera che viene a colmare un vuoto editoriale di vent´anni.
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arrampicare Livigno
Gualtiero Colzada in arrampicata su Candela delle Meraviglie III/5, Livigno.
Carte: Carta Nazionale Svizzera 1:25000 f.1258 La Stretta e f.1238 Piz Quattervals; Kompass 1:50.000 foglio n. 96 Bormio Livigno
Rossi
www.bluedizioni.it
www.cascatedighiaccio.it
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