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| Il Canada Norvegese |
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| di Beppe Ballico |
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Di solito quando si organizza un viaggio, si stabiliscono sempre a priori le tappe, gli obbiettivi e la compagnia
Nel mio ultimo viaggio in Norvegia invece, tutto è avvenuto per pura coincidenza
Le relazioni erano scarse, le notizie pure ed il team sia pur di tutto rispetto non si era mai ritrovato tutto insieme, prima della partenza.
Così mi sono ritrovato in compagnia di Elio Bonfanti, Massimo Giuliberti, Claudio Battezzati, Mauro Piccione e Andrea Gamberini, insomma un gruppo molto eterogeneo pronto ad assaggiare l'Ice della Norway.
Vorrei spendere due parole per questi amici, (anche se alcuni di loro non li conoscevo di persona prima della partenza), dalla simpatia unica e dallo spirito adattabile e vivace. Partirei da Elio che si è dimostrato un coordinatore affidabile ed un eccellente cuoco.
Poi ci sono, Massimo, la riflessione in persona, (di lui ci si può fidare ciecamente) e Claudio il biondo scatenato
per la sua grinta da vent'enne. E che dire di Mauro? L'ostiporosi della situazione, che non ama le cornici, ma che si è dimostrato l'esploratore del gruppo ed infine Andrea, compagno di ormai diverse avventure, il cinghiale della situazione
A chi come noi mette per la prima volta piede in Norvegia, viene spontaneo pensare alla zona di Rjukan, ormai recensita e conosciuta nonché comoda da raggiungere da Oslo. Ma quest'anno le miti temperature hanno cotto prematuramente gran parte delle cascate facendo crollare anche l'ambita Lipton. Così con una punta di delusione e una gran voglia di scoperta ci dirigiamo più a nord, esattamente nella zona di Hemsedal, dove, vista la quota un po' più elevata, speriamo di trovare del ghiaccio.
Nei primi 4 giorni, nonostante fossimo immersi in bufere di fortissimo vento e di neve, riusciamo a salire la cascata al sole di Grothenutfossen ed il magico e impegnativo muro di Hydnefossen facendo inoltre, anche una visitina alla comoda e meravigliosa falesia ghiacciata di Golsjuvet situata vicino alla località di Gol.
Ovviamente, queste cascate non bastano a sfamare sei irriducibili ghiacciatori e così (mentre noi salivamo la cascata Hydnefossen) Mauro, in una giornata dedicata ad aspirine, tachipirine e supposte, grazie ad un solitario giro perlustrativo, scopre che in Norvegia esiste molto più ghiaccio di quello che ci aspettavamo soprattutto in un inverno mite come questo. Evviva siamo salvi!
Il giorno seguente, dopo aver eretto un monumento in memoria di Mauro Piccione, l'esploratore, ci troviamo tutti proiettati verso Laerdal, un piccolo paesino sulle rive del più lungo fiordo norvegese, Sognefjorden dove il nostro amico, aveva avvistato e fotografato delle cascate che avevano tutta l'aria di essere dei veri e propri mostri.
Così nei giorni successivi addentrandoci da Laerdal nella valle di Rasdalen riusciamo a salire, prima, (dopo un tentativo, fallito a causa di una bufera di neve e vento), la cascata di Thorfossen (o Morke mannen ) una superba salita, stile di canadese di oltre 600 metri e poi, anche la cascata di Kijorlifossen, lunga quasi 400 metri e visibile in lontananza dalla strada per Laerdal.
Come piccola nota turistica, mi piace riportare che da Laerdal parte il più lungo tunnel al mondo, il Laerdelstunnelen, una galleria che unisce Oslo a Bergen per 24,5 km, rappresentando un'alternativa veloce ai 45 km della Snovegen (strada della neve).
La smania di scoprire luoghi nuovi mi porta infine, con Mauro e Andrea a salire una bellissima candela, nascosta fra panorami mozzafiato di candida neve e azzurro ghiaccio, che chiamiamo Red Planet.
Con questa salita arriva il momento di rientrare, e di chiudere una meravigliosa esperienza norvegese che ci ha portato a salire e conoscere stupende cascate tra i fiordi più belli di questo paese. Inoltre un clima particolarmente inclemente sempre in bilico fra sole, pioggia, vento e tormente di neve ha dato un ulteriore colore di avventura a questo viaggio accompagnandoci con le sue bizze sin quasi all'aeroporto ed obbligandoci a rientrare, a causa della chiusura dei passi (per situazioni critiche di vento e neve), percorrendo i 750 km della costa sud della Norvegia con 16 ore di auto fino a Sandefjord!
Anche questa è stata la nostra Norvegia
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