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intervista di Nicola Tondini

Due chiacchere con Dario Segato

Dario, come è nata l’idea a te a Marcello di compiere la difficile salita della candela sospesa del primo settore della Val Pramper?

    Siamo stati la prima volta in Val Pramper a fine dicembre dell’anno scorso (1998). Eravamo un bel gruppetto di accaniti ghiacciatori (io, te, Marcello, Robertino e Diego) e volevamo andare a conoscere questa valle di cui avevamo tanto sentito parlare. A tutti la vista di quel candelone sospeso ha fatto un certo effetto.

    Il primo giorno ci siamo divisi in due gruppi e abbiamo salito due belle cascate impegnative. Il secondo giorno a me e a Marcello era venuta la voglia di andare a provarla, ma avevamo ancora arrampicato poco su ghiaccio quell’anno e così abbiamo preferito rimandare il tentativo.

Quando siete tornati?

    A febbraio le buone condizioni di ghiaccio che c’erano ci hanno fatto tornare la voglia di tentare la salita e così è stato. A dire il vero, è stato Marcello a chiamarmi verso le diciotto, il tempo di preparare il materiale e alle ventuno eravamo a Longarone per la pizza.

In quanti giorni l’avete salita?

    In un giorno solo! In realtà all’inizio pensavamo di andare a provare il primo tiro di misto, poco fiduciosi di poter compiere la salita in giornata.

E invece alla fine ce l’avete fatta?

    SI. Anche se già a metà del primo tiro, fatto da Marcello , dopo un’ora e mezzo che facevo sicura mi era passata la voglia. Alla fine in poco più di due ore Marcello è arrivato in sosta. Poi sono salito io e sono subito partito per il secondo.

 

Quello sulla candela sospesa, immagino?

    Si! Dalla sosta si fanno quattro metri ancora su roccia e poi inizia subito l’impressionate traverso sulla frangia sospesa di ghiaccio. Alla fine è venuto fuori un impegnativo tiro di 30m di 6+. A quel punto mancava poco alla fine, anche se con il sole che picchiava, dalla parte più facile colava veramente tanta acqua e io avevo parecchi dubbi sulla possibilità di fare gli ultimi 15 metri. Arrivato in sosta Marcello mi ha indicato la possibilità di continuare tenendomi a destra sotto una stallatite per poi uscire rompendo le frangie laterali e così ho fatto.

Parlami un po’ del primo tiro. Come l’avete salito?

    Il primo tiro ci ha opposto difficoltà di 6/A2 su roccia da fare con i ramponi, con tratti dove era necessario utilizzare anche le piccozze per la presenza di piccole stalattiti di ghiaccio. Il tiro è lungo 25 m e abbiamo lasciato 1 chiodo e due spit. Servono friends e chiodi da ghiaccio per integrare le protezioni.

Ora mancherebbe solo 'liberare' il primo tiro. Ci avete pensato?

    Si! Ci avevamo già pensato l’anno scorso, ma il rialzo termico delle settimane successive non ci ha permesso di tornare a ripeterla. Comunque è nei nostri programmi andare a liberarla tutta, o almeno provarci!

Grazie Dario e in bocca al lupo.


Potete contattare direttamente la guida alpina Dario Segato al numero di tel. 0368/927136

Dario Segato, guida alpina di Valdagno, autore, con Marcello Scarpellini della prima salita del Candelone sospeso
Il grande candelone sospeso, ben evidente dalla strada della Val Pramper.
Salita di tre tiri, di cui il primo su roccia (misto)
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