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sinistra
1. Carpe Diem
Primi salitori: Nicolò Berzi, Andrea Sarchi, Roberto Parolari nel 1987
70m, ABO- (VI,6)
95° max
quota: 2200m
esposizione: est
L1: attaccare in spaccata tra le due colonne, quindi uscire su quella di destra e traversare in obliquo a sinistra tra i cavolfiori fino ad una nicchia, (35m, 90°, passaggi 95°).
L2: dritti tra le stalattiti e in uscita obliquare a destra su ghiaccio un po’ più spesso, (35m, 90°, tratti 95°)

Discesa: i primi salitori sono scesi sulla cascata lasciando un chiodo a causa del crollo. Per i ripetitori conviene proseguire uscendo sui vasti pendii soprastanti la cascata, quindi traversare a sinistra sopra Dies Irae e reperire un larice, ben visibile già dall’ uscita della cascata, da cui con una doppia da 50m si è nel canale alla base di Dies Irae, e da qui in breve di nuovo alla base della cascata.


2. Dies Irae
Primi salitori: G. C. Grassi, S. Rossi, P. Marchisio nel 1988
100m, ED+ (V, 6)
95° max
quota: 2200m
esposizione: est
L1: salire a destra del piedistallo e obliquare a sinistra per raggiungere il terrazzo dietro la grande stalattite staccata,( 50m, 85°).
L2: superare direttamente la stalattite, (35m, 90° tratti 95°).

Discesa: come per Carpe Diem.
Rouit
Carpe diem
Sopra la grande cascata del Rouit, a sin. Carpe Diem
(foto Tremolada PlanetMountain.com)
3. Cascata del Rouit
Primi salitori: G.C. Grassi, B. Gallino, G. Montrucchio nel 1982
130m, TD+ (V, 4)
90° max
quota: 2200m
esposizione: est
L1: attaccare per gobbe e brevi muretti fino a sotto il salto verticale della parte destra della cascata, (45m, 75°).
L2: dritti per il muro sovrastante che presenta circa dieci metri verticali, (45m, 90° per 10m).
L3: con un breve obliquo verso destra ci si porta contro le rocce dove è attrezzata una sosta, la si rinvia e si esce per il candelotto terminale nel canale nevoso, (40m, tratto a 85°).

Discesa: a parte la possibilità di scendere a doppie sulla cascata costruendo le clessidre (Abalakoff) riportiamo la discesa consigliata da G.Grassi: raggiungere a destra un costolone, scendere brevemente verso nord-ovest e raggiungere per cenge nevose un canale alla base di una cascata che ne occupa il fondo. Per il canale e facili pendii si ritorna alla fontana Landegniera.
4. Cascata di Platasse
Primi salitori: N. Margaira, F. Girodo, W. Giorda nel 1987
80m, ED- (IV, 4+)
90° max
quota: 2100m
esposizione: est
L1: salire il primo salto stalattitico a sinistra, raggiunto il ripiano mediano andare a destra contro le rocce dove è attrezzata la sosta, (45m, 15m a 90°).
L2: afrontare la seconda colonna a destra dove è meno alta fino all’uscita in piano, (30m, 10m a 90°).

Discesa: dall’uscita si prende un canale obliquo verso destra che ripassa alla base della cascata.
5. Lacrime Ibernate
Primi salitori: F. Conta, G.C. Grassi nel 1988
140m, ED (IV, 5)
95° max
quota: 2150m
esposizione: est
L1: in obliquo a sinistra sin contro le rocce, (20m,60°).
L2: superare verso destra il colonnato sino a sostare nella conca sovrastante, (40m, 90° tratti 95°).
L3: spostarsi a destra e superare un breve muretto sino all’inizio della rampa inclinata terminale, (30m, trattop a 90°).
L4: suparare tutta la rampa uscendo sul costone a sinistra dopo un facile canale, (50m, 60°).

Discesa:al di la del costone traversare a destra per cenge sino ad un canalino che confluisce nel canale nevoso sottostante, lungo il quale si torna alla base.
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