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Questa valutazione è riferita all’impegno della salita e tiene conto della lunghezza, della continuità, dei rischi oggettivi, della difficoltà dell’avvicinamento e della discesa, dei pericoli oggettivi.

I. Salita breve, vicina alla strada, con soste attrezzate e discesa facile. Non presenta un impegno particolare.

II. Una o due lunghezze vicino alla strada, discesa su terreno facile. Pochi pericoli oggettivi.

III. Itinerario di più tiri, che richiede qualche ora di arrampicata, oppure con lungo avvicinamento a piedi o con gli sci. Richiede una buona conoscenza dell’ambiente invernale. Soste di salita non attrezzate.
La discesa si effettua generalmente in corda doppia lungo la linea di salita.

IV. Lungo itinerario di più tiri in ambiente che richiede qualità alpinistiche ed esperienza di avvicinamenti invernali. Può essere esposto a pericoli oggettivi quali valanghe, caduta di ghiaccio e sassi. Discesa con difficoltà e calate da attrezzare.

V. Itinerario molto lungo, con più lunghezze consecutive di difficoltà elevata, che richiede un grande impegno. Presenza di pericoli oggettivi, discesa impegnativa. Poche ripetizioni.

VI. Itinerario estremamente lungo ed in ambiente isolato, difficilmente ripetibile in giornata.
Problemi logistici di avvicinamento, discesa o per un’eventuale ritirata. E’ il grado assegnato ai più difficili itinerari di ghiaccio sulle Alpi e nel mondo.

VII. Itinerario come il precedente, ma con ampiezza e continuità delle difficoltà ancor maggiori.
Esistono solo poche salite di ghiaccio con questa valutazione.

 


Questa valutazione è riferita alla difficoltà tecnica della lunghezza di corda e tiene conto dell’inclinazione, della continuità del tiro,della conformazione e spessore del ghiaccio e della sua proteggibilità.

1. Ghiaccio con pendenza modesta e che non presenta particolari difficoltà.

2. Lunghezza di corda intorno ai 70° con ghiaccio buono e facilmente proteggibile.

3. Lunghezza di cordacon tratti fino 80° , ma che presenta punti di riposo ed un ghiaccio spesso e compatto. Soste comode e facilità di protezione.

4. Lunghezza di corda abbastanza continua e quasi verticale oppure una sezione verticale non molto lunga.Buona qualità del ghiaccio e protezioni soddisfacenti.

5. Lunghezza di corda continua e quasi totalmente verticale, ma con ghiaccio discreto, o un tiro meno continuo ma con ghiaccio difficile. Protezioni discrete.

6. Lunghezza di corda molto sostenuta e senza punti di riposo. Ghiaccio difficile, con tratti anche strapiombanti, e conformazione che richiede un’elevato livello tecnico. Protezioni difficili da posizionare e spesso di dubbia tenuta.

7. Lunghezza di corda come la precedente, ma con ghiaccio estremamenteprecario e difficile.
Protezioni molto scarse o impossibili.

Vengono inoltre utilizzate la lettera "X" per indicare strutture particolarmente fragili e la "R" per il ghiaccio sottile.


Negli ultimi anni, con la ricerca verso l’alta difficoltà, sono state realizzate salite in cui l’arrampicatore, sempre utilizzando picozze e ramponi, raggiunge o collega tratti di ghiaccio, percorrendo sezioni interamente su roccia.
E’ stata così introdotta la lettera "M" (seguita da un numero arabo: M7,M8,M9…) ad indicare una difficoltà tecnica su terreno misto. Proprio per la mancanza di ghiaccio in alcune parti, questa attività viene chiamata Dry Tooling e si differenzia a volte enormemente dalla pratica delle salite su ghiaccio.