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Ice Master World Cup 2003 Valle Daone


Maurizio Gallo

Con Maurizio Gallo, ideatore della struttura di Daone e, senz'altro, uno dei "papà" delle gare di arrampicata su ghiaccio e l'inventore del boulder su ghiaccio, parliamo un po’ di ghiaccio e di competizioni. Un discorso su cos'è l'ice-boulder e su come sono cambiate le gare da quel "lontano 1999" della sua prima struttura di Cortina. Ma anche di come queste esperienze hanno influenzato l'attezzatura ed, infine, delle molte prospettive che le competizioni hanno aperto.

Ice climbing 4 anni di progressi
A Cortina nel ’99 si parlò con la prima gara “stile boulder” del nuovo mondo del ghiaccio: ricordo che allora tutti gli atleti usavano scarponi di plastica rigidi, mentre oggi tutti gli atleti stanno utilizzando delle scarpette ricavate da quelle di arrampicata con ramponi avvitati sulla suola... Sensibilità, leggerezza, precisione, aderenza sono il nuovo che avanza...

Cos’è il boulder su ghiaccio
Nell’arrampicata sportiva la divisione fra difficoltà e blocco è definita da un numero massimo di movimenti, e le strutture sono radicalmente diverse come dimensioni e altezza. Nell’arrampicata su ghiaccio, invece, la componente aleatoria data dal ghiaccio stesso (che non è mai uguale dopo il passaggio di ogni atleta) ma anche la difficoltà di arrampicare senza corda su strutture visibili dal pubblico, obbligano a vie con un maggior sviluppo verticale e con un numero di movimenti maggiore e meno esasperato. Sono gare dunque, quelle di ice-boulder, che si collocano in una posizione intermedia. Infatti, ogni tracciatura che ha esasperato lo stile boulder ha portato a competizioni di scarsissimo interesse, con tutti gli atleti fermati da un passaggio di dry tooling, estremamente difficile, ad un metro da terra. Per questo penso sia più giusto definire questa gara “stile boulder” e non rigorosamente “boulder”. Ciò per rendere al massimo la spettacolarità, senza perdere il ritmo incalzante tipico delle competizioni di blocco e nello stesso tempo mantenendo l’altezza come parametro più evidente della difficoltà raggiunta da un atleta.

Ice Master in Valle di Daone
La competizione che ogni anno si sta sviluppando in Valle di Daone esplora delle nuove linee ricercando, sempre, una maggior spettacolarità e una maggiore soddisfazione per gli atleti (tanti passaggi e tentativi = più arrampicata). L’anno scorso, ad esempio, per la prima volta si è arrampicato senza corda, con i materassi (nelle zone di boulder basse).

Competizioni su ghiaccio e progresso tecnico
La storia delle competizioni continua a produrre un'evoluzione nella tecnica di arrampicata e nei materiali. E le gare “stile Boulder”, di cui la Valle di Daone rappresenta l'unico appuntamento al mondo, sono sicuramente la molla che muove questi due aspetti assolutamente correlati fra loro.

Le novità 2003 in Valle di Daone
Dry tooling. Quest’anno, per ridurre le contestazioni e migliorare la precisione del gesto, i pannelli per il dry tooling saranno di “granito” (metallo artisticamente verniciato) e quindi non si potranno utilizzare i piedi sul legno né le piccozze scaveranno nel pannello, dietro la presa, facilitando gli atleti successivi.
Strutture. Nel 2003 in Val Daone avremo (oltre a due zone boulder molto estese) anche delle strutture più alte e con maggior sviluppo.
Si arrampicherà nella prima parte con la corda dall’alto per i primi tentativi, mentre nella parte alta si procederà da primi con l’ultimo tentativo: questa soluzione dovrebbe essere intrapresa anche per le gare di difficoltà e per il futuro si potrebbe, di fatto, eliminare per il ghiaccio la diversità di regole fra boulder e difficoltà.

L'evoluzione nei regolamenti di gara
Il primo passo da realizzare è limitare al minimo le linee che delimitano le vie, per evitare errori degli atleti e contestazioni: la struttura deve essere realizzata in maniera tale da non renderne necessario l’uso (per fare la difficoltà o il tranello per selezionare). Anche nell’arrampicata sportiva esisteva il problema, nelle gare sul naturale e nelle prime gare, ma è stato superato e oggi i limiti di banda sono quasi inesistenti: lo stesso dovremmo fare anche sul ghiaccio.
Per quanto riguarda le competizioni KO e i duelli speriamo possano trovare uno spazio se non in coppa del mondo in qualche altra competizione. mentre un ultimo appunto alle regole attuali riguarda la poca valorizzazione del Top rispetto alle altre zone: vedremo.

Attrezzatura. Le principali innovazioni
Dragonne. L’eliminazione (obbligatoria nelle gare) di qualunque impedimento che trattiene la piccozza alla mano ha radicalmente modificato la tecnica di arrampicata su cascata, riducendo al minimo indispensabile le fasi a due braccia alte. Si sono resi così possibili i cambi di mano sulla piccozza piantata, e il riposo a braccio teso, con il braccio scarico rilassato verso il basso (che ricorda la mano nel sacchetto del magnesio).
Impugnature. Il manico si è strutturato per essere utilizzato in tutta la sua lunghezza: per i cambi di mano, ma anche per agganci con impugnatura alta sotto alla becca e nei rovesci. Sono state trovate diverse soluzioni per agganciare la piccozza all’imbragatura per non perderla, per posarla sulla spalla, frequente poi è il riposo anche lasciando le piccozze piantate nel ghiaccio.
Agganci. L’introduzione di appendici sul manico per gli agganci di piede, forse non sta riscuotendo molto successo. Ma, secondo me, si è rivelata invece assolutamente eccezionale nelle strutture iperstrapiombanti: solo pochi atleti però hanno dimostrato di saper sfruttarne i vantaggi (riposi). Per questi (pochi e dotati) atleti i passaggi, che per altri erano quasi impossibili, sono sembrati facili!
Il “rostro”. L’utilizzo della punta posteriore, introdotta con le gare, rende possibili tutta una serie di progressioni con agganci di tallone sia sul verticale (cascate) che sullo strapiombante (competizioni): il limite degli attrezzi finora visti era la loro scarsa efficacia, la loro eccessiva lunghezza. Da quest’anno, invece, in gara verranno posti dei limiti di lunghezza, per cui dovranno sempre più avvicinarsi alla tipologia di una punta frontale - come il prototipo che avevo realizzato nel ’91.

La tecnica
La “rivoluzione dei piedi”. Questa è la cosa che più mi preme sottolineare. Era opinione diffusa (e per molti lo è ancora) che bisognasse piantare con energia i ramponi nel ghiaccio (quasi prenderlo a calci) con ramponi e scarpe assolutamente rigidi. Il ghiaccio, insomma, considerato come una superficie omogenea dove è possibile piantare i ramponi praticamente ovunque (e considerato quindi quasi banale rispetto agli appoggi sulla roccia).
Oggi chi sa arrampicare sul ghiaccio ha modificato radicalmente l’uso dei piedi. Si tende sempre più alla ricerca dell’appoggio e della sensibilità; ma non solo: con le attuali punte dei ramponi (con il ritorno della monopunta posizionata asimmetrica davanti all’alluce) si utilizza la tecnica di appoggio-aderenza anche sulla superficie (liscia) del ghiaccio perchè è sufficiente appoggiare la punta del rampone ed applicargli una spinta per garantire la penetrazione della punta affilata! Si rispetta così l’equilibrio complessivo della progressione; e le fasi: “appoggio-spingo” descrivono quest'utilizzo "sensibile e raffinato" dei piedi-ramponi.
Il non essere più vincolati a tenere i piedi perpendicolari alla parete, ma leggermente divaricati “a papera”, permette di valorizzare la sensibilità e un miglior posizionamento del bacino (il secondo punto di appoggio sul ghiaccio è dato dalla seconda punta interna). Infine il lato esterno del piede: per un suo migliore utilizzo (che da più spazio alla progressione laterale) si deve ancora lavorare sugli attrezzi avanzando la seconda punta esterna e rendendola più agressiva.



- Maurizio Gallo
- Mauro Bubu Bole
- Anna Torretta
 Maurizio Gallo

Maurizio Gallo
Guida alpina, ingegnere, direttore dei Corsi di formazione delle Guide Alpine.
E' uno dei massimi esperti di strutture per le competizioni di ghiaccio. Sua l'ideazione e la progettazione delle strutture per le gare di Cortina '98 e '99, come per quelle della Valle di Daone 2000, 2002 e 2003

Ice Master World Cup Valle Daone 2002
Uno scorcio della struttura dell'Ice Master World Cup 2002 in Valle di Daone
Ice Master World Cup Valle Daone 2002
Agganci. L’introduzione di appendici sul manico per gli agganci di piede, forse non sta riscuotendo molto successo. Ma, secondo me, si è rivelata invece assolutamente eccezionale nelle strutture iperstrapiombanti: solo pochi atleti però hanno dimostrato di saper sfruttarne i vantaggi (riposi). Per questi (pochi e dotati) atleti i passaggi, che per altri erano quasi impossibili, sono sembrati facili!
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