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LA GARA


Finali 20/01/2002

Una finale proiettata nel futuro con base di lancio dalla Valle di Daone. Nel gioco del sempre più difficile l'arrampicata su ghiaccio, oggi, in Valle di Daone, ha mostrato cos'è ma soprattutto cosa sarà. In orbita 16 marziani con piccozze e ramponi. I loro capitani, promossi sul campo, sono i vincitori dell'Ice Master World Cup: l'inesauribile Daniel Dulac e la regolarissima Ksenia Sdobnikova. Entrambi confermano e consolidano così la loro leadership nella classifica provvisoria della Coppa del Mondo, conquistata nella prima prova di Kirov.
C'era molta attesa per questo atto conclusivo, si aspettavano il pubblico e lo spettacolo. E le attese non sono certo andate deluse.


finale femminile

La mattinata è tutta dedicata alle 8 finaliste. Il copione è lo stesso della semifinale, con 3 problemi da risolvere 'a vista'. Unica differenza: hanno tutte le braccia 'cotte' da due giorni di battaglie. Serve, quindi, la massima concentrazione: da stanchi ogni errore si paga doppio.

Il primo boulder vede in azione il grande 'fungo'. Una sfibrante traversata, con un'uscita dal tetto in dry tooling per raggiungere un difficile top su ghiaccio. Rimarrà insoluto. Anche per la russa Ksenia Sdobnikova, l'unica ad aggiudicarsi l'ultima zona, distaccando di due 'lunghezze' la tedesca Buchmann e la francese Sansoz. Più indietro ancora, invece, si ferma un'emozionata Ines Papert.

La seconda via mette alla prova l'abilità delle atlete. Dopo una bella spaccata iniziale si continua, sempre su colonna ghiacciata, per arrivare al top sul trave di legno. E' il top della Buchmann, e l'unico della finale, arrivato a sorpresa proprio dall'ultima delle qualificate. A questo punto tutti aspettano la Papert che, in effetti, fa ben vedere la sua classe. Tutto perfetto fino alla prima picca conficcata sul segno di fine via... poi è 'nebbia totale' e la seconda becca va fuori bersaglio. Una zona sotto si fermano sia la Sansoz, sia la Sdobnikova.

Al terzo e decisivo problema, con una spettacolare uscita sull'altissima trave ghiacciata, si mettono in luce Liv Sansoz e, soprattutto, Ines Papert. La tedesca ormai è con il naso sotto il top, però non ce la fa più. Combatte fino all'ultima briciola di forza, ma è alla frutta e non arriva. Così, per il (complicato) conto delle zone, la vittoria va a Ksenia Sdobnikova, seguita da Kirsten Buchmann. Mentre 3a è la bravissima campionessa del mondo Ines Papert. Poi nell'ordine si classificano: Sansoz (4a), Livfshits (5a), Watkins (6a), Mi Sun Go (7a), (Maureau 8a).
Una bella gara, ad alto livello. Veramente un buon inizio per il gran pubblico accorso oggi in Valle di Daone.


finale maschile

Ore 12 e 30. Tutto è pronto per il gran finale. Non manca nulla: il pubblico è quello delle grandi occasioni, in campo 8 atleti fortissimi e una struttura di gara che, per unanime giudizio, è la più bella mai vista. Il pronostico, poi, è incerto, con un leggero vantaggio per Dulac. Ma come dice lui stesso: "il ghiaccio è aleatorio, e nulla è scontato".

E' proprio Daniel Dulac ad arrivare al top del primo dei tre 'futuristici' problemi, scodellati nella notte dagli imprevedibili tracciatori. Partenza ed arrivo sono segnati da pannelli di dry tooling, nel mezzo c'è la candela sospesa, un tozzo salsicciotto di ghiaccio per spettacolari lanci. L'osso duro più duro, però, è il terribile blocco di uscita che solo Daniel, dopo la funambolica attraversata sospesa sul vuoto, riesce a chiudere. Prima della corsa vincente del francese, il migliore era stato un Will Gadd tenace più che mai. Mentre una zona sotto al canadese si era, invece, fermato Harald Berger. Non si sa ancora, ma questa sarà la chiave di volta di tutta la gara.

La seconda via, infatti, non fa selezione, e quasi tutti arrivano allo stesso punto. Il lunghissimo bloccaggio (senza piedi) sul pannello terminale ferma tutti. Anche Dulac che più volte 'accarezza' la presa di uscita con la becca. Per arrivare fin lì bisogna percorrere un lungo tratto su ghiaccio con una partenza molto bella in traversata. C'è da picchiare, e si sa, piantare la becca non è certo esercizio riposante. Gli atleti danno l'anima, e il pubblico naturalmente apprezza. Lo spettacolo è bello: è sempre bello quando è evidente lo sforzo e l'impegno. E l'arrampica su ghiaccio in questo ha pochi rivali.

Per ultimo arriva il pezzo forte. E' l'ormai famoso fungo, ovvero dolori e delizia riuniti. Tutto il repertorio dell'impossibile sembra essere stato concentrato in quest'ultimo, lunghissimo, percorso. Due spettacolari lanci, una traversata strapiombante con incredibili tenute sotto il tetto di ghiaccio, ed infine un enigmatico ultimo blocco per un irraggiungibile top. In 5 arrivano alla 7a ed ultima zona, ma nessuno conclude. I migliori sono Dulac, Gadd, Berger, Krivoisheitsev, e Husson.

Come sempre il terzo blocco segna la fine della gara e fa impressione il gran pubblico tutto riunito per applaudire le evoluzioni di Dulac. Ed è proprio per loro che il francese, assolutamente con le ultime forze, riparte per un improbabile tentativo finale. Grandi incitamenti e applausi salutano la conclusione dei sui sforzi. Alla fine dei conti vince, meritatamente, Dulac, splendido interprete dell'arrampicata dinamica e potente. Al secondo posto un felicissimo Will Gadd: il canadese proprio non se lo aspettava. Terzo l'austriaco Harald Berger, impressionante per forza, un vero carro armato. Poi nell'ordine: il calmissimo (e bravo) campione del mondo Evgeny Krivoisheitsev (4°), Husson (5°), Bytchkov (6°), Lombard (7°) e Steinbrugger (8°).

L'espressione che si legge in giro e d'incredulità: si è visto un livello che solo l'anno scorso sarebbe stato addirittura impensabile per l'arrampicata su ghiaccio. Quello che è sicuro è che il pubblico si è divertito. E anche gli atleti. La frase più significativa è certamente quella di Will Gadd. Quando è caduto dal fungo il simpatico canadese ha esclamato: "E' la via più bella del mondo!". Niente male come complimento!


La 'piccola' Valle di Daone, ancora una volta, ha fatto grande l'Ice World Cup! E' stata una bella e durissima maratona. Un 'pieno' di arrampicata su ghiaccio voluto e realizzato con sforzi enormi. A partire dalle decine di notti passate dai volontari a 'costruire' il ghiaccio della struttura. Per continuare con una macchina organizzativa che ha messo in campo uno spiegamento di forze incredibili, dai Vigili del Fuoco alla Guardia di Finanza, dai Volontari agli Alpini. Insomma tutta la Valle! Con in testa, naturalmente, il presidente del Comitato Pareti di Cristallo Candido Ghezzi e il segretario Romolo Ghezzi. Con loro i valligiani 'adottivi' Maurizio Gallo, l'ideatore della geniale struttura e direttore di gara, e lo staff degli impeccabili tracciatori: Paolo Mantovani, Marco Da Pozzo, Manu Ibarra, Erwan Le Lann, Sam Bougeay. Attenta fino ai più piccoli particolari la loro direzione di gara.

L'augurio è di rivederli tutti, ancora all'opera, il prossimo anno!


  
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Ksenia Sdobnikova





Daniel Dulac




Evgeny Krivoisheitsev


TRACCIATORI
Paolo Mantovani, Erwan Le Lann, Manu Ibarra, Sam Bougeay, Marco Da Pozzo


INFO
Consorzio Turistico Alta Val Giudicarie
tel. 0465 – 901217
fax. 0465 - 9011937
Lardaro@valledelchiese.tn.it
www.daoneicemaster.it

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