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Anna Torretta (sopra) e Kurt Astner (sotto) i vincitori della campionato italiano di arrampicata su ghiaccio 2002, in Valle di Daone
(foto PlanetMountain.com)










Nicola Sartori grande protagonista del Campionato italiano di arrampicata su ghiaccio, alla fine sarà terzo (foto Riccardo Milani).







Nicola Tondini. La Guida Alpina dei Pistards Volants con un'ottima prova ha conquistato il 5° posto (foto Riccardo Milani)





Tracciatori

Paolo Mantovani
Marco Da Pozzo

Responsabile struttura di gara
Maurizio Gallo


Campionato italoiano Ice Trofeo Grivel

LA GARA


Valle di Daone, domenica 6 gennaio 2002

"E' stato bello!" Colta al volo, questa frase di una spettatrice sorridente, sintetizza nel modo più semplice e completo il Campionato italiano 1° Trofeo Grivel della Valle di Daone. I bravissimi Kurt Astenr e Harald Gasser, protagonisti dello straordinario duello finale, sono ancora lì anche loro sorridenti, pur se distrutti. Attorno solo facce felici ed entusiaste. Per prime quelle degli atleti, protagonisti (tutti) di due intense e coinvolgenti giornate di gara.
Sarà che è bello vedere tanta gente contenta. Sarà che, dopo una giornata passata a svariati gradi sotto zero, ci sente un po' tutti eroi, ma siamo d'accordo: è stato proprio bello! Sia per lo spettacolo, sia per i valori tecnici di questi Campionati italiani di arrampicata su ghiaccio che hanno visto Anna Torretta e Kurt Astner sul gradino più alto del podio.


Semifinale maschile

La lunga maratona, del secondo e ultimo giorno di gara, comincia alle 10.00 con la semifinale maschile. 13 in campo, sono: Erik Svab, Harald Gasser, Mario Prinhot, Nicola Sartori, Giuseppe Ballico, Kurt Astner, Luca Gasperini, Mauro Mabboni, Roberto Parolari, Nicola Tondini, Patrick Daberto, Massimo Farina e Serafino Ripamonti.
Menù proposto per tutti: tre vie in successione. Su ognuna verranno eliminati i tre peggiori risultati fino a qualificare, per la finale, solo 4 atleti. Per loro è riservato il duello incrociato su due vie contrapposte. Un pre-finale ad eliminazione diretta per designare gli ultimi duellanti per il titolo.

La prima via, dopo una bella traversata stile Yaniro su ghiaccio lucente, punta sui pannelli di dry tooling per un'uscita con un bloccaggio super, di cui non riescono ad aver ragione né Sartori, né Gasser. Mentre, poco sotto, Astner è fermato per appoggio non valido sul bordo della presa. Alla fine a risolvere il problema arriva Svab che ha intuito tutto: mano (e non la becca della piccozza) sull'ultima presa, e oplà, l'unico top è suo. E' il 4°, dopo i tre dell'open.
Ripamonti (13°), Farina (12°) e Ballico (11°) sono i primi tre eliminati della giornata.

Per il 2° problema si passa al fungo, un vero gioiello da boulder. Qui Mantovani e Da Pozzo hanno preparato una durissima e lunga traversata, tutta su ghiaccio. Si parte sotto al tetto. Si traversa verso sinistra. Quindi, in orizzontale sopra al tetto, si raggiungere l'altro lato del fungo. Terribile e distruggente. Ne fanno tutti le spese, e il top resta una chimera. Si distinguono però dagli altri: Daberto, a lungo in lotta sullo spigolo della penultima zona, e Astner. Ma soprattutto si mette in luce Nicola Sartori che estrae dal cilindro una perfetta sequenza di Yaniro, indovinando il sistema giusto per arrivare più lontano di tutti. L'eliminazione questa volta tocca a Prinoth (10°), Parolari e Mabboni (ottavi parimerito).

Nella 3a e ultima corsa della semifinale è di scena un tour da capogiro. La partenza, su colonna di ghiaccio, prevede un lancio (!) sul pannello, quindi ancora ghiaccio per raggiungere l'uscita sugli strapiombi di dry tooling. E' una via molto bella, ma gli atleti cominciano a risentire dello sforzo: il trasbordo sui pannelli finali è per tutti lontano. Non per Nicola Sartori che, ultimo a 'correre', sfodera una prestazione bellissima. Il gran maestro d'arrampicata di Ceredo, calzando scarpe da ginnastica su semplici ramponi da misto, con inventiva e tecnica sopraffina agguanta la lontanissima catena. Chapeau da parte di tutti i colleghi, e applausi del pubblico!

Con Sartori passano in finale nell'ordine: Harald Gasser, bravissimo e regolare su tutte le vie, Patrick Daberto, autore di un finale in crescendo, e infine Kurt Astner che, nonostante sia stato più volte bloccato per infrazione (peccando d'inesperienza), ha dimostrato una forza fuori dal comune. Primo degli esclusi il bravo Nicola Tondini (5°). Lo segue Erik Svab (6°) che, dopo una prima giornata ed un inizio di semifinale travolgenti, è incappato in una serie nera sulla 2a e 3a via. Sicuramente il Campione italiano uscente meritava un po' di più fortuna. Infine termina la sua gara al 7° posto Luca Gasparini.


Finale femminile

E' l'assaggio del duello, formula ad eliminazione diretta impietosa ma certamente spettacolare. Qui contano velocità, altezza raggiunta e tanta 'birra'. Due le vie tracciate sui piloni esterni della grande 'A' della struttura. E due le manche da 'correre' scambiandiosi le vie. Raggiunto il top le atlete devono suonare una campana per fermare il cronometro.
Nel primo duello Anna Torretta, con sicura progressione, vince nettamente su Orietta Bonaldo. Più combattuta la seconda sfida fra Claudia Cuoghi e Monica Gemelli: al primo giro il suono della campana è quasi contemporaneo. Poi al secondo, a vie invertite, è Monica ad avere la meglio e passare nella finalissima. Ma Anna Torretta ha proprio una marcia in più. E in due giri quasi senza storia la torinese, che per l'occasione sfoggiava delle sgargianti e leggerissime scarpette ramponate, è meritatamente la nuova Campionessa italiana.


Finale maschile

Per il duello maschile sfida tutta di ghiaccio sulle due rampe a 45°. Nel primo uno contro uno si fronteggiano Nicola Sartori e Kurt Astner. E' un confronto avvincente. Arrampica sempre bene Nicola ma Kurt è una macchina impressionante. L'altoatesino sale e affonda le picche (qui si deve proprio 'picchiare' il ghiaccio) come una treno. Vince prima e seconda manche, sovverte la classifica provvisoria, e il posto per l'ultimo duello è suo. Nel 2° spareggio Harald Gasser supera abbastanza nettamente Patrick Daberto che ormai risente della fatica accumulata. Il pubblico si diverte, e molto.

Dopo la pausa è l'ora del gran finale. In campo, l'uno contro l'altro, i due altoatesini. Ormai conoscono la via, ma la stanchezza fa le braccia di piombo. Nonostante tutto Astner parte a razzo, ma quando sembra ormai avviato verso 'top e campana' ci ricasca: mette un piede fuori zona e viene ri-calato a terra. Intanto Harald continua sicuro verso il top, mentre Kurt incitato dal pubblico riparte. Alla fine il vantaggio per Harald sarà di 17''.

I due sono distrutti
ma per la seconda manche ci danno dentro con gran lena, soprattutto l'incredibile Astner. A questo punto Harald che cerca di amministrare il vantaggio esplode verso il basso: è saltato il ghiaccio. Il tempo di rimettersi in piedi ed è già nuovamente a piccozzare. A questo punto succede il finimondo: cade anche Astner, e poi ancora Gasser e avanti così con cadute alternate... Il pubblico è veramente in visibilio. Alla fine non arriva per nessuno dei due il top: troppo distrutti. E' Astner però che è arrivato più alto ed è lui il nuovo Campione italiano. E' stato un gran spettacolo!


Termina qui il Campionato italiano 1° Trofeo Grivel. Un Campionato ben gestito. E una gara dove si è sperimentato. Prima di tutto nella formula che ha spaziato dalla classica somma dei singoli risultati dell'open, all'eliminazione progressiva delle semifinali, al duello finale. E' chiaro che è stato un tentativo per trovare una 'via autonoma' per l'arrampicata su ghiaccio. Come è chiaro anche che alcuni meccanismi sono da rivedere. E' giusto probabilmente premiare un po' di più il top. Ma questo non toglie il valore del Campionato appena concluso in Valle di Daone. Anzi, l'impressione è che abbia fatto fare un passo in avanti al mondo dell'arrampicata su ghiaccio italiana. Per dirla con le parole di un soddisfatto Nicola Sartori: "Abbiamo arrampicato un sacco". E questo è il miglior complimento che possa essere fatto da un climber.

Un successo insomma, grazie all'ospitalità squisita della Valle di Daone, alla nuova, e veramente magnifica, struttura artificiale (promossa a pieni voti), e alla competenza del team formato da Paolo Mantovani, Marco Da Pozzo e Maurizio Gallo.


Ora non resta che attendere la gara di Coppa del Mondo e il Kayland Meeting Pareti di Cristallo. Da non mancare!


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