
Il Makalu, 8475 m, è la quinta montagna più alta della terra e sorge dalla cresta principale della catena himalayana.


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Makalu storia & varie
Nel 1884 i topografi del Survey of India diedero alla cima il nome di 'Khamba Lung an', nome legato al distretto di Khamba nel Tibet. Il nome Makalu fu introdotto successivamente dopo le prime esplorazioni della zona.
Il significato del nome Makalu non è ancora oggi chiaro. L'ipotesi più accreditata è quella di una storpiatura del termine sanscrito Maha kala (Dio defunto), un appellativo del grande Dio indù Shiva di cui il Makalu rappresenterebbe, per i tibetani, il trono.
Traducendo letteralmente la scrittura sanscrita 'Maha kala' (tempo solenne) doveva indicare proprio questo Dio che controllava il tempo. La letteratura tibetana attribuisce a questo nome il significato di 'grande negro', con un riferimento puntuale al tipo di rocce della montagna. Ma un'altra origine potrebbe essere legata al nome delle limitrofe valli a nord: Mallory nel 1921 in una sua guida parla di due cime, l'Everest e il Makalu.
Il Passo del Makalu La divide il Makalu dal Kangchuntse. A sud divide il colle sud della cima dalla bassa, ma significativa cresta che si innalza dalla Valle dell'Arun. Ad ovest , nella valle di Sakyetan e ad est del Barun G1, corrono due brevi creste. Oltre alla cima principale il Makalu possiede due bellissime cime secondarie, Makalu sud-est e Makalu Shar.
La prima ascensione della vetta del Makalu avvenne nel maggio del 1955 per merito di una forte spedizione francese che l'anno precedente aveva rinunciato dopo aver raggiunto quota 7800 m. Il 15 maggio del 1955 giunsero in vetta Lionel Terray e Jean Couzy, seguiti il giorno dopo da J. Franco, G. Magnone e lo sherpa Gyalzen e il 17 maggio da J. Bouvier, S. Coupè, P. Leroux e A. Vialatte. Per la prima volta nella storia della conquista degli ottomila, tutta la spedizione al completo raggiunse la vetta.
La prima spedizione italiana a salire il Makalu è stata quella di Sergio Martini, Fabio Stedile, Fausto De Stefani, Almo Giambisi nell'ottobre del 1985.
a cura di Marco Benedetti
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