Quel calcare nell anima
First ascent: Marco Sterni, Mauro Kraus, Marco Giuffrida & Serena Bonin, summer 2007
By: Marco Sterni
Area: Dolomites, Group: Tofane, Peak: Tofana di Rozes, Country: Italy, Region: Veneto
Route first ascended from the ground up using stainless steel 10mm bolts. Although not top end, the difficulties are continuous and the route is strenuous due to its length. Medium and small camming devices recommend.
GETTING THERE
From Cortina take the road SS48 that leads up to Passo Falzarego. Park the car about 1km before the pass, next to the bar/restaurant Ra Nona (1985m).
ACCESS
Take path no. 412 that leads away from the bar towards Forcella Col dei Bos. After10 minutes the path transforms into a dirt track; continue up to the Col (2330m), and from here do not follow signs right for the "Ferrata del Castelletto", but instead proceed along the path that leads to Val Travenanzes until the sign for "Ferrata Lipella". Turn off right, reach the "mysterious boulder" (so-called as it is neatly divided in half) and continue on for a further 5 minutes to reach the north-west face of the Castelletto. Continue down towards the West Face of Tofana di Rozes, following the obvious trentch. Traverse beneath the wall for a few hundred meters to reach the base of the pillar (1.30 hrs from the car). The start of "Quel calcare nell'anima" is located on the extreme left-hand side of the pillar which is broken by two ledges which mark the top o the first and second pitches. The route has been equipped with gold coloured stainless steel Fixe bolts.
DESCENT
Descend down the Ferrata Lipella. Alternatively, abseil down the line of ascent (55m ropes).
GEAR
10 long quickdraws, a set of medium and small camming devices, two 55m ropes.
COMMENTS for the route "Quel calcare nell anima"
12-08-2012, oscar meloni
Bella via in ambiente suggestivo, il tracciato è evidente e logico e asciuga velocemente anche dopo pioggie abbondanti, la notte prima è piovuto copiosamente ma noi abbiamo trovato asciutto. Utili alcuni friends C3 e BD fino all'0,75. Entusiasmante il 6° tiro. Noi siamo scesi in doppia, la prima calata da 50 m. ti porta sulla cengia e traversando facilmente a sin (faccia a valle) ti porta alla S6, da li velocemente giù fino all'ultima che purtroppo ha visto il nodo incastrarsi in una strozzatura e ci ha costretti ad una risalita a prusik , forse è meglio scendere a piedi.
15-07-2010, Armin
Concordo con il comm. precendente sul fatto che sicuramente è meglio fare piú di 6ab da primo per ripetere la via in sicurezza. Le prese sono generose ma gli spit mai vicinissimi. Occhio alle due cenge dei primi tiri. A noi è piovuto addosso di tutto. Via che piacerá da matti ai fans di supertegolin
02-09-2009, Amos
I gradi riportati dalla relazione sono corretti.
La salita è veramente bella e sicura per chi fa il 6c/7a a vista, si allena due/tre volte alla settimana in falesia e ha esperienza alpinistica.
Attenzione al peso delle parole! Si rischia di creare confusione!
In ogni caso la Via è super :-)
21-08-2009, Marco Bermejo
Bella via su roccia stupenda. A noi ci e costato molto trovare l'atacco della via. (c'e un ometto di sassi alla base, e bisogna guardare bene).
I tiri sono davvero belli, sopratutto dal 4º in su. Ho trovato i gradi molto alti (per me tranne il 2º tiro nessuno supera il 6a+)...
16-08-2009, Larry
Ciao,concordo con Luciano sul fatto che i tiri sono tutti omogenei e lunghi!salita veramente bella e sicura, non serve integrare, unica cosa,tra l'altro anche consigliata sopra, i rinvii lunghi servono perchè le corde fanno attrito.Buona arrampicata a tutti e alla prossima ciao.
26-02-2009, Luciano Regattin
Ciao, ho salito questa bellissima via con il fido (e forte) Claudio in una bellissima giornata di agosto 2008. Si tratta di una via con difficoltà molto omogenee, difficilmente imitabile da questo punto di vista. Alcuni tiri sono a mio parere veramente "maggiori" per dirla alla francese ("suppa!" alla tedesca), non ho dato 5 stelle perchè comunque il Wenden è un'altra cosa... Unico neo: non avevamo alcuna relazione, solo le parole del bravissimo Mauro "te vedi sempre lo spit successivo...". Tutto vero fino all'ultimo tiro, dove, giunti al secondo spit ne Claudio prima ne io dopo siamo riusciti a scorgere quello sccessivo, così, piazzando in paio di nut, sono uscito diritto fino alla cengia sotto un tettino e poi a destra, dove, raggiunto uno spuntone sul quale ho fatto sosta e dal quale ci siamo calati in doppia. Successivamente abbiamo saputo che si usciva a sinistra, ma gli spit non li abbiamo proprio visti! Comunque sia, si tratta di una bellissima via che va senza dubbio ripetuta! Luciano Regattin