Ferrate ovest ed est
Per l’escursionista che si avvicina alle ferrate la possente mole del Catinaccio d’Antermoia, posta a cavallo tra le valli del Vajolet e d’Antermoia, presenta più di un motivo di interesse. Sia il versante ovest sia quello orientale, infatti, sono percorsi da comode cengie che raggiungono la facile cresta, poco lontano dalla cima. Ed è proprio lungo queste vie naturali che sono state attrezzate due tra le ferrate meno difficili (ma di grande soddisfazione) delle Dolomiti. Dei percorsi ideali, dunque, anche per i meno esperti. Se si aggiungono, poi, la comodità degli accessi agli attacchi, la possibilità di effettuare la traversata completa della montagna e l’incantevole panorama offerto dal ‘Giardino di roccia’ del Catinaccio, è chiaro che si tratta di una meta da raccomandare. Ma certo da non sottovalutare visto che la vetta del Catinaccio d’Antermoia, con i suoi 3004m d’altezza è la massima elevazione del Gruppo. Qui vi proponiamo la salita dal (più affollato e impegnativo) versante ovest, a cui si può abbinare la discesa per il più solitario versante est.
ACCESSO GENERALE
Dal parcheggio di Pera di Fassa (fraz. Di Pozza di Fassa) al rif. Gardeccia con i pulmini-navetta. Oppure da Vigo di Fassa con funivia fino al rif. Ciampedìe e quindi per segnavia 540 al Gardeccia (45 min.). E, ancora, da Pera di Fassa con seggiovia e poi, per sentiero, in breve al Gardeccia.
ACCESSO
Dal rif. Gardeccia (1963 m) con segnavia 546 si sale dapprima al vicino rif. Stella alpina per continuare verso la parete est del Catinaccio e quindi, con ripidi tornanti, raggiungere i rifugi Vajolet e Preuss (2243 m). Da qui si prosegue per il sentiero n° 584, che alterna salite e tratti a mezza costa, fino al rif. Passo Principe (2599 m) ai piedi del versante ovest del Catinaccio d’Antermodia (2 h dal rif. Gardeccia).
ITINERARIO
Dal rif. Passo Principe seguendo le indicazioni per la ferrata si supera il sentierino tra le ghiaie che conduce in breve all’attacco. Utilizzando la corda fissa, si percorre dapprima una cengia verso sinistra quindi un camino, per poi ritornare, sempre per cengia, verso destra. Ben presto, da una stretta forcellina si affronta il tratto più esposto della ferrata: una breve discesa che termina con una scaletta, ben visibile dal Rifugio Principe. Superato questo piccolo “test”, il percorso (sempre attrezzato) prosegue per comode cengie e ghiaie, scavalca lo spigolo ovest e per terrazze detritiche raggiunge, senza particolari difficoltà, la cresta Nord. Per questa, con facile arrampicata su roccette ed un ultimo breve tratto sommitale, si toccano i 3004 m della cima e la croce che, incontrastata, domina il panorama (1,30 h).
DISCESA
Per la stessa via di salita o per la Ferrata Est. Nel caso (raccomandabile) si opti per quest’ultima via, si discende (segnavia) dapprima un tratto della cresta sud per poi seguire le corde fisse che percorrono la facile cresta est. Traversata per cengia la parete e superati dei tratti di ghiaie e roccette, si discende un canalino attrezzato che conduce ad un salto con scalette. Poi, per tracce e qualche corda fissa, ci si cala fino al ghiaione alla base e, con ripido sentiero, al segnavia 584. Verso destra si può salire al P.sso Principe e quindi far ritono all’omonimo rifugio, oppure, nella direzione opposta, raggiungere il Lago d’Antermoia e quindi il rif. Antermoia.
MATERIALE
Normale dotazione da via ferrata.
NOTE DIFFICOLTÀ
Senza particolari difficoltà se non per il breve (e un po’ impressionante per i neofiti) passaggio in discesa sulla scaletta del versante ovest. La ferrata sul versante ovest è più impegnativa di quella ad est. L’intera traversata richiede un buon allenamento fisico e va affrontata in buone condizioni meteorologiche.
NOTE
Rifugio Gardeccia
Rifugio Stella Alpina
Rifugio Vajolet
Rifugio Passo Principe (Grasleitenpaßhütte)
CARTOGRAFIA/BIBLIOGRAFIA
Dolomiti e Brenta Guida alle ferrate Oltre 120 vie ferrate, di Eugen E Huesler, Editrice Frasnelli-Keitsch.
Vie Ferrate nelle Dolomiti, di Hans Kammerer, Tappeiner Casa Editrice.
A piedi sulle Dolomiti, vol. 3 – la val di Fassa, di Stefano Ardito, Ed; Guide Iter.













