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Galleria del Piccolo Lagazuoi

Scheda a cura di: Planetmountain.com
Area: Dolomites, Gruppo: Lagazuoi, Cima: Piccolo Lagazuoi, Quota: 2778m

This very particular remnant of the First World War is completely equipped with cables and leads through the famous winding tunnel created by the Italian soldiers. Starting from Cengia Martini they dug through the Piccolo Lagazuoi to attack the Austrian soldiers occupying the summit.

ACCESSO GENERALE

From Cortina d’Ampezzo to Passo Falzarego (SS 48) and then with the Funivia del Lagazuoi cable car to Rifugio Lagazuoi. Alternativly, follow path no. 402-401 on foot from Passo Falzarego (2117m) (2 hrs- 630m height difference).

ACCESSO

Directly from Rif. Lagazuoi along the obvious path.

ITINERARIO

Given its steepness the tunnel is usually descended from Rifugio Lagazuoi. Its dark and damp environment is only rarely broken by a few spectacular windows cut out of the rock, before it opens out below at Cengia Martini and the military remnants. This itinerary is an excellent choice when the weather is poor and a torch, ideally a headtorch, is indispensable. Without a doubt highly interesting and unique, it allows the hiker to experience “at first hand” the enormous hardship and suffering endured by the troops fighting on both sides of the Great War in the Dolomites.

DISCESA

From Cengia Martini follow the marked path to quickly reach path no.402 which leads back to Passo Falzarego.

MATERIALE

Normal via ferrata kit. A torch (ideally headtorch) is recommended, as is a pair of gloves.

NOTE DIFFICOLTÀ

The tunnel poses no particular difficulties as it is completely equipped with cables. Due care and attention is required however given its steepness, its damp and dark environment and possible icy sections.

CARTOGRAFIA/BIBLIOGRAFIA

Via Ferratas of the Italian Dolomites: Vol 1 by John Smith and Graham Fletcher. Cicerone Press 2002

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COMMENTI per l'itinerario "Galleria del Piccolo Lagazuoi"

09-08-2007, stefano vismara
percorsa in discesa..indispensabile la torcia..consiglio di percorrere la cengia martini per capire in che situazione vivevano i soldati durante la grande guerra..la cengia è leggermente esposta ma assicurata nei punti giusti..dalla cima stupenda vista sulla tofana di rozes..nel complesso non molto impegnativa sia dal punto di vista tecnico che fisico
16-10-2006, Muderpy Muderpy
The work the webmaster has done is worth bookmarking.
26-08-2005, L'uomo dell'alpe
Partendo dal Passo Falzarego, ho percoso in salita il sentiero dei Kaiserjager (attrezzato in alcuni punti), che conduce alla cima del Piccolo Lagazuoi.Sentiero parecchio faticoso ma bello e spettacolare.Dal Rifugio Lagazuoi (prezzi da paura), ho imboccato la galleria (prestare attenzione, in quanto il terreno è scivoloso).Indispensabili casco e lampada, molto utili i guanti, utili imbrago e cordino per assicurarsi in alcuni punti un pò espostiall'uscita della galleria.
11-08-2005, Francesco Garbellotto
Percorso storico molto interessante: da fare in salita solo se ben allenati. La cengia Martini è un po' esposta e richiede un po' di esperienza e assenza di vertigini. Attenzione: salendo controllare SEMPRE le tabelle descrittive, dopo le gallerie inferiori infatti il bivio verso la cima non è indicato in maniera evidente, per cui ci si può ritrovare sulla cengia e fare un'ora di percorso in più tra salita e ridiscesa al bivio. Peraltro lo consiglio perchè è qui che si vedono i resti e le ricostruzioni più significative. Consiglio infine la discesa allo Scotoni - Capanna Alpina, previa disposizione delle macchine.
31-08-2004, Francesco
Non si tratta di una vera e propria ferrata, indispensabili un casco ed una torcia elettrica (disponibili presso la funivia). Consiglio di farla in discesa, come del resto fanno quasi tutti i visitatori; in questo modo si evitano molte soste dovute al traffico. Molto bella dal punto di vista storico.
01-08-2004, Fabrizio Tezzon
Stupenda e facile escursione. L'abbiamo percorsa in salita dal Passo Falzarego, forse la soluzione migliore (a parte la pendenza...) dato che le gallerie all'interno sono piuttosto scivolose). I panorami e l'ambiente naturale sono veramente fantastici. La cengia Martini poi, rende perfettamente l'idea delle condizioni di vita dei soldati della Grande Guerra (complimenti a chi ha lavorato per ripristinare il percorso soprattutto per le tabelle esplicative che sono molto ben fatte)
26-07-2004, Luca Ravaziol
Ferrata atipica, molto interessante per chiunque voglia capire cosa sia stata la Grande Guerra. Per apprezzare pienamente il percorso suggerisco quindi di farsi prima un'idea sulle epiche vicende di guerra nella zona. Personalmente penso che un ottimo itinerario sia: visita alla Cengia Martini, salita della galleria italiana, discesa per il sentiero dei Kaiserjager e visita alla postazione Vonbank, percorrendo così sia le postazioni italiane che quelle austriache sul Piccolo Lagazuoi. Il tempo di percorrenza è fortemente condizionato dal grado di interesse per le innumerevoli postazioni, gallerie e controgallerie che si incontrano.Per il percorso di cui sopra metterei in preventivo circa 6,5 ore comprensive di una visita rilassante alle principali postazioni.
29-06-2004, Giampaolo Reale
Itinerario molto suggestivo e divertente; l' unico problema è stato che un nostro amico, alto 1,90 circa, ha preso parecchie capocciate sul soffitto della galleria.
03-09-2003, Remigio Righetti
Muniti di torcia frontale e fatta in salita, non è assolutamente pericolosa e percorribile da chiunque. Sono da evitare i cani e i bambini nello zaino... come ho visto fare. Io la sconsiglio vivamente in discesa perchè scivolosa e con 300 o 400 gradini, anche di notevole altezza , è "spacca ginocchia". Merita sicuramente una visita
26-08-2003, l.prandino
fatta in salita. non è poi tragica, e francamente la preferisco alla discesa in qualche punto scivolosa. notevole l'ambiente dell agalleria, così cupo e opprimente, con ghli squarci delle finestre che si aprono nella parete di roccia. per niente difficile. assolutamente indispensabile una buona lampada frontale
18-06-2002, Martyn Bickerton
Late snowfall had made the approach from the cable-car station to the start of the via ferrata somewhat precarious, but nevertheless passable with extreme care. Once inside the tunnels, progress is very easy, although the steep steps are very demanding on the knees. A headtorch and helmet are absolutely essential.The route is punctuated by several excellent reconstructions and commentaries which give an insight into the horrendous conditions endured by the miners and engineers who constructed the tunnels and the soldiers who fought in them. At the exit of the main tunnel there is an option to visit the Martini Ledge which is worth the extra effort involved. However, during our visit, rockfall was a serious danger while crossing the gully on the route to the ledge. There were at least eight or nine considerable falls in the couple of hours we spent in the area and a helmet must be worn to avoid a potentially serious injury. The rockfall might well be a seasonal occurence brought about by snow-melt, but it would seem prudent to proceed with caution throughout the the year. An easy, but very interesting and thoroughly enjoyable half-day trip.
02-01-2002, Marco Gatti
Itinerario senza dubbio suggestivo e diverso dal solito. E' un'escursione divertente e faticosa se fatta in salita come me... Bisognerebbe evitare di percorrerla con superficialità come ho visto fare a tanti, in alcuni punti di elevata pendenza cadere in discesa vorrebbe dire farsi veramente molto male.Un'escursione comunque da fare.
09-09-2001, Gian Michele Gozzi
Sia chiaro: una ferrata per me è un'altra cosa, ma la galleria del Piccolo Lagazuoi consente di passare una mezza giornata in un modo un po' diverso dal solito (la vista dalla stazione di arrivo della funivia, poi, è splendida).Alcune osservazioni:- Attacco semplice (poco distante dall'arrivo della funivia).- Tutto in discesa (e quindi invita anche molti escursionisti poco preparati).- Tutto (o quasi) a gradini, quindi si può essere portati a pensare che l'attrezzatura non serva a nulla.In conseguenza di tutto ciò ho visto persone con ai piedi le Superga di tela, senza uno straccio di cordino, qualcuno anche senza torcia ma solo con un accendino, e bambini in condizioni di assoluta mancanza di sicurezza.Non sottovalutate questi aspetti.
31-08-2001, Filippo Morigi
questa per me é la seconda volta che percorro la galleria. Questa volta assieme alla mia fidanzata, e devo dire che dal 96 é molto migliorata. Un grazie a tutti coloro che con la loro opera hanno reso possibile tutto ciò. Comunque usare sempre torcia, casco o elmetto da ferrata e imbragatura, non si sa mai, causa il fondo a volte scivoloso per l' umidità e la forte pendenza. FANTASTICO
29-08-2001, Davide Pasqualato
Eseguita in discesa. Molto suggestiva se si percorre in un momento di traffico ridotto. L'unico "pericolo" e' la possibilita' di scivolare in alcuni tratti piu' lisci, a causa dell'umidita', ma in generale il percorso e' facile. Necessita' di lampada, possibilmente che lasci le mani libere. Tutto il tratto e' attrezzato con fune. Quest'anno (2001) in primavera correva voce che si volesse munire l'intera galleria di illuminazione elettrica... NATURALMENTE SPERIAMO SIA UNA BUFALA!!!
28-07-2001, Andrea Diani
Io sono esigente: dal punto di vista panoramico e ambientale i miei ideali sono il sentiero Dibona e le Bocchette.Tuttavia questo itinerario merita attenzione per il suo valore storico e perchè è molto particolare e suggestivo.Noi l'abbiamo percorso con l'attrezzatura da ferrata anche se poi non ne abbiamo fatto uso data la sua semplicità.INDISPENSABILE invece la lampada, meglio se frontale.
Scheda / itinerario
BELLEZZA

stella stella stella stella stella

PERIODO

End of May to October.

FREQUENTAZIONE

high

ORARIO

2.30 - 3 hours

DIFFICOLTÀ

Easy

VERSANTE

South

DISLIVELLO DISCESA

350m

DISLIVELLO FERRATA

350m

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