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L' itinerario
La durata effettiva del barcatrek, da Olbia ad Arbatax, è di una settimana, a cui bisogna aggiungere i tempi per traghettare dal e per il continente (es. andata Genova – Olbia, ritorno Arbatax - Genova).
Naturalmente è possibile organizzarsi un percorso differente nei luoghi e nella durata ma quello descritto è ormai collaudato e di sicuro piacere.




1° giorno
Olbia - isola di Lavezzi - Bonifacio
da Olbia in barca attraverso l’arcipelago della Maddalena si raggiunge l’isola di Lavezzi nella riserva marina integrale della Corsica e nel bel mezzo delle Bocche di Bonifacio, famose per le burrasche di vento di Ponente e di Maestrale.
Visitata l’isola (vi si trovano un faro, una stele ed un cimitero marinaro dedicati alla Semillante, una goletta militare francese naufragata qui il secolo scorso) ed eventualmente approfittato per fare un bagno, si fa rotta per il porto–canale naturale di Bonifacio, un esempio antico di armonia tra necessità umane e natura di rara bellezza. Vale una visita la città antica che in parte si affaccia sul porto ed in parte risale una collina fortificata perdendosi tra mille viuzze dalle mille sorprese. Notte sulla barca in porto.


dal 1° al 4° giorno
dal 5° all' 8° giorno



Veduta della Aguglia da P.ta Salinas


Cengia Giradili
2° giorno
Bonifacio – Caprera - Capo Figari - Tavolara
si ritorna a sud costeggiando sul lato esterno (Est) l’arcipelago dove, superato il Passo della Moneta, si da l’ancora in prossimità di Caprera. Si ritrova una terminologia montanara con i numerosi “passi” tra un’isola e l’altra o tra una “secca” e l’altra, un po’ come accade in montagna dove due luoghi sono messi in comunicazione dall’unico passaggio sicuro: un valico o passo.

A Caprera è d’obbligo la visita alla casa di Garibaldi. Si prosegue, attraverso il Passo delle Bisce, verso capo Figari e l’isola di Tavolara meta della nostra navigazione. Qui si passa la notte in rada ovvero non in un porto vero e proprio ma in una baia riparata dai venti.


3° giorno
Tavolara - La Caletta
sull’isola di Tavolara si può fare un’escursione dal sapore alpino. La Punta del Cannone, infatti, si eleva direttamente dal mare con impressionanti pareti calcaree alte fino a 565 m. e raggiungibili con un sentiero, tutt’altro che banale, che presenta anche un tratto attrezzato.
Troviamo poi le tombe dei re che dal 1836 hanno regnato sull’isola. Proprio così. L’allora re di Sardegna Carlo Alberto nominò Giuseppe Bertoleoni sovrano dell’isola in quanto unico abitante. Il titolo è giunto fino ad oggi attraverso vari re. Oggi regna Tonino I, titolare dei ristoranti che costituiscono due delle poche costruzioni presenti sull’isola.
A poche centinaia di metri da Tavolara, ma totalmente diversa, c’è Molara, isola di granito dalla forma tondeggiante e di quota massima di soli 157 metri. Ricca d’acqua, al contrario di Tavolara, è abitata da molte capre, dal loro pastore e null’altro.

Oltre ad un’incantevole passeggiata si possono gustare i formaggi di produzione locale direttamente nell’ovile. Troviamo nei cieli di queste località meravigliose varie specie di volatili, dall’aquila alla berta minore per passare ad altre meno rare come i falchi pellegrini e della regina, i cormorani e i gabbiani. In mare non è raro avvistare allegre famiglie di delfini (in particolare a Molara) e più raramente grosse ricciole, una specie di tonno. Risale invece al 1991 un presunto avvistamento di foca monaca, mentre sulla Punta Spalmatore di Mare (dove è vietato andare perché c’è una base militare) incrociano anche gli squali.
Si naviga in serata alla volta del porto di La Caletta dove si ormeggia tra le barche dei pescatori per trascorrere la notte.


4° giorno
La Caletta - Cala Gonone - Cala Fuili – Gonone
si transita oltre Capo Comino raggiungendo il porto di Cala Gonone primo approdo del, celebrato da escursionisti e arrampicatori, Golfo di Orosei. In questa zona troviamo l’isolamento che non troviamo neppure su certe isole, e la bellezza dei luoghi è tale da rapire le attenzioni anche del più appassionato di vette alpine. Qui si entra nel vivo delle escursioni a piedi. Dalla baia di Cala Fuili un bel sentiero porta, in un’ora circa, a Cala Luna: dove è consigliabile visitare l’immediato entroterra che prende il nome di Codula ovvero “grande valle percorsa dall’acqua”. In realtà l’acqua scorre sotto terra essendo l’attività carsica enorme in tutta la zona. Ciò fa si che si possa camminare su un comodo tappeto sabbioso disseminato di oleandri (in fiore a giugno) ed incassato tra pareti rocciose che nulla hanno da invidiare alle più inaccessibili pareti dolomitiche.
Se le condizioni del mare lo permettono si può passare la notte ormeggiati presso un piccolo pontile in legno vicino all’arenile altrimenti ci si ripara nel porto di Gonone.





Isola Tavolara


Isola di Lavezzi
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