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San Martino di Castrozza (1.496 m) - Col Verde (1.965 m).
Da San Martino di Castrozza (1.496 m) con la cabinovia, la cui stazione di partenza è posta nei pressi della parte alta del paese, si supera in breve il dislivello di circa 470 metri che porta al Col Verde (1.965 m.). Da qui si può proseguire per il sentiero segnavia n. 701 come descritto di seguito o prendere la funivia per la Cima Rosetta da dove si raggiunge il Rifugio Rosetta (chiuso per lavori di ristrutturazione estate '99).

Col Verde (1.965 m) - Rifugio Rosetta (2.581 m) - ore 1,30-2 circa
Dal Col Verde, per sentiero segnavia n. 701, si attraversa lungamente in quota l’avvallamento di Sottocorona, per portarsi sopra al paretone nero ed avanzato del Mulaz della Rosetta. Si superano alcuni tratti scoscesi del sentiero protetti da scorrimano metallici ed un’erta scarpata di rocce e ghiaie viene superata per mezzo di serpentine. I cavi della funivia che sale dal Col Verde sovrastano il sentiero fino a quando si arriva al Passo della Rosetta (2.572 m) - corrispondente al largo ciglio del tavolato dell'altopiano delle Pale - da cui, in breve, si giunge al Rifugio Rosetta (chiuso per lavori di ristrutturazione estate '99);

Rifugio Pedrotti al Rosetta (2.581 m) - Rifugio Treviso (2.278 m) transitando per il Passo Canali - ore 4 circa
Dal Rifugio Pedrotti al Rosetta ci si porta con il sentiero n. 709 al Passo Pradidali Basso (2.658 m) e, aggirato un dosso, ci si sposta al vicino Passo della Fradusta (2.610 m). Qui si prende il sentiero n. 708 che attraversa senza alcun pericolo il Ghiacciaio della Fradusta (2.800 m) e monta sulla contrapposta Forcella Alta del Ghiacciaio (2.727 m) e si insiste per i monotoni costoloni dell’Altopiano assecondando il digradare di cenge e terrazzamenti che portano al suo estremo bordo orientale.
In prossimità del bordo stesso, poco dopo aver tagliato l’ingresso delle penetranti Buse Alte, si confluisce nel sentiero n. 707 proveniente dalla vicina Forcella del Miél e si arriva al Passo Canali (2.469 m, ore 3 circa dal Rifugio Rosetta), ci si affaccia al grandioso circo dell’alta Val Canali e, sulla nuova segnaletica, se ne affronta la discesa. Con una lenta diagonale, che interseca i diversi stacchi per gli elevati sbocchi laterali, si arriva al Rifugio Treviso (1.631 m, 1,30 ore circa dal Passo Canali, ore 4 circa dal Rifugio Rosetta).

Rifugio Treviso (2.278 m) - Cant del Gal (1.180 m) - 1 ore circa
Dal Rifugio si prende il sentiero segnavia n. 707 che, all’inizio scende con comode serpentine nel bosco, si supera il Torrente Canali e continuando il cammino su viottolo forestale si passa davanti all’Agritur Malga Canali (1.302 m). La discesa continua per i Prati Canali fino all’arrivo al Cant del Gal dove si ritrova il pullman e dove ha termine l’escursione (1.180 m, 1 ora circa dal rifugio Treviso).
Il sentiero n. 701 fa parte del vecchio tracciato realizzato dalla SAT nel 1913: la traversata che collegava San Martino a Garés, per il valico della Rosetta, era già a quel tempo la più importante del gruppo. Il primo scavalcamento di cui si ha notizia, a quest’altezza dell’Altopiano, avvenne l’1 giugno 1865 da parte di F.F. Tuckett, D.W. Freshfield, G.H. Fox, J.H. Backhouse, F. Devouassoud e P. Michel.

Il rifugio
Rifugio Rosetta sorge vicino all’estremità occidentale dell’Altopiano, nel punto di suo massimo restringimento tra il bordo del Passo della Rosetta e quello del Passo di Roda. Il primitivo edificio fu costruito dalla SAT nel 1889 sul limite occidentale dell’Altopiano delle Pale, vicinissimo ai Passi della Rosetta e di Val di Roda dove arrivavano i due più frequentati sentieri d’accesso. Distrutto durante la Grande Guerra, il rifugio venne ricostruito nel 1921 ed ampliato nel 1931. La seconda guerra mondiale segnò la scomparsa anche della seconda costruzione in quanto le truppe tedesche lo incendiarono per rappresaglia nel 1944.
L’attuale rifugio è stato costruito nel 1952, sempre dalla SAT, che lo dedicò a Giovanni Pedrotti, suo presidente dal 1925 al 1928. La posizione centrale ed il collegamento funiviario con San Martino di Castrozza ne fanno un punto di appoggio molto frequentato.
Oltre alle cime che lo attorniano, il panorama va al di là della Valle del Cismón sulla Catena dei Lagorài, mentre ad est emergono le Dolomiti Orientali nelle quali si intravedono le Tofàne, il Cristallo, le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini di Misurina, il Sorapìss, la Civetta e l’Antelao. All’estrema sinistra, infine, si distingue la bianca sommità del Grossglockner.



Il Rifugio Treviso sorge sulla sinistra orografica dell’alta Val Canali, prossimo allo sbocco del laterale Vallon delle Mughe. Seminascosto tra gli alberi, pare schiacciato dall’incombente spalto della Pala del Rifugio.
L’edificio venne costruito nel 1897 dalla Sezione di Dresda del DÖAV, che per ospitarlo fu costretta a spianare un terrazzino lungo la ripidissima china boscosa. In passato si chiamava Rifugio Canali e qualche indicazione al riguardo si può ancora riscontrare presso taluni crocevia del gruppo.
Attualmente è di proprietà del C.A.I di Treviso.
Oltre ad un soggiorno, con tavoli e camino, sono disponibili alcune camerette per 35 posti letto. L’adiacente dipendenza offre altre 16 cuccette. Sotto il medesimo prefabbricato c’è il locale invernale, un po' precario, con un solo tavolato per due persone.
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