TREKKING HOME
ITALIA - EUROPA

Itinerari

EXTRAEUROPEO

Trekking nel mondo

FERRATE

Dolomiti

CIASPE

Itinerari
 

Spedizioni

Libri, Guide, Video

Interviste

Panorami a 360°

Forum

Posta

Weblink

Search
- Introduzione

- Scheda
- Itinerario
Il sentiero n. 701 fa parte del vecchio tracciato realizzato dalla SAT nel 1913: la traversata che collegava San Martino a Garés, per il valico della Rosetta, era già a quel tempo la più importante del gruppo. Il primo scavalcamento di cui si ha notizia, a quest’altezza dell’Altopiano, avvenne l’1 giugno 1865 da parte di F.F. Tuckett, D.W. Freshfield, G.H. Fox, J.H. Backhouse, F. Devouassoud e P. Michel.

Il rifugio
Rifugio Rosetta sorge vicino all’estremità occidentale dell’Altopiano, nel punto di suo massimo restringimento tra il bordo del Passo della Rosetta e quello del Passo di Roda. Il primitivo edificio fu costruito dalla SAT nel 1889 sul limite occidentale dell’Altopiano delle Pale, vicinissimo ai Passi della Rosetta e di Val di Roda dove arrivavano i due più frequentati sentieri d’accesso. Distrutto durante la Grande Guerra, il rifugio venne ricostruito nel 1921 ed ampliato nel 1931. La seconda guerra mondiale segnò la scomparsa anche della seconda costruzione in quanto le truppe tedesche lo incendiarono per rappresaglia nel 1944.
L’attuale rifugio è stato costruito nel 1952, sempre dalla SAT, che lo dedicò a Giovanni Pedrotti, suo presidente dal 1925 al 1928. La posizione centrale ed il collegamento funiviario con San Martino di Castrozza ne fanno un punto di appoggio molto frequentato.
Oltre alle cime che lo attorniano, il panorama va al di là della Valle del Cismón sulla Catena dei Lagorài, mentre ad est emergono le Dolomiti Orientali nelle quali si intravedono le Tofàne, il Cristallo, le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini di Misurina, il Sorapìss, la Civetta e l’Antelao. All’estrema sinistra, infine, si distingue la bianca sommità del Grossglockner.



Il sentiero che si percorre tra il Rifugio Rosetta e il Rifugio Pradidali fa parte dell’Alta Via n. 2 delle Dolomiti ed è lo spezzone più spettacolare del frequentato giro escursionistico attorno al massiccio della Pala di San Martino.
L’Alta Via n. 2 delle Dolomiti o Alta Via delle Leggende è un lungo percorso, che misura in linea d’aria circa 80 km. e si svolge dall’Isarco al Piave collegando Bressanone, nel cuore dell’antica Rezia, alla confluenza della cultura germanica e di quella ladina, con Feltre, centro di civiltà veneta alle soglie delle Alpi.
L’Alta Via viene detta "delle leggende" in quanto percorre i luoghi resi famosi da antiche favole: dalle rupi fantastiche delle Odle (antico regno dei personaggi delle saghe ladine) alle remote ed antiche conche glaciali delle Vette Feltrine (che la fantasia popolare aveva popolato di diavoli, streghe ed orchi).
L’itinerario offre, nel suo complesso, una stupefacente varietà di flora e di fauna oltre ad aspetti geologici vari e complessi.
Con il viaggio vengono inoltre attraversate tre zone linguistiche dalle caratteristiche peculiari: la tirolese, la ladina e la veneta.
L’intero percorso si svolge in tre provincie (Bolzano, Trento e Belluno) attraverso otto gruppi dolomitici (con relativi sottogruppi) e trenta tra passi e forcelle. L’itinerario si mantiene, in media, a quota tra 2.000 e 3.000 metri rasentando una serie di grandi cime oltre i 3.000 ed alcuni piccoli laghi e toccando una ventina di rifugi gestiti, qualche bivacco fisso e vari alberghi di montagna.



Il Rifugio Pradidali sorge nell’alta Val Pradidali (Pradidali = prati gialli), su un terrapieno sotto la verticale del Passo di Ball, dove venne eretto nel 1896 dalla Sezione di Dresda del DÖAV, vicino al laghetto omonimo.
L’edificio venne ingrandito nel 1912; successivamente passò alla sezione di Treviso del CAI che, nel 1959, lo ristrutturò completamente portandone la capienza da 15 a 74 posti letto. La posizione centrale fra il Sass Maor, la Cima di Ball e la stupenda cattedrale di Cima Canali ne fa un punto strategico per escursioni ed arrampicate. Alcuni percorsi attrezzati permettono di portarsi agevolmente sul versante occidentale della Catena di San Martino, in passato accessibile unicamente dalla Valle del Cismón.

La località Pedemonte è anche chiamata Portèla in quanto il sentiero, all’inizio delle rocce, una volta veniva chiuso con un portello di legno per impedire al bestiame di salire oltre.
San Martino di Castrozza (1.496 m) - Col Verde (1.965 m).
Da San Martino di Castrozza (1.496 m) con la cabinovia, la cui stazione di partenza è posta nei pressi della parte alta del paese, si supera in breve il dislivello di circa 470 metri che porta al Col Verde (1.965 m.). Da qui si può proseguire per il sentiero segnavia n. 701 come descritto di seguito o prendere la funivia per la Cima Rosetta da dove si raggiunge il Rifugio Rosetta (chiuso per lavori di ristrutturazione estate '99).

Col Verde (1.965 m) - Rifugio Rosetta (2.581 m) - ore 1,30-2 circa
Dal Col Verde, per sentiero segnavia n. 701, si attraversa lungamente in quota l’avvallamento di Sottocorona, per portarsi sopra al paretone nero ed avanzato del Mulaz della Rosetta. Si superano alcuni tratti scoscesi del sentiero protetti da scorrimano metallici ed un’erta scarpata di rocce e ghiaie viene superata per mezzo di serpentine. I cavi della funivia che sale dal Col Verde sovrastano il sentiero fino a quando si arriva al Passo della Rosetta (2.572 m) - corrispondente al largo ciglio del tavolato dell'altopiano delle Pale - da cui, in breve, si giunge al Rifugio Rosetta (chiuso per lavori di ristrutturazione estate '99);




Rifugio Rosetta (2.581 m) - Rifugio Pradidali (2.278 m) transitando per il Passo di Ball - ore 3 circa
Dal Rifugio Rosetta si prende il sentiero segnavia n. 702, lungo il quale ci si porta al vicino Passo di Roda (2.583 m) e si scende nella Val di Roda assecondando le numerose svolte che quasi annullano la pendenza di una scarpata rocciosa.
Le quinte che avvolgono l’impluvio costituiscono uno scenario composito tra i più arditi delle Pale di San Martino.
Giunti a quota più bassa ci si sposta a sinistra, lungo i terrazzi erbosi del Col delle Fede (2.278 m) poco oltre il quale si trova il bivio delle segnaletiche. Si abbandona quindi il sentiero n. 702 che scende a San Martino di Castrozza e si mantiene la quota sul segnavia n. 715 che si addentra in piano nel ramo laterale del Vallon di Balla. Il sentiero passa un roccione dalla forma singolare e si arresta presso un brusco salto. Una stretta cengetta, munita di passamano metallico, conduce ad una china di rocce gradinate; qualche altro infisso consente di rimontarla agevolmente e, per le ultime ghiaie, si perviene al Passo di Ball (2.443 m). Superatolo, con breve discesa si giunge al Rifugio Pradidali (2.278 m.);



Rifugio Pradidali (2.278 m) - Cant del Gal (1.180 m) - 2 ore circa
dal Rifugio Pradidali inizia la discesa che porta ad una curva in corrispondenza della quale si trovano le segnalazioni per la Forcella di Sédole; si continua la discesa superando una serie di curve che formano la lettera 'M' prossime ai contrafforti di Cima Canali dove incombe la parete orientale del Sass Maor. Si continua a scendere lungo il sentiero che affronta lo zoccolo roccioso della valle superandolo senza alcuna difficoltà grazie a qualche zig-zag scavato artificialmente fino alla località Pedemonte (1.650 m circa) dove si trova anche il capolinea della mulattiera che conduce, a mezza costa, ai Prati Piereni ed al Sentiero del Cacciatore per il Rifugio Velo della Madonna. Si prosegue per il sentiero segnavia n. 709 per giungere, superate le Baite Don Bosco e La Ritonda, nei pressi del ristorante Cant del Gal, alla confluenza nella Val Canali della Val Pradidali.
 
| Home | | Rock | Expeditions | Ice | Snow | TrekkingNews | Special | Forum | Mountaininfo | Expo | Lab
| Info | Newsletter
| English version |
Per suggerimenti, aggiornamenti e notizie: Planetmountain.composta
Copyright© Mountain Network s.r.l.
[include:'/incl/analytics.lasso',Encodenone]