6/06/2000
Allora Nives, sei in partenza per un altro ottomila
Si, ormai mancano pochissimi giorni. Il 7 giugno partiremo alla volta del versante nord del Gasherbrum II.
Facciamo un passo indietro, le Alpi Giulie, le montagne da dove hai cominciato, come le presenteresti a chi non le conosce e quali sono i tuoi ricordi (salite e non) più belli?

Sono montagne che per diversi motivi: storici, geografici, sono rimaste a lungo poco conosciute e frequentate. Ambienti affascinanti e ancora relativamente integri, che possono offrire un alpinismo quasi esplorativo, e non di semplice "consumo".
Difficile fare un elenco dei ricordi più belli; mi piace molto arrampicare sul Piccolo Mangart di Coritenza, mi piace andare in montagna dinverno
proprio non saprei fare un elenco.
Poi i tuoi orizzonti si sono ampliati, Dolomiti, Sud America
com'è stato l'impatto con le 'altre' montagne e con le tue prime esperienze extraeuropee?
Un impatto naturale. Forse perché, abituati ad esplorare qui nelle Giulie, confrontarsi con ambienti nuovi e dimensioni diverse non ha cambiato il nostro modo di andare in montagna.
Per te, cosa c'è di bello e da salvare nell'alpinismo, quali gioie ti da?
Innanzitutto la mia idea di alpinismo è piuttosto ampia: spazia dagli ottomila alle Alpi, dalle arrampicate estive e invernali alle escursioni, fino ad una semplice corsa nei boschi. Mi piace pensare che possa anche essere un modo di esprimersi: libero e aperto alla fantasia.
C'è qualcosa invece che non sopporti? c'è mai stato un momento in cui volevi mollare tutto?
No, non ci ho mai pensato. Quando deciderò di non fare più spedizioni, continuerò ad arrampicare qui, quando smetterò di arrampicare, farò passeggiate. Se decidessi di mollare tutto vorrebbe dire che sono cambiata io.
Quanto conta il gruppo, il compagno di cordata?
Nelle nostre spedizioni non ci sono alpinisti di punta o alpinisti gregari. Siamo un gruppo di alpinisti che, insieme, opera per la realizzazione della salita. Ma siamo prima di tutto un gruppo di amici.
Io in più, ho la fortuna di poter condividere questa passione con Romano, mio marito, e così lalpinismo diventa un aspetto della nostra vita insieme.
Ritornando al tuo percorso alpinistico, com'è cominciata la tua 'storia' con gli 8000?
E iniziata per caso e nel modo migliore che mi si potesse presentare: nel 1994 con una spedizione al versante nord del K2. Anche qui, un versante poco conosciuto e frequentato, dove siamo riusciti a salire fino a 8450 metri seguendo una via parzialmente nuova.
La tua prima volta in vetta ad un 8000 è stata al Nanga Parbat
quali sono le sensazioni che provi per questa montagna?
Non diverse da quelle che provo per il K2, o per lEverest, o per le altre montagne. Certo la cima è importante, ma non è lunica cosa che ricordo di una spedizione.
Tu non usi ossigeno e portatori d'alta quota, perché? Quanto conta per te lo stile con cui affronti una montagna e qual è, se c'è, il tuo modo di affrontare la montagna?

Innanzitutto cerchiamo di rispettare gli ambienti, i paesi e le genti di cui siamo ospiti. Per il resto non usiamo ossigeno, né portatori dalta quota, lasciamo i campi sempre puliti ( per quanto la presenza umana possa non sporcare); ma non per questo siamo degli "integralisti": quando ci muoviamo solo in due, Romano ed io, possiamo anche partire dal campo base con il materiale nello zaino e salire la parete in stile alpino, ma quando siamo insieme ad altri lintegrità del gruppo è la cosa più importante e se questo vuol dire mettere giù qualche spezzone di corda fissa, va bene (peraltro il minimo indispensabile, un giusto compromesso fra la necessità di sicurezza e quella di non esaurire tutte le energie prima del tentativo per la cima).
Credi che l'alpinismo debba avere delle regole?
Ciascuno vive lalpinismo, come ogni attività umana, dallinterno del proprio orizzonte psicologico, emotivo, culturale ed è evidente quindi che ciascuno va in montagna con un diverso atteggiamento e una diversa finalità.
Un labirinto di regole sempre più ferree (e alla fine sempre meno rispettate) non farebbe altro che far perdere di vista quella che è lessenza stessa dellalpinismo: la fantasia.
Quando una salita rappresenta un'exploit alpinistico, puoi farmi qualche esempio
La prima salita del Broad Peak di Buhl e Diemberger, la traversata dellAnnapurna di E. Loretan, il concatenamento del GI e del GII di Messner e Hans kammerlander, la solitaria di Messner allEverest
Grandi imprese nate da grandi idee, o meglio da grandi sogni, che hanno aperto nuove strade e dato nuove possibilità allo sviluppo dellalpinismo.
Come è nata l'idea di salire in successione velocissima lo Shisha Pangma e il Cho Oyu?
Per caso. Come ogni volta, un giorno ci è balenata lidea e da lì abbiamo provato a realizzarla.
E' stato un 'periodo magico' o cosa
No, perché?! E stato un periodo normale, come tutti gli altri.
Una o due cose assolutamente da non fare quando si affronta un 8000?
Non sottovalutarlo.
Ti alleni in maniera particolare per affrontarli?
No, lacclimatamento lo puoi fare solo là, quindi qui il mio allenamento consiste semplicemente nel continuare ad andare in montagna.
Non volevo fartela, ma tanto perché tu non perda l'abitudine a questa domanda: com'è la 'vita' di una donna alpinista?
Uguale a quella di un uomo alpinista, se luomo alpinista non ha bisogno di (ri)marcare il territorio per segnalare il suo predominio. La mia esperienza è positiva, condivido questa passione con Romano e con un gruppo di amici con i quali, senza perdere tempo ed energie in sfide e beghe di campo base è possibile concentrarsi esclusivamente sulla salita.
Siamo ovviamente diversi: fisicamente, psicologicamente, ma la meta e la passione sono le stesse.
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Le Giulie
Ambienti affascinanti e ancora relativamente integri, che possono offrire un alpinismo quasi esplorativo, e non di semplice "consumo".
Alpinismo
Innanzitutto la mia idea di alpinismo è piuttosto ampia: spazia dagli ottomila alle Alpi, dalle arrampicate estive e invernali alle escursioni, fino ad una semplice corsa nei boschi. Mi piace pensare che possa anche essere un modo di esprimersi: libero e aperto alla fantasia.
Il gruppo
Nelle nostre spedizioni non ci sono alpinisti di punta o alpinisti gregari. Siamo un gruppo di alpinisti che, insieme, opera per la realizzazione della salita. Ma siamo prima di tutto un gruppo di amici.
Io in più, ho la fortuna di poter condividere questa passione con Romano, mio marito, e così lalpinismo diventa un aspetto della nostra vita insieme.
Le regole
Ciascuno vive lalpinismo, come ogni attività umana, dallinterno del proprio orizzonte psicologico, emotivo, culturale ed è evidente quindi che ciascuno va in montagna con un diverso atteggiamento e una diversa finalità.
Un labirinto di regole sempre più ferree (e alla fine sempre meno rispettate) non farebbe altro che far perdere di vista quella che è lessenza stessa dellalpinismo: la fantasia.
Le foto
dall'alto in basso:
- invernale al Veunza - foto R. Benet
- su Scotonata galactika alla Scotoni - foto R. Benet
- Traunik, via Aschembrenner' - foto L. Wuerich
- Nives sulla cima del Shisha Pangma - foto R. Benet
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