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François Legrand, in arrampicata
      
Viaggio 1
Viaggio 2


La settimana successiva
è stata abbastanza difficile in generale e deludente in quanto a realizzazioni, ma, per una volta, sono riuscito a restare sorprendentemente “zen” davanti ad una simile disfatta. Come previsto, nel mezzo del viaggio sono tornato così a Salt Lake City per tenervi degli stage d’allenamento e partecipare alla gara di boulder della nuova sala di arrampicata The Front. Mi sono ben destreggiato sui passaggi di qualificazione dai movimenti super spettacolari, ma ho pagato il prezzo dell’attuale entusiasmo che gode oltre oceano il bouldering, e dunque del forte aumento del numero di atleti di buon livello in questa disciplina (per non parlare dei massimi livelli... ).

Ho mancato la finale per un tentativo di troppo nel primo blocco: una partenza in salto a due mani su di un volume, stile “dunk” alla Michael Jordan! Tanto peggio, ne ho approfittato per assistere ad uno spettacolo super con i miei amici di Salt Lake City e lo sfrenato Jerry Moffat di passaggio nell’Utah.

E’ stato uno show all’americana: un’organizzazione ben rodata, un folto pubblico ben riscaldato dal commentatore o dal DJ e dai suoi mix musicali. Passaggi iper-duri ed alti con dei lanci finali obbligatori e conseguenti cadute allucinanti. Dal lato dei climbers, alcuni nuovi mutanti oltre alle solite macchine da boulder, degli showman, dei super-eccitati o dei “cool” (freddi, ndt), non per questo meno efficaci… E poi c’è Sharma, Mister Chris Sharma che, fedele a se stesso, senza esagerare, si permette di surclassare tutti mentre dice di non essere in forma… Quanto basta per snervare quelli che si sono allenati come pazzi tutto l’anno per questa gara!

Ho scelto di tornare a Las Vegas “by plane”, molto più sicuro, per fare visita alle falesie invernali dove solitamente non ho la possibilità di arrampicare a causa del caldo torrido. La prima è stata The X Cave, una piccola grotta sperduta nel deserto a Nord di Las Vegas. Qui ho apprezzato moltissimo l’isolamento, la natura incontaminata ed arida, la calma, specie dopo l’eccitazione della gara e della civiltà “smisurata”.

Ero solo con Jason Campbell, e quel giorno non c’era un soffio di vento; quando tacevamo, regnava il silenzio assoluto come non avevo ancora mai udito: né un lontano rumore di auto, né il minimo ronzio d’insetto o canto d’uccello... roba da pelle d’oca!

Ho ripulito “a vista” tutto questo piccolo settore composto da una dozzina di vie di grado 7 ed 8 la cui altezza non passa mai i dodici metri per uno sviluppo che raggiunge i 25 metri: un vero soffitto! Ne ho approfittato per mettermi in tasca la prima ripetizione, per di più on sight, della via più dura, un 8b non battezzato.

Ci tenevo veramente a tornare a Mount Potosi, dove avevo scalato un po’ nel 1999 con Yuji Hirayama e Cristian Brenna, e dove mi erano rimaste molte vie dure da provare. Si tratta di un’impressionante grotta di calcare giallo arancio con una cinquantina di vie dai 15 ai 40 metri di sviluppo, una più strapiombante dell’altra! Non sapendo bene da quale cominciare, ho deciso di salire Atlantis, un 8c provato tre anni prima, approfittando per decifrare la parte allungata, i 4 spit sopra la catena (un progetto).

Ho dovuto abbassare subito la cresta, fermandomi su di un lancio super aleatorio con destinazione cieca, o meglio, nascosta sopra il bordo di un tetto: avevo già dovuto impegnarmi oltremodo per venire a capo dell’8c che mi è riuscito solo al quarto tentativo! Attenzione ai cultori: bisogna essere molto coordinati e forti psicologicamente, perché il lancio è già molto “strange” ed aleatorio di suo, poi con la fatica dell’8c nelle braccia (non c’è riposo in catena!) e la pressione di un tentativo “dal basso”, è ancora tutta un’altra storia!
Anche se stanco, ho finito la giornata in bellezza mettendomi in tasca un altro 8b a vista: T2, una linea oltremodo strapiombante proprio nel centro della grotta!
A presto...

François Legrand


Sponsor:
La sportiva, beal, pusher, cebe

         François Legrand, in arrampicata

François Legrand su Necssary evil 5.14c, 8c+, Virgin River Gorge (USA)


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Ero solo con Jason Campbell, e quel giorno non c’era un soffio di vento; quando tacevamo, regnava il silenzio assoluto come non avevo ancora mai udito: né un lontano rumore di auto, né il minimo ronzio d’insetto o canto d’uccello... roba da pelle d’oca!"


François Legrand, in arrampicata

François Legrand
in arrampicata su Necssary evil 5.14c, 8c+, Virgin River Gorge (USA)


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