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Introduzione
Viaggio 1
Viaggio 2

4a tappa

Logan Canyon. Salt Lake City (Utah). E' la volta del Logan Canyon che, con le sue vie non molto lunghe ma super-strapiombanti su grosse prese, ci propone un brusco cambio di stile rispetto a quello fin qui incontrato. Un po' di vie a vista per abituarci: qualche 7c / 7c+ ed anche un 8a+ (‘Slugg Fest’) per Yuji. Poi, gli ultimi due giorni, ci concentriamo su Super Tweak 5.14 b / 8c, la via di riferimento per questo livello negli U.S.A. Un buon banco di prova sia per la forza (la partenza e l'uscita sono quotate 7c di blocco), sia per la resistenza che serve nella parte mediana, e dulcis in fundo anche per la continuità necessaria per concatenare il tutto! Dopo una buona 'seduta di lavoro', il passo chiave ci sembra accessibile. Il mio primo tentativo conferma quest'impressione. Cado, infatti, solo all’ultimissimo movimento per dei piccoli errori che penso di poter in seguito evitare. Ma un enorme 'Steak' al dito medio in un violento movimento su monodito ferma i miei tentativi. Fortunatamente, però, Yuji ribalta un po' la situazione chiudendo la via al suo ultimo giro, appena prima che calasse il buio.


5a tappa

Rifle, Boulder, The Fortress. Colorado ovvero Rifle, Boulder e sopratutto The Fortress, la nuova “falesia estrema” con la famosa ‘Kryptonite’, gradata 5.14 d / 9a, forse la via più dura degli U.S.A., non ancora ripetuta dalla salita di Tommy Caldwell nel 1999.

La nostra prima visita a The Fortress è strana, e abbiamo proprio l’impressione di giocare ai pionieri. Innanzitutto facciamo un giro interminabile per trovare il sentiero, che è già di suo abbastanza lungo e faticoso: un’ora di avvicinamento, con l’ultimo tratto super-ripido e scivoloso! Poi dobbiamo scoprire le rare linee attrezzate (7 in tutto, di cui 2 progetti!) nell’impressionante barra di calcare fratturato: quasi un chilometro di lunghezza, fino a cento metri di altezza e... molto strapiombante! Per ora c'è solo una via sotto l’8a. Il potenziale però è enorme, soprattutto nell’alta difficoltà ma anche nei gradi medi. Ci sono delle linee futuribili di 70 m con più di 20 m di strapiombo! Il nostro ruolo di esploratori prosegue anche su ‘Kryptonite’. La troviamo molto sporca ed a tratti anche molto umida. Provandone i movimenti ci rimangono in mano molti appigli instabili, al punto che ci domandiamo se sia veramente la via giusta! La sera stessa verifichiamo minuziosamente tutte le foto di Tommy su Kryptonite: fiùu, non c’eravamo sbagliati!

Alterniamo The Fortress con Rifle la falesia più famosa del Colorado, ed ora un po’ meno di moda. A Rifle tutti possono trovare pane per i loro denti: ombra o sole, couennes o vie a volte interminabili (50 m). Dalle placche ai tetti passando per gli strapiombi più o meno pronunciati… Ma lo stile rimane sempre molto tecnico perché la roccia (un calcare quasi sempre di buona qualità) offre infinite possibilità (reglette, buchi, rovesci, quadrelli, mini-diedri o creste...) e richiede spesso delle posizioni complesse o permette di escogitare delle astuzie da cui dipende veramente il grado di una via. Agganci di tallone o punta, 'knee-bars' (incastri di ginocchia che richiedono spesso una speciale protezione, la 'knee-pad' o ginocchiera), riposi totali ('no-hands rest', cioè senza mani)... Tutto ciò rende arrampicare 'a vista' molto difficile ed il 'lavorato' particolarmente interessante.

Il primo giorno nel 'paradiso' di Rifle, mi si rompe un appoggio nella via di riscaldamento. Intanto Yuji, che assolutamente non se l’aspetta, mi lascia un buon lasco sulla corda. Conseguente bel volo (di quelli lunghi) e botta di tallone su una piccola cengia! Così non ho potuto calzare bene le scarpette d’arrampicata per più di una settimana, anzi ho dovuto tagliarle (facendo dei buchi nella gomma!) per riuscire ad infilare il tallone. Questo non mi ha certo aiutato. Nel frattempo Yuji inizia a fare dei tentativi seri su Kryptonite, e a Rifle riesce ‘a vista’ su ‘Sometimes Always’ e ‘Cryptic Egyptian’, due 5.13 c / 8a+.

Piccolo intermezzo a Boulder invitati dall’amico Christian Griffith che ci ha accompagnati nella scoperta del suo giardino segreto: lo splendido Eldorado Canyon con la sua incredibile roccia rossa e le striscie di licheni gialle e verdi! Ne approfittiamo per andare a trovare anche Robyn (Erbesfield, ndr) e Didier (Raboutou) ed i loro figli Shawn e, l’ultima nata (ha solo un mese!), la piccola Brooke.

Il ritorno a The Fortress è produttivo e, con altri tre giorni di tentativi, Yuji chiude Kryptonite! Mentre io, ancora una volta, la manco di un pelo. Sono comunque sollevato: ‘essere riusciti’ a fare la seconda salita di questa via non ancora ripetuta è un bel risultato, anche se Yuji (e anch'io ho la stessa impressione) sembra dubbioso sul grado proposto!
Il giorno dopo scrivo un nuovo capitolo (l’ultimo) del mio personale “scenario catastrofico”… Non metto a frutto l’ultimo tentativo su Kryptonite, cadendo ancora un pelo più in alto, ed infine, per recuperare i nostri rinvii su ‘The Crew’ 5.14 b / 8c, concludo la ‘serie nera’ infortunandomi gravemente alla spalla (lesione ad un tendine). E’ troppo, non mi resta che gettare la spugna.

Il resto della nostra storia americana la sapete già. Ora, rientrati a casa, abbiamo fretta di guarire per le gare ormai alle porte e per… ripartire l’anno prossimo…



        

Yuji su Close shave 5.12c, Smith Rock



The Fortress è strana, e abbiamo proprio l’impressione di giocare ai pionieri. Innanzitutto facciamo un giro interminabile per trovare il sentiero, che è già di suo abbastanza lungo e faticoso: un’ora di avvicinamento, con l’ultimo tratto super-ripido e scivoloso! Poi dobbiamo scoprire le rare linee attrezzate (7 in tutto, di cui 2 progetti!) nell’impressionante barra di calcare fratturato: quasi un chilometro di lunghezza, fino a cento metri di altezza e... molto strapiombante!





Yuji su Kryptonite 5.14 d / 9a, The Fortress





Sponsor: The North Face, La Sportiva, Beal, Troll, Cebe, Sint Rock

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