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Introduzione
Viaggio 1
Viaggio 2

1a tappa

Virgin River Gorge. Già l’11 aprile, il giorno dopo il nostro arrivo, si comincia a fare sul serio. Siamo in pieno ‘jet lag’, ma partiamo di gran carriera per Virgin River Gorge, obbiettivo: Necessary Evil 5.14 c / 8c+. E immediatamente, grazie ai 40° di temperatura, ci disintegriamo la pelle delle prime falangi! E' bastato un solo giro. Uno solo. Però durato più di un’ora! 'Blasphemy Wall', infatti, la prima sezione (di 40 metri) della via, è sì solo leggermente strapiombante ma in compenso ha prese tanto microscopiche e movimenti così complessi da estenuarti. Così il giorno dopo, ancora abbruttiti, la lasciamo perdere e ci buttiamo sulle vicine ‘Fall of Man’ 5.13 b/8a e ‘Don’t Call Me Dude’ 5.13 c/8a+, risolvendole ‘a vista’.

Passa il tempo e fa sempre più caldo, pur svegliandoci all’alba riusciamo a fare solo un tentativo al giorno su Necessary Evil. Allora, giocoforza, abbandoniamo la partenza diretta per ripiegare sulla versione più 'facile': ‘Route of All Evil’, un 5.14 a / 8b+ dichiarato, ma sicuramente 'non regalato' viste le poche ripetizioni che conta. Sono stato contento, quindi, di venirne a capo abbastanza in fretta! Ed è proprio su questa via (la provava anche lei) che abbiamo incontrato Liv Sansoz.


2a tappa

Yosemite. Il secondo appuntamento è con Yosemite e ‘Magic Line’ 5.14b/ 8c, la fessura più dura del mondo. Un programma che è rimasto solo nelle intenzioni: appena arrivati nel Parco siamo scappati per non rimanere intrappolati dalla neve... E' strano in primavera, ma ci ha investito un'autentica tempesta di neve.

Così la vicina
Sonora ci ha accolti con le sue vie molto lunghe (fino a 40 metri) e strapiombanti. Un 7c+, un 8a e due 8a+ il nostro ‘bottino’ a vista. E' qui che, per caso, abbiamo anche incontrato Chris Sharma, di ritorno da sette mesi di viaggi in Asia. Ma con il bel tempo rieccoci ancora a Yosemite Valley, per una buona sessione di blocchi a Camp 4. L'ambiente, 'invernale', è stupendo: pieno sole e neve tutt’attorno!


3a tappa

Smith Rocks. Direzione Bend (Oregon), per 10 giorni in compagnia di Jim Karn e Brittany Griffith.
Scopro Smith Rocks per la prima volta e posso sottoscrivere l’eccezionale qualità della roccia di questa mitica falesia: vastità, vie superlative e varie, panorama splendido… E soprattutto l’incredibile Monkey Face: un monolite di gres rosa, rosso ed a volte anche violetto, alto circa 70 metri, con la cima - più larga della base - che assomiglia perfettamente alla testa di una scimmia!

Ed è proprio sulla parete sud della Monkey Face che passiamo gran parte del nostro tempo. Naturalmente a provare ‘Just Do It’ 5.14c / 8c+. E questa lunga via (40 m), poco strapiombante (esce solo 5 metri dalla base) ma molto tecnica, ci ha ‘portato via’ molto tempo e fatica. Dopo il caldo soffocante di Las Vegas e la neve di Yosemite, qui fa spesso bel tempo ma... costantemente freddo e ventoso. A far sicura si congela, e anche arrampicando sulla prima parte della via (un 8a+ di 30 metri, molto tecnico) non ci si riscalda affatto.

Per giunta le piccole tacche del passo chiave mi bucano il polpastrello dell’indice di entrambe le mani... Così devo arrampicare con le dita incerottate: mi sembra impossibile tenere quelle tacche con lo ‘Strappal’. Ma ci si abitua a tutto e riesco lo stesso ad arrivare molto in alto (all’ultimo movimento della sezione dura). Ed anche Yuji è vicinissimo a chiudere la via, ma cade nello stesso mio punto. Ora però il tempo è scaduto: ci siamo prefissi un programma di viaggio, e anche se con molto disappunto - soprattutto per non aver concatenato ‘la più bella linea degli Stati Uniti’ - siamo costretti a riprendere il cammino…

4a tappa

Logan Canyon. Salt Lake City (Utah). E' la volta del Logan Canyon che, con le sue vie non molto lunghe ma super-strapiombanti su grosse prese, ci propone un brusco cambio di stile rispetto a quello fin qui incontrato. Un po' di vie a vista per abituarci: qualche 7c / 7c+ ed anche un 8a+ (‘Slugg Fest’) per Yuji. Poi, gli ultimi due giorni, ci concentriamo su Super Tweak 5.14 b / 8c, la via di riferimento per questo livello negli U.S.A. Un buon banco di prova sia per la forza (la partenza e l'uscita sono quotate 7c di blocco), sia per la resistenza che serve nella parte mediana, e dulcis in fundo anche per la continuità necessaria per concatenare il tutto!

Dopo una buona 'seduta di lavoro', il passo chiave ci sembra accessibile. Il mio primo tentativo conferma quest'impressione. Cado, infatti, solo all’ultimissimo movimento per dei piccoli errori che penso di poter in seguito evitare. Ma un enorme 'Steak' al dito medio in un violento movimento su monodito ferma i miei tentativi. Fortunatamente, però, Yuji ribalta un po' la situazione chiudendo la via al suo ultimo giro, appena prima che calasse il buio.


        
Periodo: dal 10 Aprile al 30 Maggio 2001
Climber: Yuji Hirayama & François Legrand
Fotografi: Olivier Appourchaux & Kenji Iiyama
Video: Mike Call & Co. (Pusher)



François su Just do it 5.14c Smith Rock


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Scopro Smith Rocks per la prima volta e posso sottoscrivere l’eccezionale qualità della roccia di questa mitica falesia: vastità, vie superlative e varie, panorama splendido... E soprattutto l’incredibile Monkey Face: un monolite di gres rosa, rosso ed a volte anche violetto, alto circa 70 metri, con la cima - più larga della base - che assomiglia perfettamente alla testa di una scimmia!"




Yuji su Just do it 5.14c, Smith Rock




Sponsor: The North Face, La Sportiva, Beal, Troll, Cebe, Sint Rock

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