5 - COMPETIZIONI
Affrontiamo ora largomento competizioni, terreno in cui François si esprime a livelli straordinari, e che l'ha visto vincere a ripetizione tutto quello che cera da vincere!
Come dovrebbe essere il primo approccio alle competizioni?
La gara è un gioco molto bello. Ed è molto importante che, soprattutto allinizio, sia un gioco, perché si devono apprendere tante cose. Se lo prendi troppo seriamente hai molte chance di finire frustrato. E non è bello iniziare così l'esperienza delle competizioni. La gara è bella per vedere cos'è, per apprendere, per stare con gli altri, perché puoi incontrare molti altri arrampicatori forti che hanno la tua stessa passione, ti permette di parlare con loro, di vederli arrampicare. Io ho appreso tanto quando ero giovane guardando gli altri arrampicatori forti. Allinizio penso che sia interessante andare alle gare, anche se non vai per vincere, per conoscerle. Dopo, se ti piace, è normale andare con più convinzione. E per me ora è ancora un gioco, ma molto serio perché mi piace provarci sempre. Dopo, se non riesco, cè unaltra gara...
Chi sono stati i tuoi riferimenti da giovane?
Nella mia vita di arrampicatore cera sicuramente della gente che volevo incontrare, Erano dei personaggi simbolo nell'ambiente, avevano ed hanno qualcosa di forte, come Yuji Hirayama o come Lynn Hill... E quando finalmente li ho incontrati in effetti ho realizzato quali e quanto fossero grandi le loro qualità. Come la capacità di Lynn Hill di dare tutto in un preciso momento, o di Yuji capace di una grande concentrazione nella sua scalata. Per me non erano per nulla delle qualità allora, e quando poi ho cercato di svilupparle in un preciso momento, come in competizione, non cercavo più di capire cosa avrei dovuto fare ma mi venivano in mente loro. Quando dovevo fare un lancio e non mi sentivo assolutamente concentrato rivedevo Lynn Hill a Lione, al limite delle forze ma che dava tutta se stessa per arrivare all'ultima presa... e ci riusciva, mentre io non avrei puntato un centesimo su di lei in quel momento. E capitato anche a me di ritrovarmi nella stessa situazione, ben al di sotto del mio limite estremo e di dirmi: "Non ce la faccio", ma nello stesso tempo dicevo: "Pensa a Lynn che era veramente disperata e ci è riuscita. Tu puoi riuscirci! Ti resta ancora abbastanza forza per riuscirci!" e Hop, in quel momento andavo a stringere una presa, proprio quando non l'avrei creduto possibile... Ecco ci sono delle persone che hanno un carisma tale da farti progredire nell'arrampicata.
Bisogna allenarsi in modo specifico per iniziare le competizioni?
Io direi che per cominciare non si ha bisogno di un allenamento veramente specifico. Tante gare sono a vista: è più importante quindi essere abituati ad arrampicare a vista, e per farlo devi avere più resistenza che continuità o forza. Poi le vie sono più di resistenza, cioè da 30-50 movimenti, senza riposo. Questo è il tipo di allenamento fisico e dopo devi arrampicare tanto a vista, sia sulla plastica che in falesia per apprendere la tecnica. Sulla roccia impari di più ad essere preciso sui piedi, a respirare bene e recuperare un po quando puoi. Sulla plastica, viceversa, apprendi di più lo stile di potenza, di efficacia. E allora devi allenarti su tutti e due i 'fronti'. Allinizio io consiglierei di non fare un allenamento specifico per le gare, ma di arrampicare tanto su delle vie a vista e, come preparazione fisica, dedicarsi di più alla 'resistenza'. Dopo si valuta se si hanno problemi: se hai poca forza rispetto alla resistenza allora fai un po più di allenamento specifico, ti dedichi di più alla 'forza' piuttosto che alla continuità.
Non sarebbe meglio allenarsi sempre sulla plastica?
Si, ma ci sono ancora arrampicatori forti, come Huji Hirayama o Cristian Brenna, che mi dicono che per loro allenarsi solo sulla plastica non basta e che hanno bisogno di andare sulla roccia per essere in forma sia fisicamente che tecnicamente. Perché è molto diverso arrampicare su roccia, é più complesso, richiede ai muscoli delle cose diverse, devi gestirti molto di più fisicamente, anche i piedi e le mani si usano in maniera diversa; quando non arrampichi sulla roccia perdi molto e non ti senti bene; per me è molto importante: quando arrampico poco sulla roccia non vado bene nelle gare.
E tu come ti alleni?
Passo molto tempo ad allenarmi sul muro e una ragione cè: è il sistema migliore per progredire fisicamente e sviluppare delle capacità atletiche enormi. Ne ho particolarmente bisogno perché ho problemi di forza in rapporto ai migliori arrampicatori mondiali. Le mie qualità sono piuttosto la tecnica, la gestualità... La tecnica, intanto, dei piedi, la posa dei piedi: io non scivolo, cerco di non fare errori... Pongo molta attenzione soprattutto nell'attuazione del gesto atletico, non arrampico verso l'alto meccanicamente, ma analizzo il passaggio, guardo l'appiglio, lo capisco, trovo una soluzione e cerco di realizzare questa soluzione con il massimo della precisione. Ed è per questo che la mia scalata può apparire, alle volte, precisa e perfetta: perché l'ho compresa e so dove vado, è un po' questa la mia forza: le qualità tecniche e tattiche. Certo, non si può arrivare ai massimi livelli in gara o al massimo delle difficoltà in falesia senza avere capacità atletiche.
Se si parla di potenza fisica, di forza pura, allora il boulder è il mio punto debole, malgrado mi alleni parecchio per questo, soprattutto nel bunker. Di boulder in roccia non ne faccio molto ma al chiuso ne faccio tantissimo, deve esserci però qualcosa di genetico in me, e malgrado tutto l'allenamento che faccio non arrivano gran risultati. Al contrario nella continuità, cioè su vie lunghe di 50 movimenti e più, non me la cavo male anche in rapporto ai migliori di questa disciplina.

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François Legrand, Rock Master 2000. (foto N. Hobley)
"Quando dovevo fare un lancio e non mi sentivo assolutamente concentrato rivedevo Lynn Hill a Lione, al limite delle forze ma che dava tutta se stessa per arrivare all'ultima presa... e ci riusciva, mentre io non avrei puntato un centesimo su di lei in quel momento.
E capitato anche a me di ritrovarmi nella stessa situazione, ben al di sotto del mio limite estremo e di dirmi: "Non ce la faccio", ma nello stesso tempo dicevo: "Pensa a Lynn che era veramente disperata e ci è riuscita. Tu puoi riuscirci! Ti resta ancora abbastanza forza per riuscirci!" e Hop, in quel momento riuscivo a stringere una presa, proprio quando non l'avrei creduto possibile
Ecco ci sono delle persone che hanno un carisma tale da farti progredire nell'arrampicata."

Arrampicata sul tetto del Rock Master 2000. (foto N. Hobley)
" Pongo molta attenzione soprattutto nell'attuazione del gesto atletico, non arrampico verso l'alto meccanicamente, ma analizzo il passaggio, guardo l'appiglio, lo capisco, trovo una soluzione e cerco di realizzare questa soluzione con il massimo della precisione."
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La Sportiva, The North Face, Beal, Troll, Cebe, Sint Rock
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