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François Legrand, arrampicare
      
4 - STRATEGIA SU ROCCIA


Dopo la mia fuga ed abbassata un po’ la temperatura corporea, rientro e riprendiamo l’intervista, ahimè sempre in sauna.


Come si sceglie una via da lavorare?

Diciamo che vuoi fare la via più difficile per il tuo livello... già, intanto scegli una via che ti si addice come stile di difficoltà, o più di boulder o più di resistenza, corta o di continuità, o lunga con riposi, quello dipende dalle tue qualità. A volte, tra l’altro, non la scegli perché è difficile, ma perché ti piace, questo è un fatto. Io spesso faccio le vie che mi piacciono, non solo perché sono difficili ma perché mi piace provarne la linea, mi piace la roccia e tutto.


E poi come la si lavora?

Dunque come fare?
Dipende se vuoi veramente fare la via da solo o con aiuto, perché cambia tutto se qualcuno ti insegna già dei buoni sistemi. Poi se un sistema non ti si addice lavori di più per trovare il tuo sistema, fai un primo giro e ti fermi molto spesso, perché è molto importante lavorare bene i movimenti singoli. Se fai metà via a vista, poi sei morto per lavorare l’uscita. Forse è più importante lavorare la parte alta perché se ci arrivi in continuità ma sei stanco spesso cadi lì: perché hai lavorato male la via, perché sei troppo stanco in alto.

Al primo giro quindi devi fermarti spesso e lavorare bene i singoli, poi se te la senti provi subito un tentativo; oppure fai un tentativo di sezione, così il secondo giro fai delle sezioni più lunghe. Cerca di riposarti bene quando ti fermi, al primo giro fai 2-3 metri per volta al massimo, a volte addirittura fai 1-2 movimenti e ti fermi per 1 minuto, riposi, prendi magnesio e guardi se c’è un’altra presa che va meglio, e poi riparti subito; il secondo giro, o i giri dopo, devi fare delle sezioni più lunghe possibile, per sentire come va con la resistenza. Allora quando ti fermi, devi fermarti per bene, almeno 5’ sulla corda, per ripartire e vedere come va e fare un’altra sezione lunga. Questo perché se riparti subito (con 1’ di riposo, diciamo) se hai fatto una buona prova fino a lì, non riparti più, fai 2 movimenti e sei morto.

E’ molto importante lavorare bene, risparmi molto tempo. Ed è molto più piacevole fare dei veri tentativi; quando senti che tutto è risolto, è solo questione di fisico, di precisione, di concatenamento dei passaggi.


Come consigli di provare una via?

Io provo quasi sempre dal basso, perché mi piace di più, perché sono nella situazione del rotpunkt, dopo mi cambia troppo essere da secondo. E' vero che su un grande strapiombo non va bene essere da secondo. Su placca invece va bene anche salire da secondo, anche perché se ci sono rinvii distanti e se non hai tanta fiducia, allora il primo giro meglio andare da secondo. Dopo ti senti bene e sei caricato per provare da primo. L’importante prima di provare a concatenare una via è avere già fatto tutte le sezioni da primo. Non aspettare di averla fatta da secondo, prima di fare il tentativo da primo, se no dopo non sei abituato a poter cadere da primo. E' un problema se vai da primo solo quando sei sicuro di farcela: dopo sulle vie a vista fai fatica! Sulle vie lavorate ti alleni per arrampicare da primo sulle vie a vista!


Cosa intendi per “tentativo”?

Ci sono tante diverse scuole. Sono d’accordo con la scuola americana, credo che quella italiana sostenga lo stesso, cioè che ogni volta che vai sulla via è un tentativo, anche se vai per lavorarla e ti fermi ad ogni spit, o se vai da secondo. Non è bello dire “l’ho fatta rotpunkt al primo tentativo” e ci sei stato forse 50 volte da secondo, anche se effettivamente l’hai fatta al primo tentativo da primo! Credo che dobbiamo avere una scuola sola perché altrimenti si creano confusioni. Io penso comunque che non sia più importante fare la via in 7 tentativi rispetto a 10. Se la fai veramente veloce hai fatto una bella performance, dopo 5 tentativi non ha più tanto senso.


Il solito terzo incomodo chiede inopportunamente: “Vi do fastidio se butto un po’ d’acqua?”
François, che di solito non da troppa confidenza a chi non conosce, stavolta risponde prontamente: “No, no per carità fai pure” basta che non faccia cortocircuito... senti che caldo in sauna, dura poco, dopo cala, fa bene, c’è dentro mentolo e eucalipto!” Ma intanto l’umidità è salita a mille e così la temperatura è insopportabile. Non ce la faccio più. Aiuto! Scappo fuori!
Inizio a credere che François lo faccia apposta. alla prossima!





       François Legrand, arrampicare, Roquevaire

La parete di Roquevaire



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Io spesso faccio le vie che mi piacciono, non solo perché sono difficili ma perché mi piace provarne la linea, mi piace la roccia e tutto."



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L’importante prima di provare a concatenare una via è avere già fatto tutte le sezioni da primo. Non aspettare di averla fatta da secondo, prima di fare il tentativo da primo, se no dopo non sei abituato a poter cadere da primo."

"E' un problema se vai da primo solo quando sei sicuro di farcela: dopo sulle vie a vista fai fatica! Sulle vie lavorate ti alleni per arrampicare da primo sulle vie a vista! "




François Legrand, arrampicare, Orgon

Arrampicare ad Orgon - François Legrand, Progetto Tribout



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E’ molto importante lavorare bene, risparmi molto tempo. Ed è molto più piacevole fare dei veri tentativi; quando senti che tutto è risolto, è solo questione di fisico, di precisione, di concatenamento dei passaggi."



Sponsor
La Sportiva, The North Face, Beal, Troll, Cebe, Sint Rock

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