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introduzione
Intervista 1  2
Birmingham, dicembre '99 Bernardino Lagni World Champion, ti sei abituato?
qual'e il flash di quei momenti che ti ritorna alla memoria…

    Partecipare ai campionati mondiali era per me già un traguardo di tutto rispetto. Il sogno più grande con cui ero arrivato in Inghilterra era di qualificami per la semifinale per poi potermi giocare un posto in finale.
    Quello che e successo in seguito non me lo sarei mai aspettato e ancora adesso quando penso a quei momenti avverto qualche brivido lungo la schiena.

E' cambiato qualcosa con quella vittoria? Come atleta sei psicologicamente più forte o ti crea 'pressione' non essere più un outsider ma quello da battere?

    quello da battere?, mi viene proprio da ridere a questa affermazione! Certo che un po' di pressione l'avverto, soprattutto con me stesso perché ogni tanto mi viene il dubbio: non sarà stata solo fortuna? Cosi ogni gara è un continuo mettermi alla prova. Nel nostro sport il gesto atletico, l'adrenalina, l'emozione e la paura di sbagliare sono elementi inscindibili e se non ci fossero dove sarebbe il divertimento?


Dino Lagni in finale a Birmingham.
(foto Guy Maddox )



  
la 'pressione' in gara
"Nel nostro sport il gesto atletico, l'adrenalina, l'emozione e la paura di sbagliare sono elementi inscindibili e se non ci fossero dove sarebbe il divertimento?"

Dino Lagni su "Monkey Island" 8b+ al Covolo (VI)
(foto Davide Zavagnin )




Dino Lagni su "Monkey Island" 8b+ al Covolo (VI)
(foto Davide Zavagnin )

Tra gli arrampicatori del triangolo veneto (VI-PD-VE) già diversi anni fa si parlava delle tue lunghissime e regolari 'sedute' al pannello e in falesia; qual'e, se c'e, il tuo 'metodo' di allenamento?

    Mi sono sempre divertito moltissimo ad allenarmi, non ho un metodo preciso e mi limito ad arrampicare su muro roccia e trave seguendo le mie sensazioni e i miei umori.

Gli inizi e le tappe più importanti della tua storia di arrampicatore...

    Ho iniziato tanti anni fa con un mio amico, Andrea e da allora non ho più smesso. Ero affascinato dalla roccia e dai lunghi viaggi per andarla scoprire in tutte le sue diversità. Probabilmente la cosa fondamentale e stata una bella compagnia di amici che si divertiva un mondo, praticamente la stessa cosa di adesso anche se con persone diverse. Più di tutto comunque e stato incontrare Lisa che poi sarebbe diventata mia moglie e con cui ho condiviso roccia, trave e muro.

Come hai deciso di partecipare alle gare?

    Ho cominciato a partecipare alle gare per conoscere di persona i forti arrampicatori che già allora macinavano vie di 8a a vista, ed erano veramente forti come si leggeva sugli articoli delle riviste specializzate! Quanto tornavo raccontavo ai miei amici le incredibili sospensioni eseguite con una sola mano su microtacche, di cui ero stato testimone e tutto questo mi dava stimolo per cercare di migliorarmi. La falesia resta comunque il mio terreno preferito perché attorno ad essa ruotano molte altre cose, gli amici, i viaggi, le ferie!


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