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| Incontri ALPwall - 2a parte di Vinicio Stefanello Nell'85 è iniziato il tuo lungo viaggio (che dura tutt'ora) in Europa, nel Sud della Francia e in Italia, alla scoperta del pianeta 'calcare' Amo viaggiare, è importante per me. Mi è proprio necessario ricercare nuove esperienze e conoscenze, per trovare lequilibrio giusto. E nel Sud della Francia, ma poi anche in Italia, mi sono trovata benissimo. Qui ho fatto e continuo a fare delle esperienze fondamentali per la mia vita e sento un profondo legame per queste terre. Mi trovo bene con la gente. E poi c'è l'arrampicata, la roccia: Verdon, Ceuse, Cinque Torri, Arco, un sacco di bei posti e possibilità. Con stupendo calcare che, dopo tanto arrampicare su granito, è stato all'epoca un'esperienza bellissima e completamente nuova per me Poi il tuo incontro, da grande protagonista, con le gare di arrampicata, cosa ti è rimasto del mondo delle competizioni Penso che le gare siano una grande cosa, specialmente per i giovani. Sono senz'altro un'esperienza positiva. Il circuito delle competizioni da lopportunità di conoscere ed essere a contatto con un ambiente internazionale, di fare grandi esperienze. E ancora ti abitua a prepararti ed imparare a dare il meglio di te, a fare le tue migliori performance proprio al momento della gara; e questo è un altro aspetto che mi ha aiutato nella mia salita al Nose. Vorrei anche dire che competere, aver voglia di vincere, arrivare al top, sono tutte cose che rispondono ad esigenze innate, ma a volte è importante riuscire a fare un passo fuori, maturare, e guardare la vita anche da livelli e angolature diversi. E' per questo che ad un certo punto, nel 1992, hai smesso con l'agonismo? Devo dire che smettere con le gare mi ha fatto vivere un nuovo senso di libertà. Nel periodo in cui ho preso quella decisione l'ambiente delle competizione stava un po' alla volta cambiando, e più il movimento si sviluppava più diminuiva il divertimento. Quel sentirsi un gruppo di amici, quella felicità di girare e vivere arrampicando che l'aveva caratterizzato all'inizio e che ti faceva venir voglia di esserci, non c'era più. Mentre vedevo sempre più gente con problemi di bulimia, anoressia Sembrava scomparsa quell'amicizia, quello spirito di gruppo che avevo conosciuto all'inizio. Questo proprio nel momento in cui volevi confrontarti, anche in gara, con le vie tracciate per gli uomini. E' vero, a Lione nel 1989 sia io sia Luisa Iovane dopo il pari merito della finale - volevamo competere, in superfinale, correndo sulla via degli uomini. Avevamo il desiderio di confrontarci alla pari con loro. E anche il pubblico lo voleva. Ma già dall'inizio pensavo di salire sulle vie degli uomini; in realtà, però, sapevo che da un lato le strutture ma anche l'esperienza e capacità di tracciatura non erano ancora così sviluppate per superare quelle differenze morfologiche, come laltezza, che avrebbero comunque pesato a favore degli uomini. Come sul Nose, dove tu saresti stata, secondo alcuni, avvantaggiata dalle dita piccole E' vero che sul Great Roof le mie dita ci stavano meglio, ma questo non significa che sia impossibile salirlo in libera anche per un arrampicatore più grande di me. D'altra parte nei 900 metri del Nose ci sono altri punti in cui io sono stata svantaggiata rispetto ad arrampicatori con un allungo e un'apertura di braccia maggiore dei miei, come all'ingresso del diedro ( nome?), che per me è il punto chiave della salita in libera. Ci sono altre salite di big wall che ti hanno colpito Quello che ha fatto Yuji Hirayama sulla Salathe è stato assolutamente spettacolare. A mio avviso è stata una delle migliori performance di questo tipo. Ha fatto una salita veramente molto coraggiosa, per giunta annunciando a tutti che lavrebbe tentata a vista, rendendola così ancora più difficile. Un conto, infatti, è prefiggersi un traguardo personale, un'altra cosa, totalmente diversa, è se inviti la gente a vederti. Chiaramente è fantastico per lo spettatore, ma per l 'attore' diventa automaticamente tutto molto più complicato. Chi riuscirà a ripetere il Nose in libera, in meno di 24 ore Leo Holding mi ha detto che è sua intenzione di provarci. Lui affronta l'arrampicata in maniera disinvolta, non si fa molti problemi, gli piace l'idea e la tenta, vada come vada. Sarei davvero contenta se gli riuscisse perché mi piace Leo, lui ha un modo di interpretare larrampicata che assomiglia molto al mio. E della salita del Nose in libera di Scott Birch Cosa posso dire? 261 giorni per salire tutti i tiri in libera Rispetto la sua determinazione. E' stata una via molto dura per lui, e quindi un gran risultato. E poi è tutto soltanto un gran bel gioco! Tu negli ultimi anni ti sei anche dedicata un po' all'alpinismo Si in Kyrgyzstan ho fatto la mia prima spedizione in montagna. Una via in stile alpino con Conrad Anker e Dan Osman. Ma la Neve non è proprio il mio elemento. Amo molto di più larrampicata su roccia e mi interessa la 'prestazione', ma non in alta montagna. Preferisci arrampicare e viaggiare in posti lontani come hai fatto in Vietman o in Madagascar? Certamente. Anche se comunque si fatica moltissimo in situazioni come quelle. In Vietnam abbiamo aperto delle belle vie su pareti completamente vergini e in posti bellissimi. E ripulire le pareti, chiodare, è stato veramente un duro lavoro. Anche in Madagascar è stata un'esperienza particolare: eravamo una spedizione tutta al femminile. E anche qui c'è stato da lavorare tantissimo per aprire la nostra nuova via. I prossimi progetti, magari un'altra big wall stile Nose? Intanto a Novembre vorrei andare a Cuba. Poi mi piacerebbe andare su El Nino a El Cap mi piace proprio salire vie nuove! Come scegli i tuoi obiettivi e cosa consiglieresti Prima di tutto si devono sempre scegliere degli obiettivi e degli approcci personali, che nascono da motivazioni e spinte personali. E poi chiedersi: "è possibile? Ho dei vantaggi?" Per fare un esempio, nel bouldering - che io considero lessenza dell'arrampicata - la mia statura piccola è un chiaro svantaggio: alle volte non riesco proprio a raggiungere il primo appiglio. Ma (aggiunge sorridendo e chiaramente riferendosi al Nose n.d.r.) ci sono pochissime vie dove essere piccolo è un vantaggio Ma, a parte gli scherzi, quello che dico prima di tutto a me stessa è: non ha importanza il grado, ma cerca di fare esperienze significative". E questo è anche il consiglio che mi piacerebbe dare |
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