dot
SPECIAL HOME
POSTA

L'esperto risponde

FOTOGRAFI

Foto d'autore

PROTAGONISTI

Interviste

WEBLINK

Link di montagna

Sito della settimana

CERCO VENDO

'Usato' di montagna

Inserisci un annuncio

PANORAMI A 360°

Alpi, Himalaya

LIBRI E VIDEO

Novità

Narrativa

Guide

Film

Carte
 

Newsletter

Forum

Spedizioni

Materiali

Expo

Search

Lynn Hill titolo


Climbing free
prefazione al libro
intervista 1 - 2
Lynn e il Nose


Lynn Hill, Totem Pole

Lynn Hill sul Totem Pole, Tasmania (ph Simon Carter)



Il motto sul Nose
"essere paziente e rilassata, sempre! Senza fretta, senza rabbia, perché credo che non abbiano ragione di esistere nell’arrampicata, almeno nella mia. L'effetto che cercavo era la 'leggerezza' del tutto. Un'arrampicata smooth; sempre fluida ed in sintonia con la parete. Un movimento totale e armonioso per trovare il ritmo giusto, e non lasciare spazio ad altro pensiero che non fosse quello del gioco di salire. La ricerca insomma, dal mio punto di vista, del perfetto stato di 'grazia' dell'arrampicata…"




Lynn Hill fa parte del Team Patagonia
Incontri ALPwall
di Vinicio Stefanello


Sono passati 7 anni dalla tua salita, in libera integrale ed in giornata del Nose, e ancora se ne parla, forse anche più di allora…
Era una cosa talmente nuova che a quel tempo, probabilmente, molti non hanno ben capito cosa fosse successo. All'epoca tutti i tiri del Nose, all'infuori del Great Roof, erano stati saliti in libera, ma nessuno aveva ancora concatenato tutta la via. Quest'ultimo progetto, ai più - e parlo di persone estremamenti competenti come Jim Bridwell - sembrava irrealizzabile. Per capirci non era solo impensabile che una donna ci riuscisse, era proprio impensabile che potesse essere fatto… in assoluto. Nessuno mi ha detto, per esempio, "Il Nose in libera? vai pure, che ce la fai" replicando così lo scherzetto, da sempre in voga tra i climbers della Valley, per spingere qualcuno verso un sicuro fiasco. Erano tutti decisi e concordi nel giudizio di: 'Impossibile!', punto e basta.

Come hai preparato l' 'impossibile' Nose in libera
Prima di tutto ho creduto nelle mie possibilità. Poi mi sono allenata… molto! 5 mesi solo per la salita della libera in meno di 24 ore. E' stato un training sia fisico sia mentale. Corsa, arrampicata, palestra ma anche e soprattutto molta attenzione all'aspetto mentale, a come avrei dovuto affrontare quell'impegno con la testa. La motivazione, lo stile e poi la riuscita della salita sono stati il frutto anche di quest'intenso 'pensarla prima'. E mi ha dato grande determinazione e forza la mia convinzione che l’arrampicata non è tanto raggiungere la cima, ma piuttosto tutto quello che sta nel mezzo, appunto il modo in cui raggiungi la cima. Ciò significa vivere con entusiasmo, attimo per attimo, tutto il cammino verso la meta.

E dal punto di vista dell'alimentazione, integratori ecc
Fa parte della mia filosofia personale: non prendo supplementi, amino acidi, ecc.. Credo che gli effetti siano molto poco rilevanti a livello fisiologico, mentre possono essere anche notevoli a livello psicologico. Per migliorare le mie capacità io parto da altri presupposti, e mi domando: “perché non posso avere un approccio all’arrampicata più intelligente? Dirigere le mie energie in un modo più efficiente? L’idea (e la risposta) è che siamo noi che dobbiamo adattarci alla roccia, non il contrario.

Con che spirito hai salito le 33 lunghezze della via in quelle 23 ore…
Cercando di spingere al massimo le mie percezioni e la mia sensibilità verso la roccia ed il mio corpo. Dosando e trovando la giusta energia, la minima, ad ogni movimento. Il mio motto era: essere paziente e rilassata, sempre! Senza fretta, senza rabbia, perché credo che non abbiano ragione di esistere nell’arrampicata, almeno nella mia. L'effetto che cercavo era la 'leggerezza' del tutto. Un'arrampicata smooth; sempre fluida ed in sintonia con la parete. Un movimento totale e armonioso per trovare il ritmo giusto, e non lasciare spazio ad altro pensiero che non fosse quello del gioco di salire. La ricerca insomma, dal mio punto di vista, del perfetto stato di 'grazia' dell'arrampicata…

Quanto ti ha impegnato e dato l'esperienza sul Nose?
In 20 anni di arrampicata non avevo mai fatto uno sforzo cosi grande e completo. E' stata un'esperienza complessa e globale che mi ha dato soprattutto la consapevolezza di me stessa. Al di là della soddisfazione per esserci riuscita - che naturalmente è stata molta - mi ha motivato a credere nella volontà dell'uomo, nella possibilità che ognuno ha di raggiungere i suoi limiti e anche superarli. E poi mi ha dato una gran felicità: arrampicare come sul Nose, salire le grandi pareti in libera è il mio più grande amore.

Un amore sbocciato a 14 anni in California….
Sì. Con mia sorella più grande ho cominciato ad arrampicare nel '75, su granito. Mi sono trovata subito bene. Arrampicare mi piaceva, mi era congeniale. Un grande aiuto mi veniva anche dall'aver praticato la ginnastica artistica all'High school. Così ho continuato e, visti anche i risultati tutti mi hanno considerata da subito dell'ambiente, e quasi una specie di 'maschiaccio'… Il granito della Yosemite Valley e soprattutto l'incontro con arrampicatori come John Long hanno fatto il resto. Quella in Yosemite per me è stata un'esperienza fondamentale sia per l'avventura sul Nose sia per tutta il mio modo di intendere l'arrampicata.


  

| Home | | Rock | Expeditions | Ice | Snow | TrekkingNews | Special | Forum | Mountaininfo | Expo | Lab
| Info | Newsletter
| English version |
Per suggerimenti, aggiornamenti e notizie: Planetmountain.composta
Copyright© Mountain Network s.r.l.