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| Il mio punto forte è la resistenza, ma quella senza grossi riposi, quasi una continuità; a livello di forza base Core, Zardini e Calibani, ad esempio, sono molto più dotati di me, ma è anche vero che, tra gli arrampicatori che ho visto in giro, gli italiani sono quelli dotati della forza più mostruosa, però mancano esperienza nelle competizioni. Sono stato sempre molto serio nellarrampicata, molto metodico e mi sono sempre allenato molto. Ho iniziato nell88 con il travo, poi è arrivato il muro nel 91, perché avevamo finalmente trovato un buon posto. Fino al 95 non riuscivo ad impostare un vero metodo d'allenamento. Andavo al muro 3 volte alla settimana. Già dai tempi mi segnavo tutto su di unagenda, tutte le sere sempre le stesse cose: 500-600 movimenti, per 5 anni, circuiti, quindi grande resistenza, mai boulder. Solo un po di forza al travo. Poi Marzio (Nardi) ha iniziato a seguirci di più tabelle, settimane di carico, scarico, allenamento alla resistenza, forza, continuità e i risultati sono venuti. Poi a me serviva arrampicare molto di più su roccia, per migliorare la tecnica che era sempre il mio punto debole: quando arrampicavo solo il week-end non mi bastava, e arrampicare solo su muro non mi migliorava; non era importante tanto per la falesia, ma soprattutto nelle gare dove sei più obbligato e allora devi essere ancora più bravo. |
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| Cuenca - Public enemy 8b - photo Federica Balteri | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Penso di essere stato forse lunico ad avere vinto una gara di Coppa del Mondo (nel 98 a Courmayer) ed essere arrivato ultimo ad una gara di Campionato Italiano (nel 90)! La mia prima gara è stata il Campionato Italiano nel 89 a Torino Sono arrivato 27°; ricordo che ancora cerano le tre prove flash e quindi potevi fare più tentativi. Ai tempi non cerano altre possibilità, o gare a livello nazionale o niente, non cerano circuiti regionali o amatoriali. Nel 90, a Trento, prova unica a vista, mi sono classificato 15°. I risultati erano quindi fin dallinizio incoraggianti. La competizione crea stress, ma mi piace. Sono gli isolamenti che sono davvero lunghi: poi finché vai per fare esperienza, lo senti meno, ma quando vai per fare risultato allora non ti passa più! |
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![]() Wiener 99 - semifinale - photo Leonardo Di Marino |
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Forse all'inizio arrampicavo in modo poco estetico, ma efficace! Le prime vie difficili le ho fatte su placca, il primo 7c+ è Liquer de coco in Verdon che è un muro verticale, il primo 8a è Apache (Cornalba) e il primo 8a+ è Outsider, quindi tutte vie abbastanza tecniche. Poi magari le risolvevo in modo un po brutale ...![]() Col di Tenda, Strike 8a+ - foto Luca Lozza |
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| Le gara di bouldering mi piacciono abbastanza, ma preferisco la difficoltà, la trovo più completa, più 'difficile' e impegnativa. Nel bouldering anche se sbagli puoi riprovare, hai 6 minuti per gestirti. Poi allenarti per le gare di difficoltà è più complesso. Per allenare la forza, fai sedute di 2-3 ore al giorno e ti sei allenato, poi devi solo riposare; altro è allenare la resistenza, 3-4 giorni di seguito, 3 ore la mattina e 3 ore il pomeriggio. Mi diverto invece a fare blocchi su roccia; sono stato a Fontainebleau, a Cresciano, a Meschia, il posto nuovo di Calibani. Ci vado in inverno, con le condizioni buone, allora riesco a fare degli 8a. ma non riesco a provare tanto un blocco, in un giorno ne faccio 60, mi piace saltare da uno all'altro, un gioco. Ho visto Fred Nicole a Cresciano, non scala nulla! Fa un tentativo poi riposa 20, poi un altro e ancora 20, io mi rompo. Ne faccio uno scendo poi ne faccio un altro. |
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![]() Meschia (AP) photo F. Balteri |
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