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| All'interno della FASI sei il rappresentante degli atleti
Sono stato eletto circa tre anni fa, quando è uscita la normativa del CONI per cui ogni Federazione deve avere un rappresentante degli atleti eletto da quelli e fra quelli che hanno partecipato al campionato del mondo o alle ultime Olimpiadi. Noi non siamo ancora uno sport olimpico quindi hanno avuto diritto di voto i partecipanti al campionato del mondo, che hanno eletto me come Presidente, Zardini come vice presidente e Giupponi come consigliere. Si potrebbe dire che per gli atleti, e probabilmente per tutto il movimento dell'arrampica sportiva, sei un personaggio carismatico Questo lo lascio dire agli altri. A me piace quest'incarico e cerco di svolgerlo nel migliore dei modi. Poi qualcuno logicamente avrà sicuramente delle critiche da fare, ma anche queste servono per andare avanti. Ogni anno, con Zardini e Giupponi, facciamo una relazionare alla Federazione sulla stagione agonistica appena conclusa e sull'attività delle squadre nazionali. In quell'occasione indichiamo anche quello che, secondo noi, ha funzionato più o meno bene e proponiamo dei miglioramenti. Partecipo, inoltre, a tutti i Consigli Federali per discutere delle nuove proposte fatte dai consiglieri. Insomma è un lavoro che serve anche per avere più voce in capitolo. Qual'è la proposta a cui tieni di più? In particolare spingere la Federazione a pubblicizzare maggiormente il nostro sport. Stiamo poi lavorando per migliorare le zone di isolamento, che in genere non sono mai sufficienti, e la qualità dei muri di gara e dei percorsi. Un'altra proposta é quella di ottenere dei premi gara, finora non obbligatori, nelle competizioni di Coppa Italia, non vogliamo tanti soldi però ci sembra giusto prevedere almeno un rimborso spese per i finalisti. L'arrampicata sportiva ai massimi livelli richiede un impegno da professionisti, come fate? In questo momento in Italia vivere d'arrampicata è un po' difficile. Noi siamo fortunati perché i Gruppi Sportivi Militari offrono la possibilità di fare l'atleta professionista. Attualmente siamo in sei e, quest'anno, forse aumenteremo ancora di numero. Quindi qualcosa si sta muovendo positivamente. Spero che questo rapporto possa continuare, per esempio in veste di allenatore, anche dopo aver smesso l'attività agonistica. Un po' come succede per quegli atleti della FISI che terminata l'attività agonistica lavorano per la Federazione restando nella Guardia di Finanza. Penso che questo sia una buona chance per avere dei tecnici professionisti che aiutino a crescere i settori giovanili. |
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![]() Primo piano - photo Federica Balteri |
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| E' indispensabile l'allenatore?
Si, può essere indispensabile, se però è una figura che può seguire gli atleti, non dico quotidianamente, ma almeno ogni settimana. E' per questo che abbiamo proposto alla Federazione, piuttosto che avere un allenatore per un giorno al mese o una volta ogni tre mesi, di fornirci un fisioterapista che ci aiuti a recuperare il dopo competizione ed essere pronti per la gara successiva. Tu, invece, come arrampicatore sei nato con il fai da te Si, come tutti quelli della mia generazione. Io, Zardini, Giupponi, e molti altri, siamo tutti degli autodidatti. Ci consigliamo l'uno con l'altro, proviamo degli allenamenti, vediamo quello che funziona meglio. Anche se non è detto poi che l'allenamento di uno vada bene per tutti. Per esempio, Marzio Nardi quando ci seguiva come tecnico della Federazione, aveva preparato delle tabelle: c'era un allenamento che per Zardini funzionava bene mentre per me non andava. Ognuno quindi cerca di aggiustarsi, di trovare il sistema d'allenamento più adatto alle sue caratteristiche. Puoi descriverci una tua giornata di allenamento Dipende dai periodi. Nel periodo di preparazione invernale, incentrato sul 'carico', una giornata tipo consiste in 2-3 ore di muro alla mattina, seguite da una seduta di pesi in palestra e ancora una seduta di muro al pomeriggio. Adesso che sto preparando le prossime gare, al mattino inizio sempre con una seduta di pesi (perché tendo a perdere abbastanza presto la forza sui grossi muscoli e quindi ho bisogno di integrare con il lavoro sulle macchine) e continuo, al pomeriggio, con una seduta al muro. Immediatamente prima della competizione, invece, mi dedico più alla 'qualità' con un'unica seduta di allenamento al giorno in cui faccio anche 2-3 ore al muro però con un numero di movimenti ridotto: ad esempio 2-3 circuiti molto difficili, con buoni recuperi tra l'uno e l'altro, per testare la forma. Tutto questo sempre integrato con dell'attività aerobica, soprattutto bicicletta. Faccio anche stretching
poco però perché non mi piace molto. |
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![]() Cuenca - Public enemy 8b - photo Federica Balteri |
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