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Boscacci e Murada, competizioni scialpinismo
introduzione
intervista  1  2
scheda
Qual è la gara più bella a cui avete partecipato?
"La Pierra Menta senza dubbio. E' la gara delle gare. È la più difficile da gestire perché si svolge su quattro tappe e in quei quattro giorni può capitare di tutto. 16 salite e 16 discese per un dislivello complessivo di 10.000 metri. Il tracciato è il più tecnico ed impegnativo di qualunque altra gara ma il pubblico lungo il percorso ti incita e ti sostiene in continuazione, è fantastico! Sì, la Pierra Menta è la gara che abbiamo nel cuore e prima o poi...".

E la più brutta?
"Gare brutte non ce ne sono al limite sono le condizioni atmosferiche o di innevamento a renderle difficili, piene di tribolazioni, proprio come la Pierra Menta di quest’anno dove abbiamo corso tre delle quattro tappe sotto neve e pioggia battente e su un terreno pesantissimo. Risultato: fatica da galeotti e spasmi da fachiri".

Venerdì 22 febbraio avete vinto la Sella Ronda Skimarathon, domenica 24 febbraio il Giro del Monviso. Come è possibile fare simili prestazioni?
"Certamente l’entusiasmo per la vittoria al Sella Ronda ci ha caricato non poco, perché si corre con le gambe ma anche, e di più, con la testa. Comunque a inizio stagione avevamo deciso di partecipare alla Coppa Italia e in pratica eravamo obbligati a fare anche il Giro del Monviso (per la classifica finale della Coppa è necessario partecipare a 4 gare su 5), così ho caricato Ivan in macchina e siamo partiti per il Monviso. Vincere due gare in meno di 48 ore è grandissima soddisfazione, ma che fatica. Per fare simili prestazioni – che diversi atleti hanno fatto come noi, peraltro – occorre una condizione fisica perfetta. Perciò sotto con gli allenamenti".

Migliaia di sciatori – bisogna contare anche quelli che per andare a sciare prendono gli impianti, e sono la maggioranza – sarebbero pronti a testimoniare che per fare scialpinismo non basta l’allenamento, bisogna nascere con dentro il cuore giusto.
"E' chiaro che serve un cuore di acciaio cromato e possibilmente inossidabile, potremmo aggiungere. Ma lo ripetiamo, senza la giusta preparazione non si va da nessuna parte. In questi dieci anni abbiamo fatto tutto il possibile per non guastare e per amministrare al meglio il fisico che i nostri genitori ci hanno dato mettendoci al mondo. Abbiamo faticato e sofferto come tutti, perché la vita è ruvida e di solito poco pettinata. E allora bisogna aggiungere anche un pieno di caparbietà/volontà, per non perdersi".

Come vi allenate: quali metodi e quali ambienti utilizzate?
"L’allenamento varia in funzione del periodo dell’anno. In inverno il 90% del lavoro è basato sullo scialpinismo, quasi sempre in fuori pista sulle montagne dietro casa, nostra insostituibile palestra. In media facciamo 1.500 metri di dislivello per uscita quasi tutti i giorni. Spesso per non rubare tempo e attenzioni a famiglia e lavoro ci alleniamo la sera, qualche volta anche in solitudine. Durante l’estate il nostro pane sono invece le gare di mountain bike e la corsa in montagna. L’anno scorso io ho fatto il Kima – una maratona d’alta quota che si corre sul Sentiero Roma, in Val Masino – purtroppo Graziano, a causa di un infortunio, non ha potuto partecipare".

Permettetemi di ficcare il naso nelle vostre tasche, quanto avete vinto quest’anno in montepremi?
"Conquistando la Coppa Italia abbiamo intascato 3.200.000 lire. Due milioni li abbiamo guadagnati vincendo la Sella Ronda Skimarathon. Anche alla Pierra Menta non è andata male, il secondo posto vale 17.000 franchi francesi. La vittoria al Mezzalama ci ha fruttato £9.000.000, da dividere in tre. Se sommiamo tutto quello che abbiamo vinto e ci togliamo le spese per le trasferte e le iscrizioni alle gare, dopo averci pagato le tasse, qualche caffè lo possiamo offrire. Ci rendiamo conto che un calciatore di serie B guadagna 200 milioni l’anno – roba che noi mettiamo insieme, come niente, in sei o sette anni di lavoro – ma anche i nostri piedi sono buoni (li teniamo in fresco per parecchi mesi all’anno) e se un giorno lo scialpinismo dovesse venirci a noia..".

Il numero di gare cresce di anno in anno, qualcuno addirittura vorrebbe portare lo scialpinismo alle Olimpiadi. Cosa ne pensate?
"E' vero, il numero delle competizioni è in crescita, oltretutto le settimane per correre sono quelle e quindi le gare concomitanti sono sempre più frequenti. A noi non resta che scegliere. Sulle Olimpiadi le voci girano, finalmente lo scialpinismo verrebbe ammesso nell’olimpo dello sport. E i numeri ci sarebbero. Alla Coppa Italia hanno partecipato mediamente 60 squadre, con un massimo di 125 coppie al Tour du Rutor. Alla Sella Ronda Skimarathon, alla Pierra Menta e al Trofeo Mezzalama hanno gareggiato più di 150 squadre. Se a Torino 2006 lo scialpinismo ci sarà anche a noi piacerebbe esserci".

"So che è una impresa senza speranze rivestire un uomo di parole, farlo rivivere in un pagina scritta".
Ho rubato a Primo Levi le parole per introdurre l’ultima domanda: come ricorderete Leonardo Follis (atleta della Forestale ucciso da una slavina mentre si allenava per il Mezzalama)?
«Correre per Leo non fu solo un mestiere, ma anche una carissima abitudine, un pretesto per catturare emozioni. Quando si scia non si pensa mai a cosa potrebbe succedere, per questo la sua scomparsa ci ha impressionato non poco; come d’altronde ci ha sbigottito la morte di Giuseppe Cederna, nostro con valligiano (ottimo fondista e appassionato scialpinista caduto in un crepaccio questa primavera). Ci viene in mente la canzone “Il Signore delle Cime”…».

Boscacci e Murada, competizioni scialpinismo

 Giro del Monviso, Coppa Italia, Graziano Boscacci e Ivan Murada sul podio.
(Foto arch. Boscacci & Murada)

Boscacci e Murada, competizioni scialpinismo

 Boscacci & Murada in fase di spinta durante una gara.
(Foto arch. Boscacci & Murada)



Scialpinismo di 'corsa'

"E' chiaro che serve un cuore di acciaio cromato e possibilmente inossidabile, potremmo aggiungere. Ma lo ripetiamo, senza la giusta preparazione non si va da nessuna parte. In questi dieci anni abbiamo fatto tutto il possibile per non guastare e per amministrare al meglio il fisico che i nostri genitori ci hanno dato mettendoci al mondo. Abbiamo faticato e sofferto come tutti, perché la vita è ruvida e di solito poco pettinata. E allora bisogna aggiungere anche un pieno di caparbietà/volontà, per non perdersi".

Boscacci e Murada, competizioni scialpinismo

 Sopra e sotto premiazione del 13° Trofeo Mezzalama. Vinto da Blatter, Boscacci & Murada in 4h 32’22”, record della corsa
(Foto arch. Boscacci & Murada)

Boscacci e Murada, competizioni scialpinismo

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