SPECIAL HOME
POSTA

L'esperto risponde

FOTOGRAFI

Foto d'autore

PROTAGONISTI

Interviste

WEBLINK

Link di montagna

Sito della settimana

CERCO VENDO

'Usato' di montagna

Inserisci un annuncio

PANORAMI A 360°

Alpi, Himalaya

LIBRI E VIDEO

Novità

Narrativa

Guide

Film

Carte
 

Newsletter

Forum

Spedizioni

Materiali

Expo

Search
Boscacci e Murada, competizioni scialpinismo
introduzione
intervista  1  2
scheda
Avevo lasciato Graziano Boscacci & Ivan Murada (32 & 36 anni) il 18 febbraio in Val Tartano, splendidi dominatori del Rally. Era la quarta gara che vincevano dall’inizio dell’anno ed erano preoccupati di far bene nelle successive. Li rivedo, il giorno dopo il Mezzalama, a casa loro. Albosaggia, un paese di 3300 abitanti ha: un municipio, due chiese, un paio di pub, parecchie fontane (tutto prevedibile) e la Polisportiva (imprevedibile).

Imprevedibile perché nessun’altra località, neppure in Austria (patria dello sci alpino), si è mai consacrata al culto dello sci alpinismo come questo paesino attaccato a Sondrio. «Oggi ad Albosaggia abbiamo un atleta ogni 200 abitanti – mi dicono Graziano & Ivan – e ogni famiglia ha in casa almeno due paia di sci. La Polisportiva è il punto di riferimento di molti ragazzi che amano lo scialpinismo. Un scelta inconsueta, se vuoi, ma convinta e motivata.



E va bene nulla di speciale, mi verrebbe da dire, ma da dove arriva tanta passione?
"Secondo qualcuno basta poco: gli dei fanno un segno sul mappamondo e dove prima non c’era nessuno nasce un superdotato. Beh, noi non ci crediamo. Qui, come in tutta la Valtellina, ogni ragazzo è impegnato nella fatica e nel piacere di stare al mondo. Una grande passione, come può essere lo scialpinismo, si può accendere solamente se c’è il giusto innesco e nella Polisportiva non manca. Noi viviamo intensamente, ma soprattutto in allegria ogni trasferta, gara e vittoria".

Quando è nata la Polisportiva Albosaggia?
"La Polisportiva fu fondata nel 1978 per sostenere lo sci da discesa. A metà anni ottanta, a causa della chiusura dei vicini impianti di risalita del “Campei”, si decise di diffondere la pratica dello scialpinismo. Una sterzata coraggiosa e non certo influenzata dalla moda del momento. Così, nel 1984 è stata organizzato per la prima volta il Rally delle Orobie, la gara di casa divenuta sempre più sentita ed importante. La coppia Rovedatti & Vescovo cominciò allora a mietere i primi successi; nella loro scia ci siamo inseriti noi".

Voi da quanto tempo correte insieme?
"Nel 1991 abbiamo corso insieme il primo rally, quello dell’Adamello: arrivammo terzi. Da allora non abbiamo mai smesso di correre. Ad oggi abbiamo disputato probabilmente 120 rally e gare in linea. Ogni anno riusciamo a partecipare a 13-14 gare. In pratica da gennaio ad aprile gareggiamo quasi tutte le domeniche. Un impegno che esalta ma allo stesso tempo logora; c’è il rischio di arrivare a fine stagione in riserva".

E la prima vittoria?
"Arrivò nel 1992 al Rally della Val Tartano. Il numero di vittorie non lo abbiamo mai tenuto aggiornato, dovrebbero essere una cinquantina. I successi sono cresciuti di anno in anno, è questo non è un caso. All’inizio ci siamo lanciati all’inseguimento degli “anziani”, poi abbiamo sgomitato per battere i nostri coetanei sino al giro di boa del millennio, quando abbiamo centrato la più incredibile delle stagioni, irripetibile probabilmente. L’anno prossimo saremo noi gli “anziani” e questo vuol dire che dovremo cercare di non farci spianare dai giovani che arriveranno con la voglia di demolirci".

Andiamo all’ultima vittoria, il Mezzalama. Perché avete reclutato lo svizzero Blatter?
"E' semplice. Noi volevamo conquistare il Mezzalama e Heinz Blatter (31 anni) era l’unico scialpinista che poteva garantirci la vittoria. Heinz ha le nostre stesse caratteristiche: è un atleta esplosivo. Siamo partiti sicuri di fare bene, ecco perché Graziano ha infilato nello zaino una bottiglia di spumante e se l’è portata per 45 km. Fin dalla partenza, abbiamo imposto un ritmo molto sostenuto, potremmo dire indiavolato, che ci ha permesso di fare il vuoto e fiaccare gli avversari".

Al Mezzalama voi, semplici dilettanti (Graziano lavora nella falegnameria di famiglia, Ivan presso la Asl di Sondrio), avete fatto a pezzi le squadre della Guardia di Frontiera Svizzera, dell’Esercito e della Forestale, tutti professionisti. È una bella soddisfazione.
"Dici bene, è il coronamento dei nostri sogni. Ma è anche la degna conclusione di dieci anni di grandi sforzi ed enormi sacrifici. Tirare fuori in gara un bell’acuto, dopo essersi allenati per tanti anni sottovoce, è bellissimo. Viene da piangere a pensarci".

Dei due, chi è più forte in salita e chi in discesa?
"In linea di massima ci equivaliamo, ma la squadra va veramente a pieni giri quando io tiro la salita e Ivan conduce in discesa. In effetti Graziano da tutto sulle salite (ha iniziato a correre in montagna a 15 anni con suo padre, da sempre un grande appassionato degli sport di fatica), a me non resta che “incollare” le punte degli sci alle code dei suoi. Quando “andiamo giù” Ivan è irresistibile, tira fuori la stoffa dell’ex discesista ed io devo solo badare a stare nel solco".

Boscacci e Murada, competizioni scialpinismo

 All'arrivo del 13° Mezzalama.
(Foto arch. Boscacci & Murada)


Trofeo Mezzalama

"...è il coronamento dei nostri sogni. Ma è anche la degna conclusione di dieci anni di grandi sforzi ed enormi sacrifici. Tirare fuori in gara un bell’acuto, dopo essersi allenati per tanti anni sottovoce, è bellissimo. Viene da piangere a pensarci"


"... Siamo partiti sicuri di fare bene, ecco perché Graziano ha infilato nello zaino una bottiglia di spumante e se l’è portata per 45 km."

  
Boscacci e Murada, competizioni scialpinismo

 16° Pierra Menta Tivoly – la più dura gara di sci alpinismo d’Europa.
(Foto arch. Boscacci & Murada)


La coppia

"In linea di massima ci equivaliamo, ma la squadra va veramente a pieni giri quando io tiro la salita e Ivan conduce in discesa. In effetti Graziano da tutto sulle salite (ha iniziato a correre in montagna a 15 anni con suo padre, da sempre un grande appassionato degli sport di fatica), a me non resta che “incollare” le punte degli sci alle code dei suoi. Quando “andiamo giù” Ivan è irresistibile, tira fuori la stoffa dell’ex discesista ed io devo solo badare a stare nel solco".

| Home | | Rock | Expeditions | Ice | Snow | TrekkingNews | Special | Forum | Mountaininfo | Expo | Lab
| Info | Newsletter
| English version |
Per suggerimenti, aggiornamenti e notizie: Planetmountain.composta
Copyright© Mountain Network s.r.l.