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Hubert Pallhuber, mountain bike

intervista  1  2
itinerario
   
di Diego Di Marino


Alle 10 e 30 del mattino arrivo ad Anterselva dove Hubert mi aspetta vicino alla sua bella casa contadina, immersa nel verde della vallata a ridosso dell’Amperspitz. Qualche nuvola in cielo, ma forse è meglio, visto che l’intervista sarà in buona parte condotta pedalando.

Hubert Pallhuber è uno dei più grandi interpreti della mountain bike, è stato uno dei due olimpionici italiani di Sidney. E' recente il suo abbandono del professionismo, probabilmente per dedicarsi ad incarichi tecnici che comunque lo vedranno sui campi di gara.

Siamo riusciti ad intervistarlo sulle strade di casa, dove è iniziata la sua passione per uno sport che gli ha dato ogni tipo di soddisfazione. Gli ottimi risultati dell’ultimo anno, mostrano l’immagine di un atleta ancora molto competitivo sempre presente nelle prime posizioni anche a livello internazionale. Sarà facile poterlo ancora ammirare in alcune delle sue gran fondo preferite. e

Oltre all’intervista, l’obiettivo è quello di portare a casa un paio d’itinerari, di cui uno più turistico, e uno possibilmente supertecnico.
Bisogna dire che in queste valli non vi è che l’imbarazzo della scelta. Scelgo di farmi condurre lungo strade forestali più pedalabili, per poi affrontare qualche ripida discesa tecnica. Solo il tempo di cambiarmi, e via si parte lungo uno sterrato velocissimo sull’argine sinistro del rio d’Anterselva.


Prima di andare fuori soglia alla prima salita faccio parlare Hubert su come ha cominciato...
"Ho iniziato direttamente con la Mountain Bike a 25 anni. Prima giocavo a calcio, e quando mi sono rotto una gamba, ho iniziato ad andare in bici ancora con il gesso perché non riuscivo a stare fermo. Con gli amici siamo andati ad esplorare le montagne qui intorno, posti dove non ero mai stato, alla ricerca di discese impossibili. L’estate si partiva alle sei dopo il lavoro e spesso si tornava a casa a mezzanotte; alle volte ci perdevamo. Era un tale divertimento e non avrei mai pensato sarebbe diventato un lavoro."

E invece già nel 95 Hubert Pallhuber diventa professionista. Fin dalle prime gare dimostra d’avere talento, vincendo varie gare locali. E’ un talento che poco dopo avrò modo di costatare alla prima discesa, la più difficile del nostro giro.


Per alzare le pulsazioni saliamo sulla dorsale che delimita la Valle Aurina dalla Valle d’Anterselva, mai troppo ripida e con un bel fondo pedalabile; quindi scendiamo il ripido sentiero N°8. Si parte lungo un prato e poi giù tra gli abeti con i salti disegnati da grosse radici e gradini scoscesi, che servono a rendere percorribile a piedi un pendio altrimenti troppo inclinato.

Le ruote di Huby disegnano traiettorie veloci e precise come gli sci nella supertecnica. Una discesa con tratti trialistici e curve al limite dell’equilibrio affrontate con incredibile velocità e destrezza. "Se la fai senza scendere o cadere meriti un diploma" - mi incita Hubi. Ma un punto al limite dell’impraticabile causa la mia prima caduta e la borraccia si presenta rotolando prima di me sotto il suo sguardo divertito...


Hubert Pallhuber, mountain bike


Oggi le gare dove si vincono? Chiedo mentre riattraversiamo la zona del campeggio verso la sinistra orografica della val Pusteria.
Nei primi anni vincevo molto grazie alle mie doti di discesista. Adesso tra i più forti ci siamo livellati e in discesa è più difficile fare la differenza. Devi scollinare davanti, altrimenti diventa impossibile tornare sui primi.

La MTB è uno sport impegnativo ma affascinante per l’ambiente in cui si svolge, non è vero?
"Sì, nei primi tempi si credeva che avere rapporti così favorevoli in salita rendesse la bici sempre piacevole. Ma andare fuori strada è impegnativo. Però rispetto alla strada penso ti dia qualche cosa di più. C’è più tecnica, e più contatto con la natura."

Ci fermiamo un attimo ad osservare le trote di un allevamento, dove nuota anche un grosso pesce e poi si riparte per un’altra salitella, dove Hubert chiacchiera stimolato dal qualche mia affannata domanda.

Durante l’inverno è stato in Brasile con un’altra quindicina di professionisti.
Huby fa circa diciotto ventimila Km l’anno di cui tre quattromila in MTB. L’inverno quando è a casa ama fare dello sci alpinismo, e ha provato a fare anche qualche gara. Posso immaginare che anche senza allenamento specifico non abbia certo sfigurato. Lui in ogni modo afferma che ha visto atleti veramente forti.

 







Chris Sharma su Biographie

Hubert Pallhuber
Brunico (BZ) 17/09/65
Uno dei più grandi interpreti della mountain bike, e uno dei due olimpionici italiani di Sidney.

Campione Mondiale cross country nel '97
Campione italiano nel '98
1° rancing UCI nel '98
3° Tour de France MTB nel '98

Altri sport: sci di fondo

Hobbies: sci, alpinismo








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