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| Ora ho modo di vederlo affrontare una discesa veloce sempre su aghi di pino, ma su un terreno liscio e compatto. Nonostante la velocità molto elevata, le ruote continuano a disegnare traiettorie precise senza sbavature. I freni sono usati con gran sensibilità. La discesa nel bosco è un vero divertimento, e senza limpegno della gara si può assaporare la velocità senza strafare. Prima di attaccare lultima salita corriamo veloci lungo il lago di proprio vicino alla ferrovia Fortezza Dobbiaco Lienz, che come suggerisce Huby è tutta costeggiata da una strada ciclabile. Molti vanno in treno per poi tornare in bici in un senso o nellaltro. Ora siamo lungo il torrente della val Casies e poi a sinistra attraverso dei masi. Le foto gliele faccio in salita così tiro il fiato, anche se poi le gambe sono di legno. (Come quando fori-dice Hubert: -Riparti e le gambe non girano più come prima). Lultima discesa è di nuovo molto tecnica e puntualmente come mi era stato annunciato, cinsegue un grosso cane san Bernardo. Una bella strada nel bosco, parallela al fiume ma un po più in alto rispetto allandata, ci riporta a casa dove la mamma di Huby ha preparato i canederli e linsalata appena raccolta nellorto. Il tutto annaffiato da litri deccellente succo di sambuco. 55 km leggo sul mio contachilometri. Sopra la tavola imbandita, la foto di famiglia. La mamma, il papà che manca da tanti anni e undici figli. Intuisco lorgoglio di un figlio per quella madre così dolce e forte. ![]() Hubert mi racconta della sua vittoria più bella: "Senzaltro la vittoria al mondiale è la gara che non dimenticherò. Anche per come la ho vinta. Nei primi cinque cero sempre e anche lanno prima ero terzo. Ma proprio vincere. Ci speravo sempre, però sai ero davanti ma con il fiato sul collo di un inseguitore che mi viaggiava a una trentina di secondi .Ho dimostrato di avere carattere." Lemotività è un tuo punto forte o debole? "Sicuramente è un mio punto forte. Riesco sempre a motivarmi al massimo in gara; è una questione di carattere." Il terreno che prediligi? "Sicuramente la discesa tecnica, la salita in generale, e la salita tecnica. Sul veloce penso di andare un po meno. Mi adatto a un po tutte le distanze, anche una cronoscalata. A cronometro in salita sono stato sempre fortissimo." Hai provato il down-hill? "Si ho provato, ma sono troppo spericolato. Ero sempre per terra, e poi non avevo il mezzo giusto." Cioè, una moto senza motore? "No no, ci vuole il motore, ci sono discese dove devi pedalare molto." Le olimpiadi. Sicuramente eri partito con maggiori aspettative "Nel '96 sarei stato più competitivo. Terzo ai mondiali, secondo agli europei. Probabilmente abbiamo sbagliato qualcosa nella preparazione. Troppo volume di lavoro e poche gare. Tre giorni prima mi sentivo benissimo. E invece il giorno della gara una giornata nera che più non si poteva." Naturalmente ti aspettiamo ad Atene. "No, le prossime olimpiadi per me non ci saranno, e forse questo è lultimo anno da professionista. I giovani sono cresciuti e io forse sono calato un po." Cosa pensi del calo cross country e della contemporanea ascesa delle gran fondo? "E chiaro che questo è un fenomeno che attira migliaia di persone con una crescente attrazione da parte degli sponsor. Alcune squadre hanno impostato la stagione sulle gran fondo. La conversazione continua piacevole. Parliamo dallenamento, di sci alpinismo, di vita tra le montagne. Huby dopo aver sopportato la mia andatura,deve gentilmente sopportare la mia curiosità. Non vuole proprio dirmi il tempo di qualche bella salita da lui frequentata. Afferma che se poi qualcuno prova a farla, sarrabbia perché gli sembra impossibile una tale prestazione. In realtà gli appassionati che a vario livello frequentano le gran fondo, sanno bene di cosa sono capaci questi campioni. |
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![]() Hubert Pallhuber nell'itinerario dell'intervista in mountain bike ![]() ![]() ![]() |
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