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![]() di Vinicio Stefanello - foto di Fabiano Ventura Il 10/11/2002, Erri De Luca ha ripetuto "La Teoria dell'8a" , alla Grotta dell'Arenauta di Sperlonga. Uno spettacolare viaggio di 8b+ (in realtà chiodato da Alfredo Smargiassi con il nome di "Viaggio = infinito") che attraversa un tetto di 20 metri. Quella di De Luca è la sesta salita, che segue in sucessione quella di un climber polacco e poi di Jolly Lamberti, Fred Rouhling, Graziano Guardabassi e Francesco Verdi Vighetti. E' in assoluto una bella prestazione ! Una prestazione "mondiale" se si considera che Erri de Luca - certo più conosciuto come scrittore che come climber - ha raggiunto il top di questo fantastico ed enorme tetto di 8b+ alla bellissima età di 52 anni! Abbiamo chiesto ad Erri di parlarci dell'arrampicata, del suo viaggio sul tetto di Sperlonga e di altro ancora... ![]() Erri, Come è cominciata la tua storia con l'arrampicata? Ho cominciato tardi, verso i trent'anni in montagna d'estate, a mettere le mani sulla roccia. Da allora non le ho tolte più. Durante l'anno scalo nelle falesie di Lazio e Umbria, a luglio e agosto faccio delle puntate in Dolomiti, le montagne ideali per me. Là cerco di ripetere vie classiche. Arrampicata sportiva e/o alpinismo, come s'incrociano e come convivono nella tua esperienza Non ho mai aperto una via di roccia, perché mi sento un passante, senza diritto di chiodo e martello. In montagna mi piace passare senza far rumore, anche quando salgo un sentiero. Cerco nei passi e nei gesti della scalata di essere leggero, di non lasciare traccia. Lì più che altrove sono un intruso. Le cose irrinunciabile per Erri De Luca climber... Irrinunciabile è la bellezza di un luogo di scalata e poi della via. Questo precede per me il grado di difficoltà. Mi piace tentare cose dure per me ma prima di tutto viene lentusiasmo per lambiente, lintesa con latmosfera e i compagni di scalata. Invece rinuncio senza difficoltà alla magnesite, non lho mai usata. Ho pelle secca e mani esercitate da quasi ventanni di vita da operaio, non mi sudano, anzi le devo lubrificare con qualche sputo. Tutte le vie che ho salito, compreso Viaggio = infinito, portano le mie impronte digitali senza polvere bianca. A volte rinuncio volentieri alle scarpette, per piacere di scalare scalzo. Nel grottone dellAeronauta la roccia non è aspra e ho salito varie vie così fino un 8°, giusto il primo gennaio di questanno, un buon modo per iniziare la stagione. Corpo, mente, roccia, movimento il bello dell'arrampicata e cosa ti dà Il gusto delle scalate sta per me nel fatto che il corpo prende il sopravvento sulla testa, governa lui. La roccia è il campo in cui la testa smette di dare ordini, di essere padrona e signora. Le parti del corpo impongono il loro regime assembleare, tutte le parti, dalle dita dei piedi fino ai muscoli del collo. Larrampicata è il regime democratico del corpo, la sua presa di potere. La testa registra, ricorda, archivia, ma segue, viene dietro il corpo. Qualche volta la testa si ribella e manda al corpo segnali di paura, ma basta che il corpo si fermi un momento ad ascoltarsi vivere, respirare, e il messaggio viene rispedito indietro. Insomma sulla roccia il corpo dimostra che magnifica macchina sia e quanto sconosciuta. Arrampicata, arrampicatori, falesie e pareti un mondo a parte? Arrampicatori, alpinisti, certo, un mondo a parte: mi piace starci, ascoltare, anche le beghe inevitabili e le eterne chiacchiere sui gradi, sui colpi di fortuna e di scarogna. Tutto sommato è un ambiente in cui le parole corrispondono alle cose vissute, dover il margine di menzogna è ridotto, verificabile, dove prendi lezioni da tutti e puoi imparare da chiunque. E poi è un ambiente povero, dove il più bravo di turno sbarca a stento il lunario. E' cambiata l'arrampicata in questi anni? Quali le differenze più evidenti Larrampicata se nè andata in cerca dellalta difficoltà sugli strapiombi estremi e sui centimetro difficili di un masso. Perciò si alimenta di nuove tecniche di allenamento e di specializzazione. Ci sono più palestre, più sviluppo muscolare: cè perciò meno esperienza di roccia, meno intimità con la materia prima. La prevalenza della forza rende il corpo più capace ma anche meno scaltro e difficilmente oggi un arrampicatore nuovo spinge il suo sforzo su roccia al massimo delle sue possibilità e al limite. Anche quando cade, vola, ha ancora margine e non ha dato tutto. Io ho imparato a farlo, a lungo e per molti anni, prima di iscrivermi a una palestra di arrampicata (quattro anni fa) e spostare di parecchio i miei limiti. Allenamento, costanza, impegno, passione, divertimento quali le motivazioni a 52 anni. Mi alleno una o due volte la settimana, mi diverto a farlo. Non obbedisco a prescrizioni scientifiche, non tocco il pan Gullich, faccio molte prese su tetto, medie e grandi, poi reggo un po di tacche con del sovraccarico cercando di migliorare la forza delle singole dita. Una seduta mi consuma più di una giornata a scalare. E bello scoprire che ci sono margini impensati di miglioramento anche tardi, è bello inoltrarsi in questa magnifica macchina del corpo che ci è stata fornita dal massacrante lavoro delle innumerevoli generazioni. Io sento di stare nelle ossa di un prototipo messo a punto da unofficina di m millenni. Più minoltro e più si rivelano funzioni nuove, comprese quella di poter essere più efficiente adesso di quando avevo ventanni. Sono un esploratore delle mie quattrossa. Hai mai pensato al mondo dell'arrampicata come possibile soggetto di un tuo libro? Qualche racconto di montagna mi è già uscito e nella prossima raccolta di storie ce ne saranno ancora. Le mie pagine raccontano volentieri vita svolta, hanno poco margine dinvenzione. Profitto volentieri dellinsieme di accidenti che vanno sotto il rispettabile nome di esperienza. Quali obiettivi ancora e dove ti porterà la roccia . E il tuo prossimo libro? Il mio pensiero si sta spostando verso le remote alture dellHimalaya. Là vorrei sperimentare le mie forze residue. Così approffitto dello spazio che mi offrite per avanzare la mia candidatura a una spedizione che volesse portarsi dietro un narratore dalta quota. |
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