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Fabrizio Ardito
DI PIETRA E ACQUA
Storie di speleologia

Vivalda Editori

pagg. 162
prezzo di copertina £ 28.000


Un viaggio in un mondo invisibile per avventure dal fascino incontaminato. Il racconto di una passione lontana da qualsiasi moda.



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Della speleologia e degli speleologi non si parla molto. Appare giusto ogni tanto qualche notizia nei telegiornali e nei quotidiani quando qualcuno, di questi visitatori del mondo sotterraneo, resta intrappolato nelle viscere della terra o c’è bisogno di trarre in salvo qualcun’altro, malauguratamente caduto in qualche crepa naturale o pozzo scavato dall’uomo. Più raramente poi si da conto di un nuovo abisso o di un record di profondità raggiunto in qualche sperduta grotta.

E’ una passione, quella degli speleologi, legata, come altre del resto, all’innata attrazione esercitata dal non conosciuto e inesplorato. Un’attrazione che per alcuni diventa una ragione di vita. Ma se bastano la foto o la vista di una foresta, di una montagna o di un mare in burrasca perché - a dispetto d’ogni rischio e sacrificio - la smania ‘malsana’ di avventura assalga esploratori, alpinisti e marinai, quale immagine può far scattare quella molla negli speleologi? Certo, per ficcarsi nei labirinti scavati dalle acque sotterranee, per calarsi in pozzi di cui non si vede la fine o strisciare nei cunicoli e nel fango ed affrontare quel buio mondo senza sole né tempo, occorre essere dotati anche di una gran 'fantasia e sensibilità' per lo sconosciuto. Senza contare, poi, che si devono superare anche ataviche ed inconscie paure per varcare le soglie di quello che, se non proprio dimora del diavolo, é da sempre raccontato nelle leggende come un mondo popolato da gnomi e ogni altra specie di esseri strani.
Forse è anche per questo che la speleologia è un’attività tra le più particolari e meno conosciute.

Fabrizio Ardito, nel suo libro, colmando questa lacuna, accompagna il lettore attraverso la sua affascinante scoperta e frequentazione degli abissi sotterranei.
‘Di pietra e acqua’ è un racconto coinvolgente in cui si respirano l’aria delle grotte, dell’acqua dei fiumi carsici e delle lampade al carburo usate per illuminare il buio delle profondità. Nelle sue pagine i sogni, le attese, le difficoltà e le gioie dello ‘strano’, scanzonato, simpatico e del tutto particolare mondo dell’autore e dei suoi compagni di avventure risaltano limpide, con la forza della semplicità, senza clamori e retorica.

Il libro è la testimonianza di un amore e una passione infinite, di una curiosità per le cose che lo rendono godibilissimo anche quando parla delle avventure di viaggio fuori dalle grotte, segno questo di una grande sensibilità e di una capacità d’osservazione che viene da supporre non siano estranee alle straordinarie ‘esperienze sotterranee’ dell’autore.


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