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Reinhard Karl

MONTAGNA VISSUTA
Tempo per respirare

Traduzione di Silvia Metzeltin


Collana I Licheni
Vivalda Editori, Torino, 2000


pagg. 144
prezzo di copertina
£ 29.000
foto b.n.

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Che di alcuni libri non si trovi più copia, neppure nelle librerie specializzate in vecchie edizioni, è cosa che spesso succede. Tanto più per un'editoria un pò 'defilata' come quella di montagna. Di sicuro sono molti quegli appassionati della 'letteratura dei monti' che, dopo aver inutilmente cercato un libro per riassaporarne il piacere non solo con la memoria, alla fine hanno dovuto consolarsi sperando in una riedizione…

Una speranza che, qualche volta, viene esaudita. Come nel caso di 'Montagna vissuta - Tempo per respirare' di Reinhard Karl, ora riedito da Vivalda nella Collana 'I licheni'. Un’autobiografia , c'è da scommettere, che molti rileggeranno con piacere, ed altri più giovani sicuramente apprezzeranno, nonostante i vent'anni passati dalla prima edizione in tedesco e i diciassette dalla sua traduzione italiana.

Reinhard Karl sognava, da apprendista meccanico ficcato sotto ‘l’anima nera’ delle auto, quel mondo verticale che aveva fugacemente intravisto nei suoi primi incontri con la roccia e l'arrampicata. E' iniziato così anche per lui il tempo delle prime salite sulle montagne di casa, e poi quello della 'caccia' alle vie più difficili, che allora passavano invariabilmente per le grandi pareti delle Dolomiti e del Monte Bianco fino all’Eiger.

Ma Karl non aveva lasciato la tuta da meccanico per essere schiavo della rincorsa alle pareti sempre più dure e impossibili. Lui riesce a vedere anche al di là e 'fuori' dall’alpinismo. Percepisce che la Montagna ideale, come la vita e la ricerca, non ha una cima, o meglio che proprio in cima non si arriva mai. Il suo spirito critico ma soprattutto il suo istinto d’artista, che si realizza con la fotografia, lo portano a percorrere tutte le strade di un alpinismo, ma anche di una società, proprio in quegli anni in profondo cambiamento.

Senza abbandonare mai la sua vena critica e autoironica è passato così dalla cima dell’Everest come sui massi e sulle big wall della Yosemite Valley, in arrampicata libera come sull’artificiale estremo, dall’alpinismo di sofferenza del Ghasherbrum II alla gioia di ritornare sano e salvo a valle, alle tempeste della Patagonia.
E' proprio in questa continua ricerca che sta forse tutto il suo ‘Tempo per respirare’ ed è proprio questa voglia di conoscere e capire che l’ha contraddistinto e lo fa essere ancora così attuale come alpinista, artista e uomo.

Reinhard Karl cercava nelle sue foto la rappresentazione di una delle tante realtà possibili ed insieme l’estetica di un sogno. Un punto di equilibrio e l’armonia della visione. Quel ‘punto x’ - come lo definiva - da cui guardare ad una verità che, già sapeva, sarebbe comparsa solo in minima parte nel quadro finale. Solo l’insieme di tanti piccoli pezzi può avvicinarsi al mosaico della vita, ed allo stesso tempo un particolare e una foto sono documenti che danno dimensione al tempo. Quel tempo, appunto, per respirare, per vivere e per ’l’arte di salire una montagna’.

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