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| Carla Perotti DESERTI Ed. Corbaccio, 1998 Pag. 206 Fotografie a colori Prezzo di copertina L. 26.000 Tenéré, Salar de Uyuni, Kalahari, tre zone desertiche, ognuna con una sua particolarità. Carla Perotti le ha attraversate, compiendo delle vere imprese. |
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| Deserti, luoghi aridi ed isolati. Queste terre inospitali da sempre rappresentano la difficoltà del vivere, il silenzio e la meditazione. Come ideali transiti, per una qualche "terra promessa" materiale o spirituale, sono da secoli immutati testimoni della storia della terra e degli uomini. Forse per tutto questo, o nonostante tutto questo, i deserti, come il mare e la montagna (in qualche modo "deserti" anch'essi), popolano i sogni di molti uomini e donne che ne sono irresistibilmente attratti. Unattrazione che lautrice di questo libro, esploratrice e documentarista, ha sicuramente avvertito come desideri a lungo covati e irrinunciabili, divenuti realtà con l'attraversamento dei deserti del Tenéré, dello Shalar de Uyuni e del Kalahari. Tre storie, tre avventure eccezionali e diverse come i territori che ne sono protagonisti, a ciascuna Carla Perotti ha dedicato uno dei capitoli di questo suo primo libro. Lautrice, come in un diario, racconta gli avvenimenti, le difficoltà ed i sentimenti che hanno caratterizzato di volta in volta lattraversamento a dorso di dromedario del Tenéré al seguito di una carovana del sale dei mitici Tuareg, la solitaria traversata a piedi dello Shalar de Uyuni il più alto lago salato della terra, lincontro con il popolo boscimane e lattraversamento con il loro aiuto e sempre a piedi del Kalahari. Dal racconto traspare, quasi con una certa monotonia, la caparbietà e la forza di volontà richieste alla protagonista da queste imprese, la sua capacità di concentrarsi verso la meta ma anche - come dei lampi che squarciano il testo - irrompe lessenza stessa del deserto attraverso lo stupore per i cromatismi delle sabbie allo scambiarsi del sole con la luna, la naturalezza ed il fascino delle genti del deserto compagne davventura della protagonista, latavica paura scatenata dal ruggito del leone o lincredibile solitudine provata nello Shalar de Uyuni. E soprattutto per questultimo aspetto che Deserti, già dal titolo e al di là delle imprese che racconta, ha il potere di esercitare quella particolare malia che solo i territori selvaggi e carichi di storia e mistero evocano da sempre. |
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