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Gennargentu ultimo paradiso Gennargentu ultimo paradiso

Guida all’arrampicata sportiva nel cuore della Sardegna

Maurizio Oviglia
Saredit srl editore – Cagliari
Giugno 1998
pagg. 96
prezzo di copertina £ 28.000
Mnet Libri
Le recensioni di Mnet

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Vuoi per il tam-tam che narra di un calcare e di vie favolose, di un mare dalla bellezza... straordinaria e di un entroterra ancora selvaggio, vuoi per quel sottile fascino che sempre esercitano le isole su chi vive nel “Continente”, sta di fatto che, ormai, una visita in Sardegna è nei programmi, o nei sogni, di molti arrampicatori.
A quest’indiscusso successo non è sicuramente estraneo l'inesauribile Maurizio Oviglia, già estensore del volume del TCI-CAI Guida dei Monti d'Italia - Sardegna e di svariate pubblicazioni sull'arrampicata nell'Isola, che, ancora una volta anche con quest’ultima raccolta d’itinerari esclusivamente dedicata all’arrampicata sportiva sul calcare del Gennargentu, rinvigorisce il fuoco del desiderio alimentandolo sempre con nuovo combustibile.

La guida, in italiano e inglese, si presenta con un’accattivante e curata veste grafica nella quale spiccano le belle ed invitanti foto scattate da Mattia Vacca.
Le cartine, i disegni sia generali sia dei singoli siti e le descrizioni sono esaurienti anche se ci sembra che la dimensione (un po’ “compressa”) di alcuni disegni vada a scapito della loro leggibilità.

Intelligente e degna di particolare nota la scelta dell’autore di raggruppare gli itinerari e le falesie per stili omogenei d’arrampicata. Ne sono usciti cinque capitoli che rappresentano, nel loro insieme, quasi una mappa del poliedrico mondo dell’arrampicata sportiva.
Ce n’é per tutti i gusti, sia si parli di monotiri che di vie di più lunghezze (anche 400 metri!). Si parte “dalle placche e falesie affacciate sul mare del Golfo di Orosei” vero sogno per chi ama le pareti solari (grado sei informa l’autore). Si passa, quindi, a “gli strapiombi a pochi passi dal mare” meta sicura di chi predilige grotte e grottoni; per poi arrivare in quel mondo, emozionante e selvaggio delle “arrampicate lunghe ed avventurose sulle scogliere” che sono il simbolo della Sardegna verticale. Si continua visitando le semisconosciute “piccole falesie tra le montagne del Supramonte” dove, assicura l’autore, non mancheranno sorprese interessanti anche per i climbers più esigenti; per approdare, infine, in “viaggio sulle grandi montagne dell’interno”, alle grandi pareti che faranno la felicità degli amanti dei grandi spazi selvaggi.
Che dite, vi sembra un programma allettante o no?


1/2
Pro
Oltre a dare tutte le informazioni necessarie la guida offre un interessante e completo panorama su una zona semisconosciuta che ha tutti i "numeri" per essere considerata tra le più belle non solo della Sardegna.

Contro
Nessuno
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