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![]() APPENNINI E SCI I Monti Sibillini i più a nord, una sottile catena che dalla parte umbra si presenta come ununica muraglia ripida e compatta, mentre dal versante marchigiano le numerose creste trasversali racchiudono ampi valloni esposti prevalentemente a nord, spesso chiusi a valle da strette gole. Le quote si aggirano tra i 2200 e i 2400, sfiorano i 2500 con il M. Vettore. Poche le cime interamente rocciose, moltissimi i versanti ripidi ma percorribili, con praticamente tutte le esposizioni. Il dislivello massimo per una singola discesa non supera i 1300 metri (in condizioni di innevamento normale), ma la scarsità di grandi strutture rocciose che ostacolino gli spostamenti fa si che le possibilità di concatenamento siano praticamente infinite. I Monti della Laga, una catena di arenaria, montagne tra i 2200 e i 2400 metri dai profili morbidi e dai molti declivi erbosi. Praticamente assenti le strutture rocciose in quota, ma più in basso, ai limiti del bosco, lacqua ha inciso la roccia dando origine a spettacolari cascate: nei mesi più freddi è il paradiso dei ghiacciatori. Molti pendii dalla lieve pendenza, rifugio di noi scialpinisti dopo le forti nevicate, ma anche qualche bel fosso ripido, dove in primavera lacqua scorre sopra le lastre di arenaria: fossi spesso interrotti in basso da una cascata per complicare un pò le cose. La catena del Gran Sasso dItalia non si limita certo al Gran Sasso propriamente detto, ma si snoda da Passo delle Capannelle fino a Vado di Sole comprendendo più di una dozzina di cime principali. Un massiccio montuoso imponente, dove convivono le situazioni più disparate: versanti solari dove la neve trasforma molto rapidamente anche in gennaio e valli siderali dove la polvere si conserva per giorni (vento permettendo). Sono presenti discese classicissime, che si prestano ad essere ripetute con quasi tutte le condizioni, e itinerari complessi, in ambienti impegnativi, che nella stagione invernale sono del tutto deserti. Molti bei canali ripidi incassati tra le rocce, e alcune indimenticabili traversate. La Majella si presenta come ununica enorme montagna, la quota media è infatti molto elevata e le vette secondarie si susseguono in modo quasi indifferenziato su entrambi i lati di quella principale, M.Amaro. I canali del versante ovest sono i più lunghi di tutto lAppennino, un dislivello di 1500 dal bordo della cresta fino ai boschi, praticamente a goccia dacqua. Questi canali cominciano ad essere piuttosto conosciuti e a ricevere visite da parte di sciatori del nord, attratti anche da un particolare importante: la neve, da queste parti, trasforma molto rapidamente ed è facile trovare delle ottime condizioni. |
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