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![]() Parete est dello Shipton Spire (5850 m) - Trango, Pakistan. Women and chalk (Donne e magnesio) è la nuova via di Mauro Bole (foto F. Dandri). La parola a Mauro Bubu Bole: Perché proprio così? Sinceramente faccio fatica a spiegarmi da dove è arrivata Women and chalk. Neanche la mia (già fervida) fantasia poteva immaginarlo. Prima di partire ero convinto di poter aprire una nuova via con lo spirito della libera, ma di riuscire ad aprire tutto a vista no, questo proprio non me l'aspettavo. Sapevo che su una parete così lontana tutto è incerto. Basta un niente per mandare in fumo tutto: le condizioni atmosferiche, l'acclimatazione, per non parlare poi delle scariche di sassi dalla parete Ma probabilmente è una mia caratteristica tirar fuori tutto per qualcosa in cui credo ![]() Women and chalk. Mauro Bole sul tiro di 7c+ (foto F. Dandri) Riuscivo ad aprire solamente un tiro duro al giorno, poi la concentrazione se ne andava. Me ne sono bruscamente accorto su un tratto facile, a metà parete: ero distratto e mi è rimasto in mano un pilastro Sono volato strappando tutte le protezioni (eppure sembravano buone!). Quei 15 metri a testa in giù non finivano più. Perché volavo così tanto, se l'ultima protezione ce l'avevo ai piedi? Mi sono guardato l'imbragatura per vedere se ero ancora legato, e proprio in quel momento ho sentito lo strappo che mi ha fatto ritornare in posizione normale. A tenermi è stata la sosta, fortunatamente su due spit! Solo qualche graffio! Ma lo stomaco era come una lavatrice. Risalito con i bloccanti in sosta, il mio primo pensiero è stato tutto per il tiro da finire, dovevo farlo e dovevo farlo subito: altrimenti sarei tornato a casa. Sono ripartito salendo però completamente da unaltra parte sia per non perdere l' on sight, ma anche perché, evidentemente, quella di prima non era la strada giusta. Ero scosso. Quello era il primo volo della mia vita in montagna, su roccia. E, una volta di più, mi sono reso conto che non bisogna mai mollare la concentrazione. E concentrazione vuol dire anche decisione. Come quando, proprio nel tiro più difficile, mi sono accorto che il duro doveva ancora arrivare. Dopo circa 25 metri la sottile fessura leggermente strapiombante si allargava a ventaglio. Non potevo proseguire con la tecnica di incastro, né tanto meno proteggermi. Già con gli occhi fuori dalla testa e l'ultimo friend ormai lontano (ne avevo pochi di quella misura) ho preso la mia decisione: dovevo andare e basta! Anche perché se mi fermavo probabilmente non sarei più riuscito a ripetere rotpunkt il tiro. Così, tenendo a pinza il bordo svaso della fessura e soffiando come un toro incazzato, con un lancio dopo l'altro dopo 5 metri sono arrivato ad un buon posto di sosta. Women and chalk... per tutte le cose che stanno tra le donne e il magnesio. Forse non è un nome serio, professionale, o all'altezza di questa via, ma è il primo che mi è venuto in mente e l'unico che sento veramente adatto per questa singolare avventura piena demozioni. Ho dato veramente tutto ma dopo questesperienza posso dire che su una parete adatta, con motivazione e fantasia, si può fare ancora di più.... Devo un particolare ringraziamento ai miei due compagni di spedizione, Mario Cortese e Fabio Dandri. Senza di loro non sarei riuscito a realizzare questo mio sogno. Non eravamo una squadra ma un semplice gruppo di amici, dove ognuno faceva quello che poteva. Ed è forse questo il punto forte che ha fatto sì che tutte le cose andassero per il verso giusto. Mauro Bole |
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