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Aiguille Noire de Peuterey
di Erik Svab
-  scheda
Il massiccio del Monte Bianco è tra i più frequentati d’Europa: spesso alla base di alcune delle sue pareti più famose, come il Grand Capucin o l’Aiguille du Midi bisogna fare la fila per salire quelle grandi vie classiche che hanno segnato la storia dell’alpinismo. Ma ci sono altri angoli del massiccio che restano fuori dalle rotte più battute, angoli di tranquillità e pace che hanno preservato le proprie caratteristiche fino ad oggi.

Uno di questi è il bacino meridionale dell’Aiguille Noire de Peuterey. Un angolo di paradiso sopra Courmayeur e la Val Veny, accessibile solo con una ferrata e dove i visitatori sono veramente pochi. Un unico rifugio, il Borelli: una capanna con pochi posti letto, gestita, per conto del CAI di Capiago da varie famiglie. Una piccola valle che non porta da nessuna parte insomma o meglio porta 'solo' sulle grandi pareti di granito che ne sbarrano le uscite.

Proprio sulla parete Sud-Est della Punta Brendel, 3.499 m, dell’Aiguille Noire de Peuterey Nei giorni bellissimi che hanno caratterizzato lo scorso agosto, Maurizio Oviglia, 37 anni, torinese naturalizzato sardo e il triestino Erik Svab, 29 anni, hanno realizzato appunto una nuova via… "Nero su Bianco".

Aiguille Noire de Peuterey, 'Nero su Bianco'

L'itinerario, salito nei giorni 23 e 25 agosto, si snoda al centro della parete (a destra della via Manera - Meneghin del 1981) con uno sviluppo di 940 metri (19 tiri di corda lunghi fino ai 60 metri) e difficoltà massime di 7b e obbligatorie fino al 6b+. La via è stata salita con protezioni tradizionali (chiodi normali, nuts, friends) e senza uso di spit. In parete è rimasto solo un chiodo e alcune soste che coincidono con la linea di doppie attrezzate, in discesa, dai primi salitori.

Si tratta perciò di un percorso impegnativo (6 tiri con difficoltà dal 6b+ al 7b) e di grande soddisfazione perché riesce a sfruttare le linee naturali della parete e le possibilità di assicurazione tradizionali senza perciò rinunciare all’arrampicata libera.

La via è stata interamente percorsa dai primi salitori in libera e da capocordata. Per una ripetizione prevedere un tempo di salita medio di circa 12 ore e portare una scelta di chiodi (KB, LA, angle), 2 serie di friend fino al n.3 Camalot, 1 serie di nut e due corde da 60m. La discesa è attrezzata in doppia con chiodi normali (13 calate da 60 metri).

Sulle pareti meridionali dell’Aiguille Noire sono state finora tracciati pochissimi itinerari, rispetto alle potenzialità di una zona molto consigliabile a chi vuole arrampicare sul granito del Bianco in piena solitudine.

Aiguille Noire de Peuterey, parete
L’Aiguille Noire de Peuterey con la Punta Brendel dove sale 'Nero su Bianco'.
(Foto Erik Svab).






Aiguille Noire de Peutereschizzo
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Aiguille Noire de Peuterey Nnero su Bianco'
Nelle foto, a sinistra e sopra, i primi salitori in arrampicata su 'Nero su Bianco'.
(Foto Erik Svab)
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