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ANDREA SARCHI
Intervista di Nicoletta Costi e Nicola Noè "Mi sono sempre buttato a capofitto anche in imprese superiori a me". Così esordisce con aria da satiro, barbetta incolta, lunga coda e camminata lenta e storta, tutto sembra eccetto un climber però si tiene e non poco. Qualche annetto sulle spalle, del 59, cittadino, è alto 175 cm, peso 62-63 kg ed ha unapertura alare di 184 cm. E poi lancia una frase sibillina: "il mondo va molto veloce: prima era la tecnologia che si adattava alluomo, ora devi essere preparato perché devi adattarti alla tecnologia, altrimenti non sei nessuno". Forse per questo che si "inventa" e organizza la Climbing Marathon e la porta alla ribalta dei media fino allestremo strumento di Internet. E diventato prima Maestro di Sci e poi Guida Alpina, ruolo questultimo che interpreta assai attivamente: è Presidente della Commissione Tecnica Lombardia, membro della Commissione Tecnica nazionale e uno dei principali fautori e promotori della rivoluzione dei contenuti della professione di "Guida alpina e Maestro di Alpinismo", grazie anche allintroduzione dei testi tecnici di Caruso, Mantovani, Gallo, ecc. Nella sua lunga attività ha collezionato una serie di imprese alpinistiche di tutto rispetto. Sulle Alpi annovera, tra le altre: Nord dellEiger, Nord del Cervino, Walker alle Grandes Jorasses, Sud del Fou, Americana ai Dru, apertura di vie nuove in Brenta, solitaria alla Detassis alla Brenta Alta, Pesce e Variante Italia in Marmolada. E ancora importanti discese di sci estremo, come Nord della Presanella, Nord del Roseg e un sacco di canali dalle parti del Passo del Tonale. E stato 3 volte in Yosemite, 3 volte in Himalaya nella zona del Garval, aprendo in due una via di 1500 m al Baghirati II. Poi limmenso capitolo della Patagonia: "12 spedizioni in cui ho fatto la prima invernale al Cerro Torre, la prima salita del pilastro della Herron ("Gracias a la vida") e vari tentativi dappertutto, che regolarmente gli slavi hanno completato; un incubo: finivano tutto ciò che io iniziavo (come la Sud del Torre). Ma, alla fine il grande regalo della Patagonia "Sarchi, poverino è venuto un sacco di volte " ecco allora Ensueño, 2500 m di sviluppo, 57 lunghezze di corda sul Fitz Roy. Poi lultima volta è stata la via sul Piergiorgio". Ha sempre voluto fare, fare e fare e così. "Il primo anno che ero maestro di sci mi sono spaccato il legamento crociato anteriore del ginocchio. Brutta neve, la caduta e un anno e mezzo di ginocchio gonfio ogni 15 giorni, poi loperazione a Lione. Poi ho avuto un incidente più serio sul Nose, in Yosemite. Il secondo giorno in parete mi è uscito un friend e sono precipitato per una 15 di metri, atterrando su quello che era stato fino ad allora un piede. Fratture multiple e strascomposte, operate a S. Francisco dal Prof. Mc Kinley (un nome, una promessa ). Alla fine ho rotto di nuovo lo stesso ginocchio nell89, questa volta sulla Est delle Grandes Jorasses, dove ho una via a tuttoggi in cantiere, che ho così abbandonato in elicottero; uno stupido salto verso il basso per evitare un sasso che veniva dallalto, limpatto disastroso sul terreno (con un super zaino sulle spalle) e mi sono concesso ancora una volta ai ferri del chirurgo, facendomi prelevare lultimo possibile pezzo di ricambio dallaltra gamba". Ora è da 5 anni direttore del Golden Gym & Climbing Club, una palestra in centro a Milano, nata 10 anni fa dallidea di suo padre di dare una regolata al figlio sempre in giro per montagne. "Prima centro di Body-building con una piccola paretina, una scusa per agganciarmi come "responsabile" del settore arrampicata. Adesso però ho un progetto: un centro in cui si possa proporre tutte le attività legate alla montagna, gestirle in modo professionale e dare la possibilità a tanta gente di allenarsi, sui 3 pannelli reclinabili ed un muro darrampicata che copre una superficie di 150 di metri quadri". I sogni nel cassetto: "sono due: una via sulla Est del Torre e trovare il modo di riuscire a trasmettere la mia esperienza". |
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