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arrampicare in Lombardia
Carate Urio
Presentato da Raffaella Valsecchi

"La consiglio innanzitutto come milanese, perché è vicina (mezz'ora di autostrada mai più di tanto trafficata e poi poca strada sul lago), ha un panorama discreto, è tranquilla per chi ha bambini. Va bene d’inverno perché è abbastanza soleggiata, ma anche d’estate nel pomeriggio. Ci sono gradi per tutti: sia per chi vuole iniziare ad arrampicare sia per chi ha un alto livello e vuole divertirsi a provare delle mostruosità, i passaggi terribilmente duri del Gino Notari "aggiunge affettuosamente" oppure fare molti tiri per allenarsi. Gino è proprio un appassionato, mi ha sempre criticato perché lui punta sulla potenza, io invece non mi alleno mai sulla potenza. Così tutte le volte che scaliamo insieme so già che finirà per dirmene dietro. Attenti, ogni tanto i gradi tendono ad essere un po’ bassi: Gino li misura sul suo stato di forma, a volte fa cose miracolose e poi gli altri trovano lungo. Non arrabbiatevi! Mettetevi il cuore in pace e caso mai cambiate tiro ... "

Ma anche Gino ha le sue ragioni. "Su queste vie è difficile dare il grado e magari rischi anche di prendere delle parole; sono da valutare nella loro interezza: sono relativamente corte e alternano quasi sempre passi duri a riposi totali".

Effettivamente frequentando la falesia ti rendi conto che i gradi sono sostanzialmente giusti: i singoli sono spesso difficili da leggere e quindi devono essere lavorati, e sono "duri", come nel bouldering.

Aggiunge Gino: "Non c’è spazio per molto di più. Le vie sono già vicine l’una all’altra, ma le ho chiodate per rendere più obbligata l’arrampicata: se chiodo su placca e grado la via su placca non bisogna passare due metri a destra nel diedro, altrimenti è un’altra via e quindi un altro grado ... allora ho chiodato anche il diedro!"
 

Raffaella su Pacet ’90 (8a) a Scarenna (CO) (foto G.M. Besana)
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